Immobile: “Mi piacerebbe chiudere la carriera alla Lazio. Sono stato vicino a Napoli e Atletico”

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Ciro Immobile a 360°. L’attaccante della Lazio ha parlato in diretta Instagram con l’amico Damiano “Er Faina”, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera e svelando i piani per il futuro.

“Inzaghi tecnico completo come Klopp”

“Sono stato vicino al Napoli e fino a quando non sono arrivato alla Lazio ho sperato di giocarci. Però mi sono trovato talmente bene qua che non ci ho più pensato, non sarebbe stato nemmeno corretto per i tifosi biancocelesti. Già sto pensando a cosa faremo con questa maglia nel futuro. Non so se chiuderò qua la carriera, magari a 33 anni la Lazio sarà talmente forte che avrà bisogno di giocatori importanti che ancora sono in grado di stare ad alti livelli. Non mi va di essere di peso. Mi piacerebbe comunque. Fino a quando indosserò questa maglia darò il massimo. Mi danno spesso dello juventino perché non sono andato a giocare a Napoli, ma non è così”.

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E poi: “Sono andato all’estero perché avevo due proposte: Borussia Dortmund e Atletico Madrid. Mi piacevano entrambe, però avevo già un accordo con i tedeschi e non mi andava di ritirare la parola data. Il Borussia aveva Klopp, aveva fatto la finale di Champions e vinto un campionato. Era uno squadrone. Quell’anno non è andata come volevo, ma non è andata male. Ho fatto 10 gol in totale, mi mancava quel qualcosa in più che i risultati potevano darci. Klopp? È fortissimo, un intenditore di calcio. Mi piaceva lavorare con lui, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui nel mio momento migliore. Parliamo di un mister completo, ha tutto. Noi abbiamo Inzaghi e dico che è un allenatore europeo per questo motivo, perché è completo proprio come Klopp. Loro due si somigliano per quanto riguarda la motivazione, anche se agiscono in maniera diversa”.

In conclusione: “Quando mi chiamò la Lazio ero a Siviglia perché sono tornato lì dal prestito da Torino. Ero felice, volevo venire a tutti i costi. Per me era un’occasione, mi piacevano la squadra e il mister. Con questa maglia ho capito da subito di poter fare bene, mi sono trovato subito bene, integrato sin dall’inizio. Era come se quel gruppo mi conoscesse da tanto tempo. Inzaghi è l’allenatore con cui mi sono trovato meglio. La discussione per la sostituzione? Quello non sono io, è stato un comportamento dettato dal momento, ho reagito in modo sbagliato. Sapevo in fondo che lui conoscendomi mi avrebbe perdonato. Inzaghi ha gestito bene la situazione, la panchina con l’Inter è stata giusta. Abbiamo parlato tanto in quel periodo e abbiamo risolto. Non c’era nemmeno bisogno di fare pace, lui mi conosce e io conosco lui”.