Inter, addio alle armi

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Quella di ieri per i tifosi nerazzurri potrebbe essere ricordata come la notte dei rimpianti. Le occasioni non solo per pareggiare il match contro il Barcellona ma anche per vincerlo sono state numerosissime e tutto sembrava andare per il verso giusto. Invece… i soliti blaugrana.

Un attacco mondiale

Anche se i tiri in porta non sono stati moltissimi, la coppia formata da Lautaro Martinez e Lukaku sembrava funzionare nel migliore dei modi e vederli scambiarsi ruoli e pallone faceva presumere una notte piena di gloria per i colori nerazzurri.

Invece non è bastato l’estro delle due punte, male supportate dal resto della squadra. Poco è servito vedere Martinez combattere su tutti i palloni e rendersi utile come nemmeno il miglior Mauro Icardi abbia mai fatto. Inutile recriminare sul drammaticamente sfortunato tocco di Godin che ha regalato il primo vantaggio al Barcellona, anche perché il provvisorio pareggio del colosso belga è avvenuto anche grazie ad una deviazione.

Ieri sera il colpevole (se proprio bisogna trovarne uno) non è stato di sicuro l’attacco dell’Inter.

Snobbismo catalano

Di sicuro non è stato Conte a dare poca attenzione e considerazione alla partita, avendo messo in campo la migliore formazione possibile, considerando l’avversario. Quello che potrebbe dare fastidio è che il Barcellona non abbia fatto la stessa cosa, che abbia preferito non impegnare alcuni suoi giocatori.

La gente, anche di fede opposta, ama vedere giocare i campioni, qualunque maglietta indossino, specie se freschi di conquista del “solito” Pallone d’Oro. Ernesto Valverde ha invece preferito non impegnare Lionel Messi, preservandolo per la partita dell’anno, cioè il “clasico” contro il Real Madrid che si terrà il giorno 18 dicembre. Gli unici giocatori di livello che sono scesi in campo tra i blaugrana sono stati Vidal, Rakitic, Griezmann e Suarez.

Una serie A…2

L’atteggiamento del Barcellona di ieri avrebbe dovuto essere punito da parte dell’Inter a suon di goal ma l’esibizione di ieri ha solamente dimostrato che il calcio spagnolo sta una spanna sopra a quello italiano.

L’Inter è una bellissima realtà del nostro campionato, attualmente al vertice e per quanto si nota, destinato a combattere fino alla fine per la conquista del titolo. Da qui a potere combattere ad armi pari con le grandi del continente, purtroppo ce ne vuole. Questo non è valido solo per i nerazzurri, ma per tutta la nostra serie A, per tutti i top team nostrani. Triste ammetterlo ma vero.

Il nostro campionato non attira più i grossi nomi di una volta, soprattutto per i mega ingaggi che le grandi d’Europa offrono e la politica dei giovani sembra essere attuata con molta cautela. Il voler vincere oggi con vecchie glorie e stranieri sopravvalutati, si scontra con il bisogno che i prodotti dei nostri vivai hanno di giocare, subito, non quando saranno costretti a giocare all’estero. Continuando di questo passo cosa otterremo? Che basterà sempre mezzo Barcellona per vincere contro una nostra squadra tirata a lucido.