Inter, bravo Chivu: ora Marotta lo aiuti

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Da un 5-0 all’altro è ripartita la stagione dell’Inter. Dopo il rovinoso finale di stagione, culminato con la sconfitta pesantissima in finale di Champions League, l’addio conseguente di Simone Inzaghi ed un Mondiale per club in chiaroscuro, era partita l’era Chivu. Le cinque reti realizzate ai danni del Torino alla prima di campionato, nel segno della sempre prolifica “ThuLa“, hanno accantonato o comunque nascosto alcuni dubbi che aleggiavano su Appiano Gentile. Tuttavia, alcuni enigmi permangono, ma al momento Lautaro e compagni hanno dato cinque calcioni allo scetticismo che ruotava nella sponda nerazzurra di Milano.

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L’Inter ed il calciomercato: un’estate “non marottiana”

Dal calciomercato estivo dell’Inter ci si aspettava almeno un botto. Una volta terminata l’era Inzaghi, si pensava che sarebbe arrivato all’Inter un allenatore pronto e di caratura internazionale. D’altronde stiamo parlando della finalista di Champions League e comunque di una delle squadre più forti, campo alla mano, al mondo. Il primo atto dell’insolita e sorprendere confusione “marottiana” è sopraggiunto proprio sulla scelta del tecnico. Farsi scappare Allegri, allenatore per antonomasia utilissimo per una squadra pronto, già era stato un campanello d’allarme. Esporsi così apertamente per Fabregas per poi ricevere picche un errore non da Marotta. Alla fine virare su Chivu, terza scelta dopo il no di Viera, erano e sono stati segnali di allarmismo in casa Inter.

A ciò si aggiunga il mercato. Finalmente, dopo tanti anni di parametri zero, gli introiti unici della scorsa stagione ed ormai una stabilità economica raggiunta avevano fatto credere al popolo nerazzurro un’estate di colpi. Le premesse erano solide e i tentativi, comunque, non sono mancati. E’ mancato il resto. Il desiderio era quello di cambiare spartito dopo anni di 352 e di trovare dunque una seconda punta che potesse collimare con Thuram e Lautaro. E allora dritti su Lookman. Le resistenze dell’Atalanta hanno avuto la meglio su un lupo di mercato come Marotta che ha dovuto chiudere la porta ed abbandonarsi ad altri pensieri. Molti addetti credevano che a quel punto si sarebbe o trovata una quadra: o uno sforzo con i Percassi od un’alternativa come Nkunku magari. Ed invece no. Cambio di strategia: si va forti su Konè, credendo che una super offerta di una quarantina di milioni potesse far crollare il muro dei Friedkin. Picche, anche qui.

Nel frattempo arrivava il campo con la squadra e Chivu che dovevano dimostrare sul campo che la retta via, nonostante la confusione, non si fosse perduta. Non era semplice e scontato. Il successo convincente ed il merito per una volta in casa nerazzurra, forse, va dato esclusivamente al tecnico e non alla società e quindi: Bravo Chivu!

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Il limite del 352 e la forza di Chivu: coraggio ed idee per cambiare l’Inter

La conferenza stampa pre Torino aveva già mostrato un Chivu sicuro e coraggioso. Spigliato, l’ex allenatore del Parma ha controbattuto ad Oriali sul ruolo della favorita per lo scudetto per poi fare chiarezza, che ci si aspettava dalla società, sul caso Lookman. Una versione unica di Chivu che ha dato forza a giocatori ed ambiente. Non un segreto, dal punto di vista tattico l’inter va cambiata: il 352 “inzaghiano” tutto palleggio e tecnica incontrava un limite nel momento in cui polmoni e gambe non giravano al massimo. Finale della scorsa stagione vedasi. Chivu, in sede di conferenza stampa della sua di presentazione, lo aveva anche ampiamente sottolineato come la necessità fosse quella di cambiare assetto. Per ogni principio nuovo da apportare, servono però gli uomini. E di uomini Chivu ha sempre e quasi, Susic a parte, i soliti.

La vittoria della prima giornata darà sicuramente forza ulteriore ed anche un ritorno alle certezze dimenticate dopo la notte thriller di Monaco. Lautaro e compagni sono stati bravi a far passare il Torino come il più semplice degli esami di riparazione di fine estate, ma i problemi e i dubbi dello stesso nuovo allenatore rimangono. Chivu vorrebbe superare quest’idea ormai passata in rassegna del 352 senza nessun uomo che salti l’uomo nel breve e senza grandissime alternative in difesa, ma invoca una mano dal mercato. Marotta, in questi ultimi giorni, deve battere un colpo: lo merita l’Inter, lo meritano i propri tifosi e lo merita soprattuto Christian Chivu che, coraggiosamente si è assunto questa sfida a giugno, e che per ora ha bisogno di un aiuto sostanziale.