Inter, Conte: “Dobbiamo confermare la credibilità ottenuta”. Marotta: “Non ci saranno grandi investimenti”

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L’Inter sta per iniziare la sua stagione. Avendo ottenuto un posticipo della prima gara di campionato, dato il ritardo con cui ha concluso la stagione scorsa, i nerazzurri torneranno in campo sabato, contro la Fiorentina. Alla conferenza stampa prepartita si sono presentati quindi il tecnico, Antonio Conte, e l’AD, Giuseppe Marotta. I due sono stati incalzati dai giornalisti riguardo il progetto della squadra, il mercato in divenire e tanto altro.

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“Abbiamo avuto differenti vedute, ma ora vogliamo solo il bene dell’Inter”

Marotta: “Ringrazio tutti per essere intervenuti in questo incontro che sancisce l’inizio di una stagione anomala. Il pensiero va agli operatori sanitari che hanno reso meno difficile questa pandemia che ha condizionato tutte le attività imprenditoriali e messo a repentaglio la salute delle famiglie. Questa pandemia ha lasciato un segno drammatico e oggi siamo qua a parlare di calcio, uno sport che si à rialzato grazie e tutti. La stagione è anomala perché inizia subito dopo quella passata, quindi ringrazio l’area tecnica e i giocatori per l’impegno profuso. Il calcio è l’elemento che dispensa leggerezza, rendendo il clima meno pesante: l’auspicio è che l’Inter possa regalare emozioni a tutti noi e ai tifosi”. 

Come si approccia a questa Serie A e qual è l’obiettivo?
Conte: “Abbiamo sicuramente lavorato molto bene e sono soddisfatto per queste tre settimane che abbiamo avuto per preparare la stagione. Siamo state una delle ultime squadre a finire, in queste settimane abbiamo lavorato bene e sono molto soddisfatto di attitudine e voglia mostrate dai calciatori. Siamo pronti a iniziare questo campionato, sicuramente è un campionato difficile per tanti aspetti. Sia per come abbiamo finito che per come stiamo iniziando, ci auguriamo tutti che si possa migliorare. Per quel che riguarda le ambizioni devono essere di confermare la credibilità guadagnata l’anno scorso a livello nazionale e internazionale, visto che siamo arrivati in finale di Europa League, cercando di fare sempre del nostro meglio”.

A pochi giorni dalla fine del mercato, ci fa un bilancio della campagna acquisti? Dobbiamo aspettarci ancora qualcosa in entrata?
Marotta
: “Posso dire che il compito della società è quello di allestire una squadra sempre più forte, nel rispetto di quelli che sono gli equilibri finanziari, in base agli obiettivi. La pandemia, di cui abbiamo parlato prima, ha portato non solo sofferenza ma anche creato problematiche nel valore industriale delle società di calcio. Serve una gestione oculata dei costi e dei ricavi, le società hanno avuto meno introiti per i motivi che sapete, è normale che nessuna squadra europea abbia investito tanto nei trasferimenti. Per cui anche noi agiamo in questo modo, per cui cogliamo le opportunità. Noi adotteremo una politica di rafforzamento, che ha avuto un attimo di rallentamento, cercheremo di cogliere opportunità. Non ci saranno grandi investimenti perché per gli azionisti non è facile mantenere gli equilibri”.

Qual è la sua sensazione in termini di crescita rispetto allo scorso anno. Il famoso gap con la Juve si è un po’ accorciato?
Conte: “Se parliamo di esperienza Vidal e Kolarov sono giocatori che possono portarla. Hakimi ha 21 anni e ha intrapreso una carriera che sarà sicuramente importante. In totale accordo con il club abbiamo valutato e scelto una strategia sempre tenendo conto di quello che ha detto la proprietà, della situazione particolare che stanno attraversando tutti i club. Come ha detto Marotta stiamo cercando di cogliere delle opportunità tenendo conto di quel che ci ha detto la proprietà. Stiamo lavorando in totale sintonia, sapendo che vogliamo consolidare la credibilità conquistata. L’anno scorso l’Inter ha totalizzato 82 punti in A, abbiamo raggiunto diversi risultati che dimostrano una credibilità ritrovata. Questo ci deve dare forza e coraggio, ci deve far capire che la strada intrapresa è giusta. C’è un percorso e durante il percorso si fa fronte anche a situazioni particolari come la pandemia. Stiamo attuando una strategia accettata da tutti, cercando di fare il bene dell’Inter”.

Nel giorno del ‘patto di Villa Bellini’ si è percepito un certo ridimensionamento, c’è la consapevolezza che lo scorso anno si è fatto un grandissimo risultato? E quale è l’obiettivo per la prossima stagione?
Marotta: “L’anno scorso abbiamo fatto un lavoro straordinario, il grande merito è di Conte. Conoscevamo la sua competenza, ha tante caratteristiche positive, quello che conta di più è la grande cultura del lavoro che ha. Questa cosa è premiante, c’è stata una cavalcata straordinaria e una crescita di tutte le componenti. Devo anche dire che il concetto di credibilità ci trova allineati in un’unita di intenti. Noi vogliamo il bene dell’Inter, essere vicini all’allenatore nei momenti di necessità. Mi ha fatto piacere che Conte nei giorni scorsi abbia valutato il manto erboso della Pinetina, questo vuol dire dedizione, amore per il proprio lavoro e appartenenza. Gli obiettivi dichiarati sono i soliti: cercare di partecipare alla Champions arrivando tra le prime 4 in Italia, poi partecipare con decoro all’Europa e alle altre competizioni. Questo è un fatto che va a coronamento di una stagione che deve portare attestazioni di merito all’area tecnica. Tutti insieme, in un unico intento, dobbiamo proseguire su questa strada”. 

Ti abbiamo visto sorridente, è la dimostrazione che alcune tensioni sono state superate?
Conte: “Non parlerei di incomprensioni. Ci sono stati dei confronti, delle vedute, a volte anche diverse ma penso che in tutte le buone famiglie è giusto che ognuno esponga le proprie ragioni, giuste o sbagliate che siano. Ci sono stati sempre confronti onesti e leali con chi lavora per il club, quindi da parte mia c’è grande serenità e voglia di continuare a fare quel che so fare meglio: lavorare con i calciatori. Siamo pronti per iniziare una nuova stagione sapendo che sarà molto più difficile dell’anno scorso. Ma siamo pronti”

Ci siamo lasciato un mese fa con le tue ultime parole. Un mese dopo quanto questa Inter è vicina alla tua idea di club dentro e fuori dal campo?
Conte: “L’anno scorso abbiamo iniziato un percorso di crescita. E’ inevitabile che si debbano cercare di fare delle valutazioni e migliorare le situazioni in essere. Da parte di tutti noi c’è la volontà di migliorarci in tutte le zone di competenza. Di questo sono molto contento perché ripeto che nei confronti, se ci si trova tra persone intelligenti che hanno la volontà di fare il bene dell’Inter, alla fine si trova sempre una soluzione. Da questo punto di vista sono molto contento perché stiamo proseguendo un percorso iniziato insieme. Rimaniamo insieme affrontando le problematiche che ci sono e ci saranno, ma volendo sempre fare il bene dell’Inter e questa è la cosa più importante”.

Che Eriksen hai visto? Può diventare un valore aggiunto per l’Inter?
Conte: “Lo sono tutti quelli che sono qui, da Eriksen fino a Pirola che è il ragazzo più giovane in rosa. Tutti possono portare un valore aggiunto e da questo punto di vista sono molto contento di avere questo tipo di calciatori perché i calciatori che abbiamo in rosa sono molto professionali, ottimi calciatori e ottimi ragazzi. Sanno benissimo che sarà un’annata difficile, dura, con 60-65 partite e tutti sono pronti a diventare un valore aggiunto e devono diventarlo. Iniziando da Handanovic, il capitano, per finire con Pirola che è il più giovane ma ha grande prospettiva”.

Vidal è disponibile per giocare domani? In che posizione lo vedi in campo?
Conte: “Arturo sta bene, si è presentato in buone condizioni fisiche, tatticamente è un ragazzo che ha già giocato con me ma sta facendo cose nuove rispetto ad allora. E’ intelligente, ha grande mentalità. Nel nostro centrocampo può fare tutto, sia uno dei due centrocampisti centrali, l’interno di centrocampo se dovessimo giocare col vertice basso. Può giocare in tutti i ruoli e siamo contenti di averlo con noi”.

Il popolo interista può essere tranquillo relativamente alle eventuali tensioni che si verificheranno tra l’allenatore e la società?
Marotta: “Antonio ha accennato prima al concetto di credibilità che è sinonimo di serietà, che nell’Inter non verranno mai meno. Il confronto con Conte e l’area tecnica è stata fatto sempre col fine di migliorarci; io spero che questo confronto si possa verificare in questa stagione perché vorrebbe dire che c’è l’amore e la volontà di crescere. Poi che questi confronti siano duri fanno parte delle dinamiche del gioco, noi siamo sportivi abituati a queste cose. Ogni volta abbiamo avuto risultati positivi dopo queste situazione, mi meraviglierei se dovessi trovare un Conte diverso, io lo stimo per i fatti che ha dimostrato negli anni. Lavoriamo insieme da cinque anni, non esiste dualismo: noi lavoriamo per l’Inter e per portare a casa risultati importanti. L’annata scorsa deve essere annoverata come positiva, sia per i risultati che per la crescita. Quest’anno ci saranno momenti di tensione, serve l’adrenalina per far crescere l’Inter”. 

Perisic e Nainggolan, quale futuro?
Marotta: “L’anno scorso c’era necessità di imporre una linea guida e lo abbiamo fatto senza timore io e Conte. Nella conferenza stampa di un anno fa spiegammo quelle intenzioni, quest’anno le cose sono cambiate e migliorate. E’ normale che ora non ci siano casi particolari, quindi non ci troviamo nella situazione di un anno fa. Oggi la rosa è numerosa, deve ancora subire le dinamiche di mercato e sicuramente qualche giocatore chiede di essere trasferito. Siamo nella regione del confronto, quello che conta sono i concetti chiave che ci guidano”. 

L’anno scorso hai detto che sentivi di avere l’1% di possibilità di vincere, quanto è cresciuta quella percentuale?
Conte: “Diventa sempre difficile fare pronostici o dare percentuali. L’anno scorso mi avete chiesto il motivo per cui avevo sposato il progetto Inter e ho risposto che per me era importante sentire di avere anche solo pochissime possibilità di poter vincere. Avevo ragione perché alla fine siamo stati protagonisti in tutte le competizioni, eliminati in semifinale di Coppa Italia, in finale di Europa League e secondi in A. Le mie sensazioni erano giuste, poi vince una, però questo non deve oscurare il percorso fatto. Spesso e volentieri penso che sono duro con me stesso e dimentico di godermi il percorso intrapreso con le squadre. Penso che abbiamo fatto un ottimo percorso, c’era da goderselo, magari quando senti la possibilità di vincere cerchi di fare di tutto per ottenere la vittoria ma come ho detto prima dobbiamo e forse devo imparare a godermi il percorso. Che ripeto è fatto esclusivamente per migliorare e avvicinarci alla possibilità di vincere. L’obiettivo è essere fino alla fine nelle competizioni, poi vince una e l’anno scorso non siamo stati noi. Si è parlato poco di quel che abbiamo fatto, che è straordinario”.

La squadra è già attrezzata per vincere o l’arrivo di Kanté potrebbe cambiare le carte in tavola?
Conte: “Penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria, anche perché nessun allenatore può assicurare al proprio club al 100% di riuscire a vincere. Penso che squadre come l’Inter abbiano l’obbligo di essere protagoniste. Significa essere competitivi fino alla fine e poi anche la Dea bendata ti porta a vincere o non vincere. In riferimento alla finale di Europa League, penso all’occasione di Lukaku a 15′ dalla fine e poi all’autogol con cui siamo stati sconfitti. Quando arrivi lì c’è anche un pizzico di fortuna: un tiro la palla entra o esce fuori e finisci a non vincere. Poi vince una, come ho detto prima. Dobbiamo essere anche bravi a gustarci il percorso che stiamo facendo, senza tralasciare niente, cercando di fare il massimo in tutte le situazioni come l’anno scorso”.

Che partita sarà quella di domani? Hakimi sarà titolare?
Conte: “Sono contento che si inizi a parlare di calcio e della partita che affronteremo. Troviamo una squadra forte, che ha operato molto bene sul mercato, confermando un allenatore molto bravo e preparato. Una partita in cui dovremo fare grande attenzione. Hakimi è un calciatore che ha delle potenzialità veramente importanti, è inevitabile che come per tutti i nuovi arrivi ci voglia un po’ di tempo per entrare in determinati meccanismi. Non dimenticate che siamo organizzati offensivamente e difensivamente. C’è da lavorare ma ha già mostrato le sue potenzialità. In questa prima parte della stagione sarà importante lavorare sotto tutti gli aspetti con lui e i nuovi arrivati per migliorare. Abbiamo tre partite in dieci giorni, alcune le giocherà, altre entrerà dopo. Non voglio dare vantaggi agli avversari”.

Cosa pensi della nuova esperienza di Andrea Pirlo da allenatore?
Conte: “Sinceramente quel che posso dire è che nutro grande affetto per Andrea. Sia per il professionista che per l’uomo perché stiamo parlando di una persona top sotto entrambi gli aspetti. Per il resto saremo avversari e come ho detto in precedenza vedere che alcuni miei calciatori diventano allenatori mi porta a pensare che il tempo stia passando per me. Però mi fa molto piacere e sono contento per Andrea e per questa opportunità che gli è stata data”.

C’è una rosa extra-large, c’è preoccupazione in tal senso?
Marotta: “È una stagione anomala, mi riferisco al fatto che quest’anno ci sarà un calendario compresso in dieci mesi. Sono stati confermati ancora i 5 cambi; l’anno scorso è capitato che Conte non avesse centrocampisti a disposizione in panchina. La rosa deve essere numerosa perché gli infortuni sono fisiologici, il che ci porta ad allestire un gruppo numeroso. Personalmente ritengo che anche la panchina possa svolgere un ruolo prioritario rispetto alle passate stagioni. Ecco perché in tal senso anche noi stiamo più attenti”. 

Un anno fa andò male l’esperimento di Perisic a tutta fascia. Cosa è cambiato un anno dopo e come lo ha ritrovato?
Conte: “Sono contento per Ivan perché ha fatto una grandissima esperienza con il Bayern Monaco che lo ha portato a vincere tre trofei. Ora è tornato con grande volontà di giocare per l’Inter, aiutarci e darci una mano per mettersi al servizio della squadra. Sono contento che abbia questa voglia perché quando c’è questo entusiasmo alla fine tutto diventa più semplice anche per l’allenatore”.

Tempo fa ci ha detto che non sappiamo cosa ha fatto per far prendere Lukaku. Farà lo stesso per Kanté?
Conte: “Sono cambiati i tempi. Romelu allora era importante per me, Marotta e Ausilio. Alla fine siamo riusciti a convincere il presidente a prendere Romelu e penso che abbiamo avuto ragione. Le operazioni come quelle danno credibilità nei nostri confronti, nei confronti del presidenti. Per il resto di mercato ha parlato il direttore. Sappiamo qual è la nostra strategia, cosa ci ha detto la proprietà. Siamo tutti uniti, abbiamo sposato il progetto. Quando si è chiari e si pongono le cose nella giusta maniera, dicendo la verità, non si può che trovare giovamento dalla situazione. Sappiamo qual è e questo ci spinge a essere ancora più coesi e uniti per trovare le soluzioni per il bene dell’Inter, rispettando una strategia fatta assieme alla proprietà”.