Iturbe: “Alla Roma ero felicissimo, se muoio e resuscito, torno”

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Saudade giallorossa per Juan Manuel Iturbe, che ai microfoni di Sky Sport, ha manifestato tutto il suo amore verso la Roma e verso quegli anni che lo davano come potenziale fiore, mai sbocciato però.

Già fiore mai sbocciato, che ha relegato l’esterno, che aveva impressionato a Verona con l’Hellas nella sua prima stagione italiana, a disputare il campionato messicano con la maglia del Pachuca.

A gennaio sembrava potersi riaprire la storia italiana di Iturbe, con il Genoa che infatti lo aveva cercato, ma poi, causa problemi fisici e quindi visite non superate, del trasferimento non si è fatto nulla.

Nostalgia dei tempi che furono

Juan Manuel Iturbe poteva scrivere una storia radicalmente diversa rispetto a quella attuale. Nell’estate del 2014 la Roma lo preleva dall’Hellas Verona, credendo di aver messo a segno un colpo ad effetto.

Resterà una flebile e fugace speranza: l’esterno classe 1993 delude e di tanto le attese, e la Roma inizia dal gennaio 2016 a girarlo in prestito a tante squadre tra le quali Bornemouth, Torino. Il ragazzo non si fa e allora la Roma decide di cederlo, facendo spegnere le luci sul giovane talento paraguaiano che inizia a vagheggiare nel campionato messicano.

 Nonostante ciò Iturbe non smette di parlare della sua avventura giallorossa: nella sua ultima intervista a Sky Sport, l’esterno ha rilasciato parole al miele verso la Roma, dicendosi addirittura pronto a tornare nella capitale in un’altra vita: “A Roma ero un ragazzino felice, volevo giocare bene e mi allenavo tantissimo. Noi eravamo secondi e la cosa più importante era la qualificazione in Champions. Ho mantenuto buoni rapporti con tutti. Se muoio e resuscito, torno alla Roma”.

Iturbe muore probabilmente dalla voglia di tornare giallorosso, ma le storie non sempre finiscono bene. Non resta che sperare nella provvidenza e in un’altra vita.