Champions, missione compiuta: Juventus batte Atletico e chiude al primo posto

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Siamo onesti, quando il 29 agosto a Montecarlo Juventus e Atletico Madrid sono capitate nello stesso girone tutti noi abbiamo pensato alla magica serata dello scorso 12 marzo. Impossibile dimenticare, infatti, la splendida partita disputata dagli uomini allora allenati da Allegri e conclusasi sul risultato di 3-0 con tripletta di Cristiano Ronaldo. Fu una vittoria fondamentale per accedere ai quarti della competizione prima che il gol di de Ligt con la maglia dell’Ajax spegnesse il sogno Champions.

Da quella data tante cose sono cambiate, il difensore olandese ora gioca a Torino e in panchina siede Maurizio Sarri. Quest’ultimo è emblema lapalissiano della rivoluzione totale voluta da Agnelli proprio per il post Allegri. Dal pragmatismo e cinismo del tecnico livornese si è passati all’estetismo calcistico, per quanto finora rimasto inespresso, di mister Sarri. Nonostante tutto, una cosa è rimasta invariata in casa Juve, la fame di vittoria.

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13 punti su 15 disponibili e pole-position assicurata

Proprio martedì sera è arrivato il primo traguardo stagionale tra le fila bianconere, la qualificazione agli ottavi come prima del girone. Con ben 10 punti i calciatori di Sarri avevano strappato il pass per il turno successivo già con due partite di anticipo, battendo in extremis la Lokomotiv Mosca. Con la vittoria contro i colchoneros, hanno ottenuto anche la matematica certezza del primo posto.

Il girone, visto il livello della rosa juventina, non era dei più ardui ma nascondeva comunque delle insidie. Oltre agli spagnoli non era da sottovalutare infatti la presenza anche di una realtà europea importante come il Bayer Leverkusen. Proprio i tedeschi, prossimi e ultimi avversari della Juve, si giocheranno le ultime possibilità di qualificarsi a discapito degli uomini di Simeone. Nessuna pretesa invece per i russi, ultimi con 3 punti.

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Formazioni e migliori in campo

Soffermandoci sulla partita di martedì in sé per sé possiamo parlare di un match controllato dalla Juve, forse più spenta nel secondo tempo, e che ha ottenuto i 3 punti pure per meriti di de Ligt. Oltre al migliore in campo, Dybala, anche l’ex difensore dell’Ajax è stato decisivo grazie all’intervento su Correa arrivato in seguito alla grande apertura di esterno del talentuosissimo Joao Felix. Clamorosa inoltre l’occasione (forse in fuorigioco) sciupata dal grande ex della gara, Morata, a pochi secondi dalla fine.

I padroni di casa hanno schierato un 4-3-1-2 che ha visto agire Ramsey dietro la coppia Ronaldo-Dybala. Tanta quantità a centrocampo grazie a Matuidi e Bentancur con Pjanic in mezzo. Nessuna novità rispetto a Bergamo in difesa, eccezion fatta per Danilo preferito a Cuadrado. Gli spagnoli hanno adottato invece il 4-4-2 con Morata e Vitolo in attacco. A difendere la porta di Oblak la coppia Felipe-Hermoso con Trippier e Lodi sulle fasce. A formare invece la seconda linea da 4 Koke, Herrera, Thomas e Saul.

Qualche nota negativa e gli aspetti da migliorare

Nonostante la vittoria, la Juve ha avuto comunque diverse problematiche da affrontare durante i novanta minuti. Indubbiamente ha trovato difficoltà nel muovere il 4-4-2 avversario, soprattutto nei secondi 45’. Nella prima fase i movimenti a tutto campo di Dybala hanno rappresentato un problema per gli uomini del “Cholo”. Proprio questa soluzione è stata fondamentale per garantire ampiezza ad una squadra che da questo punto di vista ha sofferto l’assenza di un terzino alla Cuadrado. Sin da subito inoltre si è visto come Sarri abbia chiesto alle due punte di giocare meno vicine così da sfruttare gli inserimenti di Ramsey. L’ex Arsenal è tuttavia apparso abbastanza spento, poco in grado di aggredire la profondità.

Dopo la pausa, gli avversari sono comunque apparsi molto più abili nel mettere in difficoltà la squadra di capitan Bonucci, brava però a difendere la propria area di rigore grazie ad una serie importante di interventi del già esaltato de Ligt. Proprio considerando quanto l’Atletico abbia attaccato per cercare almeno il pareggio, la Juve potrà sicuramente rimproverarsi di non aver saputo al meglio sfruttare le praterie lasciate dagli avversari. Solo Bernardeschi è riuscito a creare l’unica occasione della ripresa. Un dato sicuramente da tenere d’occhio vista la qualità offensiva allestita da Agnelli in questi anni. Inoltre la squadra è parsa più volte in difficoltà nelle situazioni di palla scoperta. I bianconeri a tal proposito hanno sofferto molto Lodi, educatissimo col suo sinistro a cambiare gioco sul lato debole nemico. 

Un piccolo passo verso il grande sogno

Indubbiamente, come visto, gli aspetti da migliorare sono ancora parecchi ma era comunque impensabile che la Juve fosse dopo pochi mesi di lavoro già una macchina perfetta. Nessuna squadra può vantare la perfezione ma attraverso l’allenamento e il lavoro collettivo è possibile sicuramente rasentarla. È fondamentale la cura di ogni cosa, dei più piccoli dettagli se si vuole arrivare in fondo a una competizione ardua come la Champions League. Lo saprà indubbiamente Sarri, fresco vincitore di un trofeo meno nobile ma non meno difficile da conquistare come l’Europa League.

L’obiettivo del tecnico di origini partenopee attualmente è quello di ottenere quanti più punti possibili nei prossimi due mesi di campionato prima degli ottavi di Champions. È necessario arrivare alla fine dell’inverno con un buon distacco sulla seconda per poter focalizzare maggiormente le energie fisiche e psicologiche sulla coppa dalle grandi orecchie. Da non sottovalutare nemmeno la Coppa Italia o si rischiano figuracce come l’anno scorso. La speranza è quella di poter inoltre definitivamente trovare il vero CR7, apparso un po’ spento in questi primi mesi. Dovrà saperlo gestire Sarri, consapevole dell’età del portoghese, così da preservargli la migliore condizione proprio nei match più importanti, quelli che ama giocare e soprattutto vincere da protagonista.