Juve, McKennie: “Totti il mio idolo. CR7? Lo utilizzavo nei videogames, ora voglio imparare da lui”

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In casa Juve è arrivato il momento della presentazione anche per Weston McKennie. Primo statunitense a vestire la maglia della Vecchia Signora, il centrocampista è arrivato in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke 04. McKennie prenderà il numero 14 lasciato libero da Matuidi.

Nella sua conferenza stampa di presentazione il ragazzo ha parlato di diversi argomenti, tra cui l’interesse della Juventus per lui, il suo passato e i suoi futuri compagni di squadra, CR7 su tutti. Ecco un estratto.

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“Ho già parlato con Pirlo, siamo sulla stessa lunghezza d’onda”

L’interesse della Juve è stato improvviso?

“Tutto è avvenuto abbastanza velocemente, quando ho scoperto dell’interesse della Juve ero subito entusiasta vista la storia di questo club. Volevo che accadesse ed è successo tutto nel giro di due settimane. Sono entusiasta”.

Puoi raccontarci un po’ della tua infanzia?

“Mio papà è un militare e ci siamo trasferiti con la famiglia in Germania dove non c’era il football americano. Qui c’è il primo primo allenatore di calcio ed è lui che mi ha introdotto a questo sport. A 9 anni sono tornato negli USA dove ho continuato con il soccer ma dovevo scegliere fra calcio e football e a 11 ho detto a mia mamma che avrei puntato sul calcio”.

Tu sei stato uno dei primi a muoverti a sostegno del movimento Black Lives Matter…

“Ho cercato di avere subito in Germania un ruolo rilevante per questo movimento, ho ricevuto sostegno immediato per la posizione presa. Il fatto che ora sia in Italia non vuol dire che non continuerò a portare avanti ciò in cui credo. La mia decisone di venire qua è stata ancora più facile perché il club mi ha dimostrato sostegno anche in questo senso”.

Che giocatore sei e hai già parlato in merito con Pirlo?

“La posizione migliore per me è quella del giocatore da area a area. Potermi girare e riuscire a controllare il pallone, è uno dei miei punti di forza. Ho già parlato con l’allenatore e gli piace il modo in cui gioco e la mia abilità di recuperare il pallone. Ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda per la posizione in cui muovermi”.

Hai degli idoli?

“Per essere onesto non guardo molti sport. Quando ero giovane ammiravo Francesco Totti e la grande classe che aveva, mi ha particolarmente influenzato”.

Che sensazione hai ad essere il primo americano nella storia della Juve?

“È un grande onore essere qui ed essere il primo americano, mi rende orgoglioso. Avere quest’opportunità, indossare questa maglia e far avvicinare i giovani, anche negli Stati Uniti, all’idea che è possibile farcela”.

Tu hai avuto un tecnico italiano come Tedesco, ti ha dato consigli?

“Abbiamo parlato molto del calcio italiano, lui mi ha dato l’opportunità di dare il via alla mia carriera come professionista in questo mondo. A lui piaceva giocare a calcio e mi ha molto influenzato avendo capito le mie qualità. Mi ha anche aiutato a fare questa scelta, mi ha supportato”.

Come ti ha convinto la Juve a venire qui?

“Non c’è stata grande attività di persuasione, è meraviglioso essere qui. Non è cosi facile avere un allenatore come Pirlo che è stato un vero maestro, poter imparare da lui ed essere circondato da questi giocatori che fino a ieri vedevi solo in televisione… Non vorrei comportarmi solo da fan, ma ogni tanto mi vorrei fermare a fare foto… È un sogno che si avvera”.

Che effetto ti fa giocare con Ronaldo? Magari lo utilizzavi nei videogame…

“Certo che lo utilizzavo nei videogame. Ho capito in questi giorni la grande professionalità e di poter imparare tantissimo ovunque. Avere l’opportunità di giocare con Ronaldo che ha giocato a livelli top per tanti anni e vedere come si comporta mi porterà sicuramente dei vantaggi”.

La Juve è già conosciuta negli Stati Uniti, pensi però di poter contribuire anche tu alla diffusione?

“Juventus è un club internazionale famosissimo, quando torno a casa vedo negozi che vendono magliette certo. È già un club famoso, però forse sì potrò dare anch’io il mio contributo alla promozione del brand in USA”.

McKennie chiude con un saluto in italiano: “Grazie a tutti, è un onore essere qui alla Juventus”.