Juventus, Pirlo: “Dybala non è sul mercato. Higuain? Il suo ciclo qui è finito”

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Inizia ufficialmente l’avventura di Pirlo come mister della Juventus. Scelto come erede di Maurizio Sarri, l’ex allenatore dell’under 23 oggi ha tenuto la sua prima conferenza stampa da allenatore bianconero.

Tanta era la curiosità, come tante sono state le domande sottoposte a Pirlo. Dal suo credo tattico al mercato, in particolare il futuro di Dybala e Higuain ma non solo. Riportiamo di seguito le sue parole.

Pirlo: “Ho parlato con Higuain, giusto che le strade si dividano. L’obiettivo è vincere”

Ha detto che vuole comandare il gioco, che vuole una squadra propositiva. Cosa porta come sua peculiarità che serve alla Juventus?

Voglio portare un po’ di entusiasmo, quel che è mancato nell’ultimo periodo. Voglio proporre un calcio propositivo, con padronanza del gioco come ho detto ieri ai ragazzi. A loro ho detto due cose: la prima è che bisogna sempre avere il pallone, la seconda è che va recuperato velocemente. Sono le prime due cose di tattica che ho detto e in cui credo. Sono le cose più importanti a livello mentale da far entrare alla squadra“.

Cerca un nuovo Pirlo?
Abbiamo tanti bravi, non con le mie caratteristiche, andranno sfruttati i campioni per quello che sono“.

Che ne pensa di Arthur?
L’ho visto e ammirato, è un centrocampista di costruzioni che può ricoprire più ruoli, da regista, a mezzala, da centrocampista a due. Ha qualità e sarà utile“.

Ha avuto qualche titubanza dopo la chiamata?
Non ho avuto neanche il tempo di pensare al passaggio dall’Under 23 alla prima squadra, è stato tutto molto veloce. Mi hanno chiesto se fossi convinto, mi sono buttato a capo fitto e non ho pensato ad altro. Sono convinto di essere al posto giusto al momento giusto“.


Dei moduli le importa poco ma pensa anche alla difesa a tre?
Possiamo giocare a quattro o a tre, difendendoci a quattro e impostando a tre. Ho voglia di gente che abbia voglia di attaccare e di riconquistare il pallone quando non ce l’ha. Deve venire naturale in partita: tenere palla e aver voglia di recuperarla velocemente. I ragazzi lo sanno, hanno le caratteristiche per farlo, il modello potrà variare di gara in gara“.

Si è confrontato con Ronaldo?
Ci siamo sentiti prima di iniziare, per dargli gli orari degli allenamenti. Ci ho parlato sul campo, di presente, passato ma molto da persone normali. Avremo tempo di entrare negli aspetti tecnico tattici“.


Conterà su Dybala?
Non è mai stato sul mercato, siete voi che mettere queste voci in giro. Per me è importante come gli altri, appena rientrerà, farà parte del progetto“.

L’Inter ha superato o pareggiato la Juventus?

“Partiamo tutte a zero, i punti vanno conquistati. Veniamo da un anno difficile, sono saltati i piani come preparazione, partite, servirà programmare bene come fare, le partite da giocare, la preparazione, ma ci sono persone adatte e ci stiamo preparando per far sì che vada tutto bene”.


Che effetto le ha fatto trovarsi dall’altra parte della barricata?
“Mi sono sentito subito a mio agio, l’ho detto subito ai ragazzi. Fino a qualche tempo fa ero dalla loro parte, è stato strano per loro vedermi così ma io mi sentivo bene. Conosco tante persone all’esterno della squadra che avevano lavorato con me, mi ha fatto sentire bene”.

Come riportare entusiasmo?
L’entusiasmo va portato giorno per giorno, parlando coi giocatori, rendendoli partecipi negli allenamenti, facendo entrare loro in testa il nostro nuovo modo di giocare. La cosa più importante da fare ora, in questo breve periodo, è parlare e far capire ai ragazzi cosa vogliamo effettivamente. Sarà lavoro sul campo ma tanto di rapporti umani“.

Si è già confrontato con Khedira e Higuain?
Con Higuain ho parlato. E’ una persona che ammiro tantissimo, ha fatto un ciclo importante qui, è stato un grandissimo giocatore ma parlando con lui abbiamo deciso che le strade si devono separare. È stato un grandissimo campione ma i cicli finiscono. È stato messo da parte ma da persona seria ci siamo parlati, prendendo questa decisione. Per quanto riguarda Khedira, è infortunato, vedremo quando starà meglio“.

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“Io predestinato? Lo diranno i risultati”

Si sente un predestinato anche in panchina?
Dipenderà dai risultati. Mi è stato detto da giocatore e si è avverato ma credo nelle mie possibilità e sono sicuro di poterlo raggiungere anche da allenatore“.

Ha fatto un patto coi suoi ex compagni?
Non c’è bisogno di fare un patto, coi vecchi compagni o coi giovani. Quando c’è un obiettivo bisogna parlare con tutti. La Champions? Il Bayern era la squadra più forte, si è visto prima del lockdown. Voglia di attaccare, di correre, è il calcio europeo di adesso. Se non corri e non hai qualità, se non recuperi la palla velocemente, fai fatica mentre il Bayern è tutto questo“.