Kickoff, Caressa: “Ancelotti ha fatto un capolavoro, Messi rimarrà al PSG. Cristiano Ronaldo? Egoista, gioca solo per i record”

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Dalle stalle alle stelle. Questa è la storia di Kristian “Pengwin”, noto tipster di origine polacca che oggi abita a Latina e ha regalato una casa alla madre, con solo i guadagni dei suoi pronostici. Ma non è solo questo, Kristian è un ragazzo che ha iniziato per gioco a pronosticare ai suoi follower l’andamento delle partite, ma adesso sta allargando i suoi orizzonti. Oltre ad aver lanciato varie iniziative di beneficenza e fatto regali ai suoi fan, adesso ha iniziato una “carriera” su Twitch.

Twitch da qualche anno ha avuto un boom di notorietà, con molti creatori di contenuti che si sono spostati sulla piattaforma ora di proprietà di Amazon, per fare trasmissioni live, in modo da avere un contatto diretti con i propri fan. Il Pengwin è da poco sbarcato sul social “viola” e conduce una trasmissione che si chiama “Kickoff”, dove pronostica le partite di tutti i campionati maggiori. Adesso con la pausa estiva, ha implementato il suo programma con degli ospiti.

Fabio Caressa

Uno dei primi è stato Fabio Caressa, telecronista diventato virale per la sua telecronaca insieme a Beppe Bergomi del Mondiale 2006 vinto dalla nostra Italia. Da lì in poi la sua fama è cresciuta sempre di più e tra “meme” e programmi virali è diventato uno dei giornalisti più influenti d’Italia. Da qualche tempo Fabio si è avvicinato, anche grazie al figlio Diego, a Youtube e a Twitch. E proprio recentemente è stato ospite del Pengwin nel suo programma. Ecco alcuni dei pezzi più interessanti della sua intervista a Kickoff:

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Su Ancelotti:

Quello che ha fatto quest’anno è un CAPOLAVORO! Ricordiamoci che quando Carlo ha telefonato al Real Madrid dicendo ‘se volete io ci sono’, il Real Madrid era in una situazione difficile! Parlavamo del Real e del Barcellona come le due grandi più in crisi in assoluto. Il mercato ‘questi hai e questi tieni’, alcuni giocatori neanche sono scesi in campo, giocatori inutilizzati, si parlava solo dei vecchietti a centrocampo. Ancelotti ha pensato e ha detto ‘ma chi sono questi tre di centrocampo? Fammi pensare’, sarebbero Modric, Casemiro e Kroos, tre che in tutta la carriera hanno sbagliato due partite, la base ce l’ho. Davanti ho Benzema, metto lui. Ho i ragazzi sui laterali, difesa solida, senza inventarsi niente. Un paio di jolly utilizzati in modi diversi, e un portiere fortissimo”.

“E io so, che Carlo lo conosco bene, ci ho lavorato e lo conosco da anni, che il suo pensiero è se il portiere para, l’attaccante fa gol, e il centrocampista è forte, già sto un pezzo avanti. Mi fa ridere quando poi dicono ho contato le parate di Courtois, finalmente abbiamo capito che un portiere che para decide le partite. Quindi, c’è un portiere, Courtois, che vale come un attaccante. Se poi ci metti uno che in Champions va avanti a triplette… Lì poi ti devi inventare il giusto, la squadra deve essere equilibrata, Carlo va per certezze, quando la squadra deve essere equilibrata fa il 4-4-2 sacchiano e così sta tranquillo, ha funzionato lo spogliatoio, che era da rimettere a posto. Tutte queste cose insieme hanno fatto sì che la stagione fosse vincente con Campionato e Champions, inattese tutte e due, con la Champions capolavoro assoluto”.

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Su Messi:

“Io con l’età sono diventato un po’ più cinico. Il mio pensiero è stato troppo tardi. Da anni si capiva che prima o poi sarebbe successo. Messi, che si sa che è il più grande di tutti, se ritorna un po’ in condizione, è oltre, non c’è una definizione per lui. Siccome però è arrivato in ritardo e forzatamente non è andata bene quest’anno”.

“Il contratto di Messi ti lega moltissimo. Se sei una società che vive un momento molto florido puoi permetterti quella spesa, ma quando arrivano i problemi economici tu non puoi permetterti una squadra per Messi, perché non hai i soldi per costruirla, e Messi ti lega troppo come contratto. Io quando dissi che Messi sarebbe andato via dal Barcellona era perché la strada economica portava a questo. Tu devi pensare che commercialmente, Messi che va al PSG, solo per le magliette, per gli sponsor e per il brand, vuol dire tantissimo! Tant’è vero che Cristiano Ronaldo, cambiando casacca spesso, è diventato appetibilissimo per gli sponsor, perché ha preso tutti i mercati! Messi, rimanendo lì, era il più grande di tutti, ma commercialmente no”. 

“Messi è il più forte di tutti, perché il Signore gli ha messo una mano sulla testa, ma questo non toglie che a me può piacere Cristiano Ronaldo che è un giocatore che si è costruito con la fatica e con il lavoro, anche commercialmente! Io dico sempre che, da amante di calcio, prendo sempre Messi, se avessi una società in mano forse prendo Cristiano, perché a livello economico puoi avere un ritorno diverso. Messi è uno meno glamour come immagine, lui parla con i piedi. Tecnicamente non c’è dubbio, ma sono due mondi diversi”.

“Io vedo queste cose, 100 milioni spesi e poi l’estate dopo va via. Messi vorrà dimostrare qualcosa no? Adesso ci sarà questo mondiale che secondo me sarà decisivo e deve essere il mondiale di Messi, io dico che sarà un bis del 1986, perché io vedo Inghilterra ed Argentina. Deve essere il mondiale di Messi, vediamo se lo sarà, ma io credo che resterà al PSG, sarà una stagione difficile ma è Messi… Non può essere che Messi che abbiamo visto al PSG quest’anno. È stato un forte trauma per lui andare via secondo me, era anche una questione di abitudini quotidiane”.

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Su Cristiano Ronaldo:

“Messi lo devi giudicare come giudichi Picasso, Mozart… Mozart a cinque anni già componeva. Ronaldo è schiavo dei suoi numeri in questo momento, gioca solo per i record, e non è più il Ronaldo che giocava nel Real Madrid. Detto questo, in una stagione negativa in cui ha lasciato il ritiro, ha litigato con Rangnick… ha fatto 24 gol”.

“Lui vuole battere tutti i record, vuole arrivare a 1000 gol, è a 815. Vuole battere tutti i record di presenze, in nazionale va per le 180, gioca con una cattiveria incredibile… ma è molto finalizzato a sé stesso. Questo lo ha visto soprattutto nell’ultimo anno di Juventus, perché non avendo la possibilità di vincere la Champions, pensa ai suoi numeri. Io l’ultimo Cristiano Ronaldo che toccava i suoi compagni di squadra e aiutava era nel 3-0 con l’Atletico Madrid, la grande rimonta. Caricava i compagni… Da lì in avanti no.Non mi sorprenderebbe se andasse via”.

“Se fossi in lui penserei: quanto ho guadagnato? Non ho più bisogno di soldi, mai più! Allora io, se fossi in lui, per completare la mia legacy, andrei a scegliere una squadra non di primissima squadra e trascinarla a fare determinate cose. E non escludo che lui possa fare una cosa del genere, perché è una scelta che commercialmente, su un brand importante, si sposa tantissimo. Sarebbe una Bellissima cosa e gliela consiglierei, sarebbe una giusta conclusione a questa sua straordinaria carriera”.