La Reggina dei miracoli

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Prossima fermata: Serie B. È questo ciò che auspicano e che immaginano, visto il clamoroso rendimento mostrato fino ad ora, tutte le persone innamorate della Reggina. Una piazza, abituata a solcare palcoscenici importanti che dopo tanti anni di purgatorio intravede la luce. 19 partite giocate: 15 vittorie e 4 pareggi fanno della Reggina l’unica squadra nei top campionati europei ad essere ancora imbattuta. Sembra che per Mimmo Toscano e squadra non esistano avversari. La corsa verso il campionato cadetto è nel pieno dello svolgimento. La domanda, allora, sorge spontanea: chi fermerà la Reggina?

Un percorso netto

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Solo i pareggi con Virtus Francavilla, Bari, Ternana e Paganese, peraltro tutti esterni, hanno “rallentato” la corsa della Reggina verso la Serie B. Un inizio sprint di campionato che ha permesso agli amaranto di scavare letteralmente un solco con le altre antagoniste per la promozione diretta. Il distacco di 10 punti con il Bari, attualmente secondo forza del campionato non solo è abissale, ma a meno di clamorose sorprese, sembra essere impossibile da colmare. Probabilmente nemmeno il focoso presidente Luca Gallo ad inizio campionato immaginava questo margine: certamente la Reggina ad Agosto partiva con l’obiettivo di recitare un ruolo importante nel girone C del campionato di Serie C, ma nessuno ipotizzava che già a Dicembre Reginaldo e compagni avrebbero letteralmente ammazzato il campionato. Il compito ora e per il futuro sarà quello di gestire questa distanza e di continuare a premere sull’acceleratore per arrivare il più presto possibile alla promozione

Un mercato da grande

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Anche nella sessione estiva del mercato gli amaranto sono stati protagonisti in primissima linea. A Reggio, infatti, la società ha portato giocatori fuori categoria, magari non più nella loro giovinezza, ma di valore indiscusso: Corazza, Loiacono, Rubin, il portiere Guarna, Reginaldo, ma soprattutto El Tanque Denis, sono stati dei colpi di grandissima fattura che hanno dato il via al progetto. In particolare bisogna sottolineare l’importanza di un reparto offensivo che si sta dimostrando veramente di un’altra categoria: 42 gol fatti, con bomber Corazza che sembra essere in una di quelle stagioni che è il gol a cercarlo. Se poi a queste reti, si aggiungono i sempre garantiti gol di Denis, le giocate di Reginaldo e Bellomo e una difesa solida, capiamo in fretta il momento straordinario degli uomini guidati da Toscano. La Reggina ha fretta di tornare a respirare un’aria diversa, più prestigiosa. Dopo anni difficili, anche per causa dell’assenza di una società stabile, i supporters degli amaranto non hanno mai dimenticato la loro gloriosa storia. Adesso sono pronti a rivivere grandi emozioni. È iniziata la scalata verso il grande calcio.

L’importante viene adesso

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Fino ad adesso, come detto, la Reggina ha mantenuto un livello assurdo, abbondantemente fuori dalla portata di qualsiasi altra squadra di Serie C. Chiaramente, com’è anche fisiologico e giusto che sia, arriverà un momento in cui si sentirà la stanchezza. È proprio lì che i calabresi dovranno farsi trovare pronti: mantenere, stringere i denti, se ce ne sarà bisogno, e dirigersi a vele inspiegate al prepotente ritorno presso grandi piazze. Tutto Reggio è in fibrillazione, non aspetta altro. Lo merita Reggio, lo meritano i calabresi che un tempo, non troppo lontano, hanno potuto ammirare, proprio a Reggio, giovani che sarebbero diventati poi giocatori affermati: da Carbone, passando per Kallon e Perrotta, con cima Pirlo.