La Roma è rinata?

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Tutti ricorderanno l’infausta stagione disputata l’anno scorso dalla Roma. Dopo la cavalcata meravigliosa in Champions l’annata precedente, i presupposti perché gli uomini di Di Francesco potessero ripetersi sembravano esserci. L’illusione della vittoria sul Torino di Mazzarri con eurogol di Dzeko al 90’ aveva illuso un po’ tutti. Già il pareggio interno con l’Atalanta e lo scacco con il Milan di Gattuso lasciarono però poi intendere che forse la squadra non era stata costruita nel migliore dei modi.

Lo scopo dell’articolo di oggi è provare a capire cosa non abbia funzionato tra le fila giallorosse durante l’ultimo campionato disputato da De Rossi con i colori che ha sempre amato. Si proverà anche ad analizzare cosa sia cambiato, se cambiamento c’è stato, con Fonseca e Petrachi.

Gli errori di Monchi e Di Francesco

Indubbiamente, pur non volendo presentare il “Re Mida” come un capro espiatorio, non si può non iniziare a parlare di Monchi. È doveroso in quanto sia stata la prima “testa” a cadere, dopo l’esonero di mister Di Francesco e il successivo arrivo di Ranieri. 

Arrivato a Roma con la fama di ds vincente e “re delle plusvalenze” non è riuscito a ripetere nemmeno minimamente quanto fatto a Siviglia. Certo, gli vanno comunque attribuiti dei meriti quali l’aver riportato in giallorosso Lorenzo Pellegrini e acquistato Nicolò Zaniolo, garantendo ai capitolini un blocco azzurro di grande prospettiva.

Nonostante ciò, gli errori commessi sono stati tanti, come testimoniato anche dai numerosi prestiti fatti dalla Roma nella sessione di calciomercato. Più che errori di Monchi è forse bene parlare di errori compiuti dal ds insieme al mister, di cui lo spagnolo si è sempre fidato ciecamente.

La responsabilità principale dell’allenatore abruzzese è stata quella di aver acconsentito a tutte le operazioni senza mai riuscire a imporre le proprie scelte. Ne è conseguito l’aver consegnato al tecnico stesso a inizio stagione una squadra poco adatta a riprodurre il suo 4-3-3.

Una cessione dolorosa e tante problematiche interne sconosciute

La situazione è poi peggiorata con la cessione a fine mercato di Strootman, perdita importante non solo in quanto a leadership. È stata l’operazione che, come si è capito successivamente, ha più demoralizzato alcuni senatori quali Dzeko, Fazio e Manolas.

Proprio loro, per quanto tra i più forti della rosa, hanno disputato una stagione al di sotto delle proprie potenzialità, poco fiduciosi in una società che non sembrava avesse un progetto. Senza nemmeno volerci soffermare troppo su dettagli e questioni cavillose che può conoscere solo chi abbia vissuto il centro Fulvio Bernardini dall’interno, proviamo a capire i cambiamenti arrivati negli ultimi 3 mesi di calciomercato estivo.

Sarebbe inutile tornare sulle problematiche varie rimarcate da Totti nella sua conferenza d’addio. A Trigoria indubbiamente qualcosa non funzionava e non c’era una bella aria.

Due volti nuovi: Fonseca e Petrachi

Al momento, infortuni a parte, Paulo Fonseca sembra aver portato brio e fiducia ai suoi calciatori. Tra i tanti finora, un merito del portoghese è quello di aver convinto Edin Dzeko alla permanenza, da anni tra i calciatori più forte della rosa.  

Encomio doveroso merita anche l’ex ds granata Gianluca Petrachi, da subito distintosi per il suo modus operandi. Il salentino ha portato infatti a termine una campagna acquisti ponderata in tutti i suoi aspetti. Ha da subito marcato di voler portare all’ombra del Colosseo “uomini pronti a morire sul campo”. Ciò si è palesato anche sul campo dove la squadra ha dimostrato di essere matura e sana, fatta di professionisti seri e disposti al sacrificio per l’obiettivo comune.

Un qualcosa, questo, da non dare necessariamente per scontato dopo l’ultimo campionato disputato dalla Roma, in cui tutto sembrava esserci tranne che coesione. Coesione che è stata trovata invece proprio fino a questo momento, in seguito soprattutto ai numerosi infortuni.

In un momento in cui faceva molto più comodo appellarsi alla cattiva sorte e cercare alibi, gli uomini dell’ex Shakhtar si sono invece uniti e hanno trovato un buon filotto di vittorie.

Acquisti oculati e talenti pronti a sbocciare

Tornando al mercato, Petarchi ha consegnato all’allenatore portoghese una squadra fatta di uomini adatti al suo modulo, almeno sulla carta. Non acquisti spropositati e nomi altisonanti ma operazioni oculate, in linea con il budget societario. Da marcare anche la scelta di concludere alcuni affari con la formula del prestito (con opzione per il riscatto e non). È stata una decisione saggia, mirata a non trovarsi calciatori sul groppone a fine annata con lo scopo di analizzarne le condizioni e le abilità nell’arco dell’anno per poi eventualmente intavolare una trattativa definitiva.

Ciò permetterà di non essere costretti a comprare Zappacosta o Kalinic, ambedue infortunatisi gravemente, garantendosi la possibilità invece di provare ad acquistare Smalling. Questi, insieme a Veretout e Mancini, si sta dimostrando tra i migliori nuovi volti di questa prima parte di stagione. Da non far passare in secondo piano anche la maturazione di alcuni giovani quali Kluivert e Zaniolo, sempre più vicino alla consacrazione definitiva. E qui non si può non dare il giusto riconoscimento a mister Fonseca.

Troppo presto per parlare di rinascita

Certamente è prestissimo per parlare di rinascita. La Roma è infatti attualmente sesta in campionato e non qualificata ancora ai sedicesimi di Europa Leaugue. Nonostante ciò, ha perso solo due volte in campionato e, come detto, ha disputato grandi partite nonostante numerose assenze. Solo dopo le prossime gare e con la rosa al completo sarà possibile tracciare un primo bilancio.

Già il ritrovato entusiasmo e la buona striscia di risultati utili può però essere considerato un piccolo traguardo. Guai comunque ad accontentarsi, ne siano avvisati Fonseca e i suoi tifosi. Tutti infatti hanno ancora tanto da lavorare e da dimostrare per farsi perdonare errori compiuti l’anno scorso. Peccato che molti artefici di questi errori ora siano lontani dalla Capitale da un pezzo. Ai nuovi arrivati e alle vecchie colonne il compito di questo riscatto.

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