Il calciomercato estivo sta per decollare, ma c’è una società in particolare ancora ferma ai blocchi: la Lazio. A parte i rinnovi già sottoscritti di Pedro e Vecino (senza modifiche dal punto di vista economico) e il riscatto di Nuno Tavares dall’Arsenal, non vi sono nemmeno suggestioni per ciò che concerne eventuali colpi in entrata. Perché tutto ciò? Le motivazioni sono da ricondurre al fantomatico indice di liquidità – ma non solo – elemento che non permette alla dirigenza biancoceleste di concretizzare operazioni onerose come acquisti o adeguamenti di contratto con cifre diverse da quelle precedentemente accordate (quelli di Guendouzi e Gila sono gli esempi). Come agirà il duo Lotito-Fabiani adesso? E, soprattutto, qual è la posizione di Sarri in merito? Proviamo a mettere insieme i vari pezzi del complesso puzzle laziale.

I parametri che bloccano la Lazio
Il calciomercato della Lazio non decolla e non potrà farlo fino a che non saranno messi a posto 3 parametri: l’indice di liquidità e gli indicatori di indebitamento e del costo del lavoro allargato. Che cosa significa? Per acquistare nuovi calciatori – e rinnovare quelli già presenti in rosa con adeguamento dello stipendio – non sarà sufficiente vendere tesserati ricavando denaro per ammortizzare. Le soluzioni di cui Lotito si può avvalere sono le seguenti: aumento di capitale esclusivamente in denaro, finanziamenti di soci che non producano interessi, liquidità derivante da cessioni di calciatori, liquidità derivante da cessioni pro soluto dei crediti commerciali, utilizzo dell’importo dei crediti commerciali relativi alla partecipazione alle competizioni europee, la cui contabilizzazione non sia stata rilevata, e uso degli stessi crediti ma limitatamente alla quota esigibile entro i 12 mesi successivi alla situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre.
Come sbrogliare la matassa
La dirigenza laziale, comunque, sta tentando di aprirsi un nuovo varco per ovviare all’enorme problema di cui sopra. Lotito starebbe cercando il modo per far approvare retroattivamente le norme che entreranno in vigore per il mercato di gennaio che renderebbero nullo il fattore relativo all’indice di liquidità. Inoltre, la Lazio potrebbe veder rimossa la sua sanzione nel caso in cui riuscisse ad abbassare al di sotto del tetto dell’80% il costo della rosa.
E Sarri?
Il neo tecnico Maurizio Sarri, vista la complessa situazione in cui versa il club, starebbe prendendo tempo per maturare una decisione sul suo futuro da comunicare alla dirigenza, in quanto ignaro di ben due delle tre problematiche che stanno affliggendo la Lazio. Egli, difatti, era a conoscenza solamente dell’indice di liquidità, ma non degli altri due parametri della discordia, ovvero gli indici di indebitamento e del costo del lavoro allargato. L’allenatore toscano non ha preso bene il tutto, ma le sue eventuali dimissioni non sono al momento contemplate, in quanto la matassa potrebbe sbrogliarsi definitivamente nel mese di agosto, anche se nulla è ancora certo.

