Lazio, Immobile: “Al Borussia Dortmund avevo bisogno di più tempo”. Sulla lite con Inzaghi…

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Ciro Immobile - Foto Antonio Fraioli

Ciro Immobile è uno degli attaccanti più controversi degli ultimi anni. Le critiche mosse al 32enne riguardano soprattutto la differenza di rendimento tra quando indossa la maglia della Lazio e quella dell’Italia. Nell’ultima intervista pubblicata da DAZN, Ciro Immobile si è aperto al suo amico nonché ex compagno di squadra, Marco Parolo. Tanti i punti toccati, dalla lite avvenuta con Inzaghi, ai suoi trasferimenti flop al Siviglia e al Borussia Dortmund fino al racconto della scarpa d’oro.

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L’intervista integrale di Ciro Immobile a DAZN

La freddezza sottoporta
“Freddezza sottoporta? Un po’ è istinto sicuramente e un po’ è anche esperienza. Studio i portieri, ma io ho fatto tanti gol di istinto soprattutto quando ero più giovane. Tanti gol so dove va a finire la palla, so dove voglio metterla. Ho fatto tanti gol già prima di averli fatti. Mi spiego meglio. Già immagino il gol durante l’azione. Già so come potrebbe finire”.

“Ad esempio io ho avuto un’occasione con il Bologna, un tiro di sinistro nel primo tempo. Durante la conduzione del pallone avevo pensato di fare il cucchiaio. Ti spiego per quale motivo: ero messo un po’ laterale e il portiere riusciva a coprire tutta la porta come ha fatto. Però alla fine quando sono arrivato davanti a lui la palla mi e rimbalzata davanti e quindi non sono più riuscito a mettere il piede sotto e ho provato a tirare nel miglior modo che potevo. E poi Skorupski ha fatto una bella parata ed è andata così”.

La lite con Simone Inzaghi
“Durante Lazio-Parma ho avuto una discussione con Inzaghi. Con il Parma ho fatto un errore io. Dopo la sostituzione ho sbraitato un pochino perché avevo troppa voglia di giocare. Poi nelle settimane dopo il mister mi ha detto che non se lo aspettava da me, c’era rimasto un po’ male. Poi l’abbraccio con il Genoa.”

Il racconto della scarpa d’oro
“C’è stata la partita che ho sofferto di più che è stata quella col Brescia in casa perché ero a 34 gol insieme a Leandowski, che però aveva giocato una partita in meno. La classifica della Scarpa d’Oro a parità di gol la vince chi ha giocato meno partite. Quella partita volevo fare gol per forza e la palla non entrava. Ci stavano Tucu, Luis, Sergej che mi passavano sempre la palla e mi volevano far segnare per forza. Poi alla fine ci sono riuscito, ho superato Lewandowski e ho giocato l’ultima partita a Napoli un po’ più sereno”.

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Verso Lazio-Inter di venerdì 26 agosto
“Lazio-Inter è sempre una sfida particolare per noi e per i tifosi visto il gemellaggio e cosa è successo nelle partite negli ultimi tempi. Tra il gol di Vecino, quello di Felipe l’anno scorso. Da quando il mister è andato lì è ancora più bello sfidare il nostro passato. Tutti hanno quella motivazione in più”.

Il record di Silvio Piola
“A raggiungere i suoi 274 gol ne mancano altri 100, anzi 90. Lo sai come la penso. I numeri di ogni stagione ci tracci una linea e sotto ti viene il totale di quello che hai fatto in Champions, Europa League, Coppa Italia, campionato. È ovvio che più vado avanti e più diventa interessante quello che mi dici, però lo sai che non ci penso”.

Le critiche ricevute
“Sai come la penso su questo. Ci sono varie opinioni di alcuni non di tutti che a volte mi fanno pensare, a volte mi ci faccio una risata, a volte mi ci arrabbio. Credo che poi alla fine di tutto tutte le persone che mi vogliono bene mi dicono che quando smetterò di giocare si renderanno conto veramente. Probabilmente avrei avuto bisogno di un po’ più di tempo a Dortmund. Lì mi sentivo veramente bene nei primi sei mesi. A Siviglia non mi sono preso con l’allenatore e può capitare. A Dortmund, invece, si poteva fare sicuramente qualcosa in più”.

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Il pronostico su chi vincerà la classifica capocannonieri della Serie A
“Lukaku? Credo che abbia parecchia rabbia dentro. Dico dai 20 ai 25. Lautaro? O li fa uno o li fa l’altro. Secondo me dai 13 ai 18. Vlahovic più di 20 sicuro, li ha nelle corde. Tra Giroud, Origi e Rebic 35 gol li fanno. Jovic? Non più di 15. Osimhen? È un attaccante che mi piace molto, voglio dire un numero preciso: secondo me fa 19 gol. La coppia Zapata-Muriel tra i 25 e i 30 tutti e due insieme. Abraham? Se anche quest’anno fa gli stessi gol dell’anno scorso si può parlare già di un bomber che ha fatto tanti gol per due stagioni consecutive. Credo dai 15 ai 20. Immobile? Per ora sto a uno”.