Lazio, Tare: “Il calcio deve ripartire. Luis Alberto voleva mollare dopo 4 giorni qui”

La vicenda relativa alla ripresa del campionato è sempre più controversa. Tra chi spinge per ripartire al più presto, almeno ad allenarsi, e chi vorrebbe bloccare tutto. Si è espresso a riguardo anche il ds della Lazio, Igli Tare.

L’ex calciatore biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, toccando diverse tematiche interessanti. Riportiamo di seguito le sue parole.

Lazio, Tare: “Il Governo non può fermare tutto. Non facciamo pressioni per lo Scudetto”

Sulla ripresa della Serie A, Tare afferma:

“Sicuramente prima della ripresa dovremo fare i test sierologici. Prima era uscita un’ordinanza per riprendere l’attività il 6, ora si potrà fare già da domani. Se riusciremo faremo qualcosa domani, ma prima i test. Non penso di essere preoccupati per una mancata ripresa.

Si è trasmessa male l’idea che la Lazio stia premendo per lo Scudetto. Abbiamo tutto guadagnato sul campo, il percorso è ancora lungo e teoricamente non possiamo garantire la presenza in Europa League. Per noi si deve dare un segnale forte al sistema calcistico italiano. Ho sentito che in settimana può uscire un’ordinanza per bloccare il campionato, ma questo non è nelle loro competenze.

Fifa e Uefa si sono espresse chiaramente e hanno detto che i campionati si devono finire. Possiamo anche riprendere a giugno e finire tra agosto e settembre, sfruttando che il Mondiale 2022 sarà in inverno. Finire il campionato in corso servirà anche come esperienza per ripartire con quello successivo“.

Sulla comunicazione della società in questi mesi:

La Lazio è la prima società in assoluto che si è fermata per la pandemia. Siamo stati una delle poche squadre a rispettare tutte le ordinanze del Governo, nessun giocatore ha lasciato Roma. Mi risulta che altre squadre abbiano ancora giocatori all’estero, ma non spetta a me giudicare.

A livello comunicativo siamo sembrati aggressivi perché bisogna considerare i danni importanti che subirà il movimento calcio in Italia. Parlare di Scudetto a 12 giornate dalla fine è una parola grossa. Fino allo stop siamo stati lì, ma non è detto che ci resteremo alla ripresa”.

Sull’eventuale ripresa della Serie A invece:

“In caso di ripresa mi preoccuperei per lo stato psicologico della squadra. Avendo vissuto questi due mesi dico che siamo una delle squadre più motivate per vincere lo Scudetto. Siamo consapevoli di aver fatto un lungo lavoro e sarebbe un peccato veder sfmare un obiettivo così grande. Però un po’ di curiosità c’è anche da parte nostra

“Luis Alberto voleva mollare, ma è uno dei migliori”

Poi il clamoroso retroscena su Luis Alberto:

Luis Alberto dopo poco tempo dall’arrivo si presentò nel mio ufficio e ki disse che il calcio italiano non faceva per lui. Io gli ho detto di lavorare perché quella era una fase difficile per tutti. Mandavo una persona a filmare i suoi allenamenti e la sera gli inviavo le sintesi per mostrargli quanto era forte. Credo che è uno dei migliori giocatori della Serie A e ha aiutato anche la Lazio a crescere“.

luis-alberto

E sul suo lavoro da direttore sportivo affferma:

Ricordo per esempio l’arrivo di Caicedo, mi sono dovuto giustificare per averlo pagato solo due milioni. Per me è importante la sua funzionalità nel sistema di gioco. Non mi piacciono gli intermediari, prefrisco lavorare nascosto. Non ho nulla contro i giornalisti, ma voglio lavorare fuori dai riflettori perché voglio rispettare le mie tempistiche“.

“Milinkovic è molto legato alla piazza. Decisiva la sua volontà”

Riguardo una domanda su Milinkovic-Savic dichiara:

Fondamentale è la volontà del giocatore. Se il giocatore pensa che sia chiuspo un ciclo e vuole andare da un’altra parte non deve essere un problema. Il fatto che lui sia rimasto 5 anni a Roma è perché c’è un legame forte con la città e la società.

Quando c’è stata qualche tentazione, un po’ per volontà nostra, un poi’ per la sua, non siamo mai andati fino in fondo. Le cose comunque vanno valutate a fine stagione“.

“Acerbi vive per il calcio. Il suo ruolo è fondamentale”

C’è una domanda anche su un altro uomo chiave di questa Lazio, ovvero Francesco Acerbi:

Lui è arrivato in un momento cruciale, quando avevamo perso de Vrij. Ha rappresentato la più grande sorpresa mia e dello staff, perché abbiamo conosciuto uno che vive il calcio in unì’altro modo. Per primo arriva a Formello e va via per ultimo, non vuole saltare neanche una partita di allenamento. Vive per il calcio, e il suo spirito è servito anche ai compagni“.

“Da giocatore ho realizzato il mio sogno”

Infine, un piacevole aneddoto riguardo la carriera da calciatore, precisamente ai tempi del Brescia di Mazzone:

Quando sono arrivato al Brescia ho esaudito un sogno che aveva da bambino. Ho esordito contro il MIlan che era la squadra per cui facevo il tifo, per aver ammirato il MIlan di Sacchi. Ero talmente emozionato che Mazzone alla prima azione si è girato verso Menichini e gli ha detto, ma dove l’abbiamo preso questo?”.