“Legends – Ci vediamo a Napoli” ospita Fabio Cannavaro: “Napoli? Lo allenerei anche gratis”

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Quale occasione migliore della sosta per le nazionali per una puntata dedicata a colui che con l’Italia ha sollevato al cielo il trofeo dell’ultimo Mondiale vinto dagli azzurri? Fabio Cannavaro è stato l’ospite speciale della settima puntata di ‘Legends – Ci vediamo a Napoli’, prodotta dalla Media Company Nexting e da Sportface e in onda su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre) e Napoflix (canale 86), oltre che on demand sulla piattaforma Sportface TV (tv.sportface.it).

L’episodio ha visto l’ex capitano della Nazionale, nonché ultimo difensore ad aver vinto il Pallone d’Oro, raccontarsi a 360°, rispondendo alle domande della padrona di casa, Jolanda De Rienzo, e a quelle dei suoi fedeli compagni di viaggio, Alessandro Renica e Raffaele Di Fusco. Tanti i momenti emozionanti che hanno mostrato anche il lato più sensibile di un campione come Cannavaro, commosso per i messaggi dei suoi ex allenatori Marcello Lippi e Luigi Scarpitti.

Il 10 maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli, ero nel sottopassaggio con altri raccattapalle ad aspettare che la squadra, con Maradona in testa, scendesse in campo per la gara contro la Fiorentina che avrebbe sancito quella che resta la gioia più grande per un qualsiasi tifoso azzurro. Ancora oggi pensarci è un’emozione pazzesca”.Fabio Cannavaro ricorda così il primo scudetto della sua squadra del cuore. Un match al quale l’allora giovane difensore ha assistito grazie al suo allenatore dell’epoca, Luigi Scarpitti: “Fu lui a portarmi al San Paolo quel giorno – dichiara Cannavaro, sottolineando anche l’importanza che Scarpitti ha avuto nell’evoluzione della sua carriera –. Inizialmente giocavo centrocampista centrale, ma il Mister mi aiutò a capire che fossi più adatto come centrale difensivo. Ci vuole fortuna anche in questo, nel trovare persone che ti aiutino a farti esprimere al massimo”.

Cannavaro e il Napoli, una storia d’amore giunta al termine solo a causa delle gravi condizioni economiche in cui la società partenopea si trovava in quegli anni: “La società mi chiamò dicendomi che sarei dovuto andare a Milano per firmare con l’Inter. Fu proprio il Presidente Ferlaino a telefonarmi e a dirmi che se non avessi firmato la società sarebbe fallita e sarebbe stata colpa mia”. In compenso la carriera di Cannavaro proseguì ai massimi livelli e il giocatore si legò particolarmente a Marcello Lippi: “È l’allenatore che ha influenzato di più la mia carriera. Mi ha trasmesso tanto anche nella gestione fuori dal campo, dove esiste una squadra invisibile, importante come quella che gioca”.Lippi è stato anche l’allenatore con il quale Cannavaro ha sollevato, da capitano, il trofeo più importante della sua carriera, il Mondiale del 2006. Un traguardo che gli ha permesso di vincere, nello stesso anno, anche il Pallone d’Oro. L’ex centrale azzurro ha vissuto quel Mondiale da assoluto protagonista, ma in un match in particolare ha messo in mostra tutto il suo talento: “La gara contro la Germania forse è quella che mi ha fatto vincere il Pallone d’Oro. Una prestazione praticamente perfetta”.

Al termine di una straordinaria carriera da calciatore, Cannavaro ha deciso di allenare. Un percorso che ha vissuto la sua massima espressione in Cina, prima sulla panchina del Guangzhou, dove ha vinto il campionato, e poi su quella della nazionale cinese: “Mi avevano chiesto di vincere in tre anni e io l’ho fatto in uno. Con me c’era uno staff di grandi professionisti, ma anche di grandi amici”.Dall’Oriente all’Occidente, sponda Italia, dove il campione del mondo del 2006 non ha però ottenuto lo stesso successo sulla panchina del Benevento: “Non credo che un’esperienza negativa come quella possa interrompere la mia carriera. È una questione di tempo e io so dove voglio arrivare. Futuro? Sono un allenatore ed è normale che voglia allenare. Per il Napoli sarei disposto anche a farlo gratis. Parliamo di una squadra che è il sogno di molti allenatori”.

Vedere l’ex capitano della Nazionale guidare la squadra azzurra sarebbe la scelta giusta secondo Alessandro Renica: “Cannavaro sarebbe stato l’allenatore perfetto per il Napoli dopo Mazzarri. Basta pensare a quello che sta facendo De Rossi alla Roma”. Parole alle quali fanno eco quelle di Raffaele Di Fusco: “Fabio sarebbe stato perfetto per sistemare la fase difensiva del Napoli. Ma credo che De Laurentiis non prenderà mai un ex calciatore come allenatore del Napoli, anche se io sarei il più felice di tutti a essere smentito”.