Lingard, una vita da Red Devil e poi la svolta al West Ham

Jesse-Lingard

Alzi la mano chi almeno una volta non ha sognato di giocare a calcio e farlo con la propria squadra del cuore. È uno di quei sogni che accomunano tantissimi ragazzini, e anche ragazzine ovviamente, che hanno un vero e proprio “culto” per la propria compagine e farebbero di tutto pur di realizzare quel sogno.

È chiaro che non sempre si ha la fortuna e la possibilità di fare un percorso simile e di arrivare a scendere in campo con la prima squadra, ma in qualche occasione tutto questo diventa realtà. Ed è esattamente la storia di Jesse Lingard, uno che fin da piccolo ha sempre adorato la maglia dei Red Devils e con la squadra di coach Sir Alex Ferguson ha finito per giocarci per davvero, come raccontato nell’interessante intervista che è stata pubblicata sul famoso blog sportivo L’insider.

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Lingard e il suo sogno, ma poi…

Le cose non sempre vanno come vorremmo. Se Lingard è stato notato fin da quando era piccolo, tanto si deve alle sue capacità nel dribblare gli avversari, così come al suo scatto, davvero bruciante. Potenzialità che avevano impressionato persino Sir Alex Ferguson, che non ci ha pensato su due volte quando si è trattato di portarlo con sé nell’Academy dello United, come ha evidenziato anche nel corso dell’intervista che è stata rilasciata al blog del portale di scommesse calcio Betway.

Il debutto con la prima squadra dei Red Devils arriva solamente nel 2015, quando ormai Ferguson non è più l’allenatore, ma rimane comunque la soddisfazione enorme di poter coronare quel sogno che aveva cullato fin da bambino. Una volta che Lingard è entrato in pianta stabile nella rosa dello United, ha cominciato ad essere apprezzato sempre di più, al punto tale da guadagnarsi i galloni della titolarità.

Il problema è che, con il passare del tempo, la titolarità continua a svanire e a essere solo un lontano ricordo. Probabilmente deriva anche dal fatto di sentire un livello di fiducia decisamente ridotto in relazione ai vari tecnici che si sono succeduti nel post-Ferguson. Se nessuno ha creduto in Jesse, anche i minuti in campo sono scesi drasticamente, al punto tale da rendere quasi complicato e infelice il suo percorso allo United. Un’avventura che doveva essere esaltante, si è trasformata in una sorta di piccolo incubo, dal momento che Lingard non riesce più a esprimersi come al solito come calciatore, e tutto questo si riflette anche sulla serenità nell’affrontare la vita di tutti i giorni.

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Tra gol e assist, la riscossa al West Ham

Al West Ham, dove è andato in prestito a gennaio per ritrovarsi, ha trovato fin da subito un ambiente in cui potersi esprimere al meglio. Senza ombra di dubbio, va dato merito a Moyes di avergli trasmesso, fin dal primo momento in cui ha messo piede nel centro sportivo degli Hammers, una grandissima fiducia.

Sarà proprio questo aspetto, probabilmente, ad avere inciso e ad aver fatto la differenza, sbloccando di fatto a livello mentale Lingard, che da quando ha cambiato casacca, è stato autore di una prestazione di altissimo livello dietro l’altra. Non si tratta solamente di gol, ma anche di numerosi assist, così come di prestazioni complessivamente di notevole fattura, che l’hanno portato a diventare uno dei migliori giocatori in Premier League nella seconda parte di stagione. Insomma, se al West Ham ci si è arrivati quasi a giocare la qualificazione in Champions League, dovendosi poi “accontentare” dell’Europa League, tanto merito va sicuramente dato a Lingard.