PSG, Mbappé: “La Ligue 1 non è il miglior campionato. Una squadra non è un gruppo di amici”

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Kylian Mbappé è uno dei calciatori più chiacchierati del calciomercato mondiale. Il suo profilo è stato spesso accostato al Real Madrid, soprattutto perché c’è ancora distanza con il PSG per il rinnovo. Il suo contratto scade nel 2022 e per questo i parigini rischiano di perderlo a parametro zero. L’attaccante francese ha rilasciato una lunga intervista alla rivista Esquire, nella quale parla della sua carriera, del rapporto con i compagni, della rivalità tra Messi e Ronaldo e della stella del Borussia Dortmund, Erling Haaland.

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Sul campionato francese

“La Francia non è il miglior campionato del mondo, ma ho sempre sentito la responsabilità, da giocatore emblematico, di far crescere il campionato”.

Su Neymar

“In Brasile sono più festosi, in Francia più seri. Qui non è considerato bene mostrare le proprie passioni. La gente penserà che trascura il PSG perché gioca a poker. Penso che abbia iniziato a capirlo. All’inizio è stato difficile per lui, perché l’ha vissuto come un affronto. Quando è arrivato, hanno messo la sua faccia sulla Torre Eiffel e sei mesi dopo gli hanno chiesto perché gioca a poker. In Francia vogliono solo vederti giocare a calcio, sorridente”.

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Sul rapporto con i compagni

“Fin da giovanissimo sono sempre stato negli spogliatoi, ascoltando discorsi tattici e punti di vista diversi, perché il calcio è fatto di punti di vista diversi. Ho imparato ad avere quella tolleranza, e penso che mi abbia aiutato, perché essere un allenatore è mettersi nei panni di qualcun altro. Una squadra di calcio non è un gruppo di amici. Non devi cenare con i tuoi compagni di squadra ogni sera per vincere”.

Sulle sue caratteristiche

“Sono un attaccante moderno che può giocare ovunque. Ci sono molti ‘piani anti-Kylian’ in ogni partita. Questo significa che gli avversari mi riconoscono come un grande giocatore. Ciò vuol dire che devi avere più corde al tuo arco. Mi piace, perché amo le sfide”.

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Sull’essere una stella

“Credo di sì. Se la tua faccia è ovunque in città, ovunque nel mondo, vuol dire di sì. Essere una star è uno status, ma non mi rende una persona migliore degli altri. Ci vuole molta organizzazione anche solo per uscire a fare una passeggiata”.

Sulla rivalità tra Messi e Ronaldo

“Sono impareggiabili. Hanno infranto tutte le leggi. Le statistiche. Hanno avuto dieci, quindici anni straordinari. Ti confronti sempre con i migliori nel tuo sport. Penso che anche altri giocatori mi stiano guardando. Pochi cambiano posizione come me. Prima c’era un numero nove, o un numero sette. Ho giocato davanti, a sinistra e a destra. Con tutta l’umiltà, non credo che tutti siano capaci di cambiare posizione così ogni anno e mantenere grandi prestazioni ai massimi livelli”.

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Su Haaland

“È il suo secondo anno, lo stiamo conoscendo. È l’inizio per lui. Sono contento per lui, per quello che sta facendo”.

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