Milan, Ibrahimovic: “Se giocherò contro la Juventus? Ho un problema al tendine, vediamo giorno per giorno”

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Zlatan Ibrahimovic, reduce da un ennesimo stop a causa di un guaio fisico, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti durante l’evento Mind the gum a cui ha preso parte. il 39enne svedese ha parlato riguardo al suo stato fisico e sulla possibilità di recuperare la forma in vista del big match contro la Juventus allo Stadium, in programma domenica 19 settembre alle 20:45. L’ex attaccante del PSG si è soffermato anche sulla prima gara del suo Milan in Champions League dopo 7 anni di assenza.

Sulla sua presenza contro la Juventus

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“Giocherò contro la Juventus? Vediamo giorno per giorno, non è un segreto: ho un problema al tendine e non rischio conseguenze. Voglio tenere tutta la stagione e pensare che non sono Superman. Anche se… Il mio problema è che lavoro troppo e mi piace soffrire”.

Sull’esordio in Champions dei rossoneri

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 “Ieri per molti era la prima volta in Champions, ma ora hanno capito di cosa si tratta e che cosa c’è bisogno di fare per giocarci. La squadra ha capito tutto quanto, tutto il pacchetto. Che cosa significa giocare contro i migliori in Europa e nel mondo, che ritmo c’è, che qualità c’è. Sono felice per miei compagni, mi ricordo alla fine dello scorso campionato quando ho chiesto chi avesse già giocato in Champions: hanno alzato la mano in due o tre. Pensavo fosse uno scherzo, invece era vero. E allora questo è il motivo per fare ancora di più. Se non hai giocato in Champions, non sai cosa ti è mancato in carriera. Anche solo fare la rifinitura col pallone della Champions. Ti dà un’altra energia, altra adrenalina. Io aspetto di giocare in Champions a San Siro con lo stadio pieno, quella sarà vera adrenalina”

Sulla forza mentale

La testa è molto importante. E la testa ora c’è, ma il fisico non mi segue sempre. Purtroppo non sempre vanno d’accordo. Ma, di base, se non sei preparato con la testa, il fisico non c’è. Penso di aver passato ai compagni la giusta mentalità. Hanno capito cosa serve per arrivare dove occorre. Ma se l’anno scorso siamo arrivati secondi vuol dire che manca qualcosa per arrivare primi. La squadra lo sa e lavora tutti i giorni per fare di più e migliorare. Tutti hanno voglia e fame, sono tutti disponibili, anche i nuovi hanno compreso la mentalità di questo gruppo. Occorre solo capire cosa bisogna fare per continuare a restare al top, perché al top ormai ci siamo arrivati. Servono sacrificio e lavoro, la qualità c’è. A Kessie serve il ‘Mind the Gum’ prima di battere i rigori? Ah ma i rigori mica li batte più…”.

Sulla Superlega

“Quando è arrivato il Covid tanti club hanno pagato, non tornavano i conti con tifosi e sponsor. E i club che hanno sofferto più di tutti, hanno provato ad avere un ritorno economico veloce. Nessuno però ha pensato a chiedere ai giocatori. La prima domanda avrebbe dovuto essere per noi: volete giocare o no? Quindi chi ha inventato la Superlega ha già sbagliato, perché sono io calciatore che poi devo andare in campo”.