In un’intervista rilasciata presso Rai Sport, il ds del Milan, Paolo Maldini, ha parlato del progetto rossonero, facendo delle dichiarazioni molto interessanti e significative relativamente al suo passato da calciatore. “La cosa più importante che ho ottenuto è l’indipendenza di pensiero: un uomo che pensa con la propria testa fa la differenza”. “Sono orgoglioso di esser stato inserito nel Dream Team di France Football, avere l’idea di poter giocare con certi campioni è un sogno”, ha poi aggiunto. Su Sacchi: “Ricordo gli incubi sulle cose che mi diceva dopo gli allenamenti. A distanza di 30 anni, mi ha mandato un messaggio per scusarsi qualche tempo fa, ma mi ha portato ad essere un perfezionista”.

Da Cesare a Daniel
Molto bella la parte dell’intervista in cui lo storico numero 5 commenta la lunga storia della “dinastia” Maldini in rossonero: dal padre Cesare al figlio Daniel. “Lui vive ancora con noi, stiamo insieme tutti i giorni. A Milanello ci salutiamo normalmente, il calcio è democratico: chi è qui è perché se lo merita. Tante cose che gli dico non gli piacciono ma lo dico per farlo migliorare. La storia della famiglia che continua è speciale, abbiamo avuto la fortuna di ottenere tanti successi e li auguro anche a Daniel”.

Continuare a sognare: che 2021 sarà?
Non poteva mancare una parentesi dedicata alla crescita esponenziale della squadra dopo l’arrivo di Pioli prima e Ibrahimovic poi. “Stefano ha le caratteristiche del grande allenatore e poi ci diciamo tutto. Zlatan affronta tutto di petto, ora è arrabbiato perché è vicinissimo al rientro, ma i problemi muscolari sono normali in un periodo in ci si gioca ogni 3 giorni. Questa squadra mi rende felice perché ha coraggio, il segreto è credere nei giocatori e aspettarli. Il discorso iniziale è stato portato avanti e dopo un anno e mezzo si vedono i risultati. I giovani devono avere il tempo di adattarsi, specialmente in club come il Milan che chiede tanto. A gennaio non stravolgeremo la squadra, sarà un mercato creativo in cui cercheremo le opportunità”. L’intervista si è conclusa con un monito che noi tutti condividiamo e con un motto che testimonia come i rossoneri, anche nel 2021, vorranno seguire quel fil rouge che ha accompagnato tutto il loro 2020 calcistico. “I miei due desideri per il nuovo anno sono due: non smettere di sognare per quanto riguarda i rossoneri, per la vita quotidiana mi auguro un ritorno alla normalità”.

