Milan, Rebic: “Rangnick venne a Firenze per me. Higuain? Troppo lamentoso”

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Il Milan sta vivendo un ottimo momento in campionato, ma la pista che porterebbe Rangnick sulla panchina rossonera la prossima stagione è ancora molto calda. Chi conosce molto bene il tecnico tedesco è Ante Rebic. Il numero 18 meneghino ha, infatti, raccontato qualche aneddoto sul loro rapporto, e non solo, ai microfoni di Sportweek citando, nei suoi discorsi, anche qualche conoscenza della nostra Serie A.

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Una visita assai gradita

“Avevo fatto bene al mondiale in Brasile, così lui, che era a capo della divisione calcistica della Red Bull, chiama il mio procuratore e gli dice che mi vuole. Viene apposta a Firenze“.

Lipsia o Salisburgo?

“’Benvenuto alla Red Bull. Scegli: vuoi giocare nel Salisburgo o nel Lipsia?’. Scelgo il Lipsia: era nella seconda divisione, ma il progetto che mi illustrò Rangnick era importante, e i fatti gli hanno dato ragione. Però anche lì gioco poco perché l’allenatore, Alexander Zorniger, aveva un suo gruppo di giocatori fidati nel quale non c’era spazio per i nuovi”.

Il battibecco con Higuain

“So quali sono le mie qualità:  sono fisicamente forte, veloce, gioco con entrambi i piedi. E poi sono forte nella testa. Faccio un esempio. Nella partita vinta contro la Juve, a un certo punto ho detto qualcosa a Higuain. Non mi piacciono quelli come lui che, grandi e grossi, a ogni contatto restano a terra per tre minuti. Idem Bernardeschi. Lo stesso era successo con la Spal. Anche Ibra prende un sacco di botte ma si rialza subito e senza un lamento. Altri piangono troppo. Insomma, dico qualcosa a Higuain e Szczesny mi fa: ‘Perdi 2-0, non fare il fenomeno’. Non gli rispondo. Normalmente avrei replicato, perché un’altra cosa che non mi piace è quando mi sottovalutano. Ma stavolta non ho aperto bocca. A Szczesny ho risposto in un altro modo (col gol del 4-2). Questa è la mia forza nella testa: chi mi attacca, mi carica”.