La stagione 2024/25 del Milan è particolarmente deludente e l’unica luce è la vittoria della Supercoppa Italiana. In occasione dell’ultima partita di campionato contro la Lazio i rossoneri hanno toccato il fondo e la durissima contestazione della Curva Sud è la fotografia della situazione attuale: dall’ingresso nel settore con quindici minuti di ritardo allo striscione “Solo per la maglia”, passando per il coro “Cardinale devi vendere, vattene!” e fino ad arrivare alla bordata di fischi in seguito al rigore trasformato da Pedro al minuto 98 che ha sancito l’ennesima sconfitta.
Nemmeno il cambio in panchina con l’esonero di Paulo Fonseca e l’arrivo di Sergio Conceicao sembra aver avuto effetto e i risultati parlano chiaro: nona posizione in classifica in Serie A (-11 dal quarto posto) e fuori dalla Champions League ai playoff contro il Feyenoord. L’unica speranza resta la Coppa Italia, dove in semifinale il Milan se la vedrà contro l’Inter.
L’annata è ormai compromessa e in vista della prossima stagione è attesa una grande rivoluzione sia sul mercato sia sul fronte dirigenziale. Il lavoro di Zlatan Ibrahimovic (Senior Advisor di RedBird e Senior Management dell’AC Milan), Giorgio Furlani (amministratore delegato) e Geoffrey Moncada (Direttore Tecnico) è bocciato e ora la società punta a completare l’organigramma con l’inserimento della figura di un nuovo direttore sportivo. L’obiettivo è infatti avere un dirigente che affianchi l’allenatore e la squadra, ma allo stesso tempo deve ricoprire un ruolo di raccordo con la società e aiutare soprattutto la dirigenza nella costruzione della rosa: “In questo momento non abbiamo preso alcuna decisione sul direttore sportivo – le parole di Furlani a DAZN nel prepartita di Milan-Lazio -. Se ci sono figure che possono aiutare il club a ottenere i risultati che vogliamo, le consideriamo. Tutte le scelte passano da me”.
Il Milan non può sbagliare questa scelta e tra i parametri imposti dai piani alti del club c’è la profonda conoscenza del calcio italiano, motivo per cui sono state scartate tutte le piste legate a ds stranieri. Nella short list rientravano tre candidati, ma il cerchio si è ristretto intorno a due figure: con l’ex Atletico Madrid Andrea Berta vicino all’Arsenal, è corsa a due tra Igli Tare e Fabio Paratici. Entrambi hanno già incontrato il proprietario del Milan Gerry Cardinale e Ibrahimovic a Londra e al momento il favorito è il cinquantunenne albanese, il quale lavorò nella Lazio al fianco del presidente Claudio Lotito dal 2008 al 2023.

La storia di Igli Tare: il ‘no’ al Milan nel 2019, gli acquisti low cost e il metodo di lavoro
In cima alla lista delle preferenze c’è proprio Igli Tare, che fu cercato dal Milan già nel 2019 su segnalazione di Paolo Maldini, all’epoca dirigente dei rossoneri. Il ds rimase alla Lazio poiché aveva da poco rinnovato il proprio contratto e per tale motivo il Diavolo virò su Frederic Massara (oggi al Rennes), ma le porte del club lombardo sono ancora aperte per il nativo di Vlorë.
Oltre ad aver vinto tre Coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane, Tare è l’artefice di grandi colpi come Miroslav Klose a parametro zero, Felipe Anderson (acquistato per 7.5 milioni di euro e venduto a 38 al West Ham), Keita Baldé (comprato per 300.000 euro dalle giovanili del Barcellona e ceduto a 30 milioni al Monaco), Lucas Leiva (5.70 milioni dal Liverpool), Sergej Milinkovic-Savic (preso per 12 milioni dal Genk e venduto a 40 all’Al-Hilal), Luis Alberto (speso meno di 8 milioni) e soprattutto Ciro Immobile (pagato meno di 10 milioni e autore di 207 reti in 340 partite). Inoltre ha dato il via alla carriera di Simone Inzaghi e ha lavorato al fianco di allenatori del calibro di Stefano Pioli e Maurizio Sarri.
Il dirigente, che ha un buonissimo rapporto con Moncada ed è molto apprezzato anche da Ibrahimovic, basa la sua metodologia su una grande rete scouting e soprattutto su una mirata gestione della disponibilità economica. In numerose occasioni ha infatti venduto i calciatori a una cifra superiore a quella di acquisto, generando così preziose plusvalenze. Inoltre è sempre vicino alla squadra e rappresenta un punto di riferimento per i giocatori: “È un grande e alla Lazio ha sempre fatto grandi operazioni assieme a Lotito – dice Hernanes, centrocampista portato nel club capitolino proprio da Tare, a MilanNews.it –. Sin dal primo incontro capii che si trattava di una persona onesta e sincera. Lo vedrei molto bene al Milan”.
“Ho tanta voglia di tornare a lavorare, ma lo farò soltanto quando ci sarà il progetto giusto che mi entusiasmerà”, le parole di Tare a settembre in un’intervista al sito a tinte rossonere. Dopo due anni di stop potrebbe quindi mettersi in gioco proprio nella società che lo cercò nel 2019.

La storia di Fabio Paratici: i 19 titoli alla Juventus, il colpo Cristiano Ronaldo e la squalifica
Leggermente indietro nella gerarchia c’è Fabio Paratici, attualmente squalificato per 30 mesi dalla Corte Federale D’Appello della FIGC in seguito all’inchiesta sulle plusvalenze della Juventus. Il dirigente fu sanzionato il 20 gennaio del 2023, motivo per cui lo stop terminerà il 30 giugno 2025.
Anche il suo profilo rispecchia pienamente le richieste del Milan e, rispetto a Tare, vanta una bacheca trofei ben più ricca: 19 titoli con la Juventus dal 2010 al 2021, tra cui nove scudetti consecutivi. Inoltre, anche se non fanno parte del palmares, ha raggiunto due finali di Champions League. In seguito alla carica di direttore sportivo della Vecchia Signora al fianco di Giuseppe Marotta (con cui aveva già collaborato alla Sampdoria), il dirigente ha ricoperto lo stesso ruolo anche al Tottenham per un anno e mezzo prima di essere squalificato.
Ora Paratici ha grande voglia di tornare e ha riscosso interesse in Premier League e Liga. Difficile l’ipotesi del ritorno negli Spurs nonostante l’ottimo rapporto con la proprietà, mentre una nuova avventura in Serie A è un’opzione ritenuta particolarmente interessante. Il cinquantaduenne nato a Borgonovo Val Tidone avrebbe chiesto al Milan alcune garanzie tra cui il comando dell’intera area sportiva e la scelta dei collaboratori.
Nella sua lunga esperienza in bianconero Paratici mette a referto colpi stellari, su tutti l’acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 117 milioni di euro (il più oneroso nella storia del calcio italiano) datato 10 luglio del 2018. Indimenticabili anche gli arrivi di Gonzalo Higuain (90 milioni dal Napoli), Paul Pogba a costo zero (rivenduto quattro anni dopo al Manchester United per 105 milioni), Paulo Dybala (41 milioni dal Palermo), Matthijs de Ligt (85.5 milioni dall’Ajax), Federico Chiesa, Arturo Vidal (12.5 milioni dal Bayer Leverkusen), Carlos Tevez, Andrea Pirlo, Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli e tanti altri. Inoltre, per quanto riguarda gli allenatori, ha portato a Torino Antonio Conte e Massimiliano Allegri.
Le differenze tra Tare e Paratici
Nonostante siano due profili di alto livello, esistono alcune differenze tra Igli Tare e Fabio Paratici: il primo ha lavorato con un budget ampiamente inferiore alla Lazio, riuscendo comunque a ottenere buoni risultati grazie alla fantasia (accompagnata ovviamente dalla programmazione del reparto scouting) e alla grandissima capacità nell’assicurarsi i migliori giovani talenti a basso prezzo. Il secondo, invece, ha usufruito dell’ingente disponibilità economica della Juventus e non ha dovuto fare i conti con determinati paletti economici, potendo così trattare calciatori di altissimo livello. In questo modo ha ottenuto maggiore riconoscenza al livello internazionale: i risultati conquistati con la Vecchia Signora, i super colpi in entrata e l’esperienza all’estero nel Tottenham hanno permesso al dirigente di affermarsi nel panorama calcistico mondiale, mentre il nome di Tare è legato principalmente all’Italia.
Ora sta al Milan decidere su quale profilo puntare e la scelta sarà di cruciale importanza poiché già da ora inizierà la programmazione della prossima stagione. E, ancor prima della rivoluzione della rosa, il nuovo direttore sportivo sarà chiamato a decidere il futuro di Sergio Conceicao.

