Ministro Spadafora: “Serie A? Ripartire il 3 maggio è irrealistico”

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Regna ancora l’incertezza se vedremo la Serie A ripartire o no. C’è chi dice che si farà di tutto pur di farla ripartire nel più breve tempo possibile; c’è chi, come il ministro Spadafora, è pessimista sull’argomento e non aspetta occasione per farlo trasparire: questa volta il ministro ha rilasciato, ai microfoni de La Repubblica il suo parere negativo per far ripartire la Serie A il 3 maggio, parlando inoltre anche dei fondi che saranno riservati dal Governo per aiutare allo sport a rialzarsi.

 La politica aiuti lo sport: questo è il momento di mettere in concreto misure, lo sport e tutti i suoi amanti hanno l’assoluto bisogno di rivedere al più presto competizioni e gare disputarsi, coronavirus permettendo.

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Fare i conti con la mesta realtà

Difficile, anche se c’è qualcuno che si ostina a farlo, è il fatto di dover trovare una data certa per far ripartire lo sport: attualmente infatti risulta oggettivamente complicato individuare un termine certo e specifico.

Proprio in questa direzione si sono mosse le dichiarazioni del ministro Spadafora, che nel corso di un’intervista a La Repubblica, si è detto veramente negativo circa il ripartire della Serie A il 3 maggio. “Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico. Pensavo ai nostri ragazzi abituati a stringersi, abbracciarsi, passarsi la bottiglietta: tutto questo mancherà per molto tempo”.

 Il ministro ha esposto anche la sua volontà a proporre la proroga per bloccare le competizioni sportive per tutto il mese di aprile: “Proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò la misura anche agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c’era ancora la possibilità che si tenessero le Olimpiadi”.

Toccato come detto anche il tema economico, relativo ai fondi che lo sport, a tutti i livelli, dovrà indubbiamente avere per poter ripartire: “Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni di euro allo sport di base., alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita. Dal calcio di Serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori: devono capire che niente dopo questa crisi potrà più essere come prima”.

Presa di posizione chiara quella del Ministro Spadafora: tutti gli amanti dello sport aspettano, auspicando che tutto questo avrà presto una sua fine e che si possa tornare a parlare di campo e di prestazioni altisonanti.