Miralem Pjanic e la continua ricerca di se stessi

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”
Sun Tzu, “L’arte della guerra”

Stando a quanto asseriva Sun Tzu nel trattato di strategia militare (e non) più importante di sempre, Miralem Pjanic dovrebbe soccombere in quasi tutte le “battaglie” che affronta.

Sì, perché il 25enne bosniaco non sembra aver piena coscienza delle sue potenzialità, da sempre. Sin dai primi anni alla Roma, Pjanic si è contraddistinto per un’incredibile discontinuità: alternava giocate e prestazioni da fuoriclasse a partite in cui neanche sembrava essere in campo.

Ecco una delle meraviglie di Miralem Pjanic con la Roma: pallonetto perfetto da fuori area che sorprende tutti, portiere compreso
Ecco una delle meraviglie di Miralem Pjanic con la Roma: pallonetto perfetto da fuori area che sorprende tutti, portiere compreso

E alla Juventus le cose non sono migliorate di troppo. Sarà per la posizione in campo o per la troppa pressione, il bosniaco continua ad essere un oggetto misterioso, un fiore mai del tutto sbocciato. Infatti, il 5 bianconero è stato sostituito in 7 partite, che rappresentano il 50% delle volte in cui Allegri lo ha messo dall’inizio, mentre una sola volta il tecnico ha deciso di mandarlo in campo dalla panchina. Numeri che rendono l’idea dello smarrimento calcistico di cui è vittima perenne Pjanic: mai veramente in grado di fare il salto di qualità, necessario per la consacrazione anche in campo europeo, il talento cristallino ex Roma e Lione è sempre rimasto latente, quasi come se non ne fosse consapevole.
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Eppure, in barba al buon Sun Tzu, nelle 14 volte in cui è stato schierato in campionato con la sua Juventus, ha perso “solo” in 3 occasioni, andando a segno 5 volte e fornendo altrettanti assist ai compagni. Non solo, il bosniaco detiene la percentuale di realizzazione dei calci di punizione più alta d’Europa: con il 12,5% è sopra ai vari Ronaldo, Messi, Pirlo e Chalanoglu.

Una delle due perle su punizione con la Juventus. Questa regala ai bianconeri 3 punti fondamentali nella trasferta di Verona contro il Chievo
Una delle due perle su punizione con la Juventus. Questa regala ai bianconeri 3 punti fondamentali nella trasferta di Verona contro il Chievo
REGISTA, MEZZ’ALA, O TREQUARTISTA?

Quest’anno mister Allegri ha impiegato Pjanic in tre ruoli diversi, ma l’ex romanista si è rivelato veramente incisivo solo da trequartista. Dopo la disfatta di Genova, la Juventus ha cambiato marcia ma soprattutto modulo, e con questo 4-3-1-2 “Giotto” sembra essere più al centro della manovra, come dimostrano i 3 assist e il gol. Tutto nelle 4 partite dopo il Genoa, tutto nel nuovo ruolo di trequartista.

Trequartista. Ancora una volta schierato dietro le due punte, Pjanic riceve palla sui 30 metri, si gira e serve un assist delizioso ad Higuain
Trequartista. Ancora una volta schierato dietro le due punte, Pjanic riceve palla sui 30 metri, si gira e serve un assist delizioso ad Higuain
NUMERI SU NUMERI

Per capire meglio quanto Pjanic stia incidendo in questa stagione, ci siamo affidati ai numeri, e stando ad essi, non sta andando proprio come Marotta sperava. Abbiamo preso in esame i dati relativi a 3 fondamentali (tiri, passaggi e dribbling) e abbiamo messo a paragone Pjanic con i due giocatori (a nostro avviso) che più si avvicinano al suo stile di gioco: Marek Hamsik ed Éver Banega.

Si noti che i numeri non bastano per giudicare la stagione di questo o quel giocatore, però se letti e spiegati bene possono aiutare.
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PJANIC VS HAMISK: TIRI

Il centrocampista juventino, in campionato, ha provato la conclusione solo 30 volte, ma con una percentuale di successo (tiro nello specchio della porta) piuttosto alta: 64%. Di contro, Hamsik ha tirato più volte (45), ma con meno precisione (43%). Nonostante il primo tiri di meno ma con più convinzione, e il secondo sia meno efficace ma più quantitativo, entrambi sono a quota 5 reti in campionato.

PJANIC VS BANEGA: PASSAGGI

Éver Banega ha provato il passaggio 840 volte, mentre Pjanic soltanto 690. Le percentuali di successo di questi 2 giocatori fanno paura: 85% Pjanic, e 87% per l’argentino. Numeri da capogiro, che rendono (almeno in parte) l’idea della smisurata qualità dei fantasisti presi in esame.

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PJANIC VS HAMISK VS BANEGA: DRIBBLING

È chiaro che una classifica fatta in base ai dribbling riusciti vada a privilegiare due giocatori come Banega ed Hamsik, più propensi all’uno contro uno e con maggiore libertà di manovra rispetto a Pjanic. Il bosniaco interpreta il ruolo di trequartista in una maniera esclusiva rispetto agli altri due, e il sistema di gioco della Juventus, in cui “Giotto” ricopre il ruolo di assist man (9 in totale questa stagione), limita i protagonismi ai due attaccanti. E i numeri lo dimostrano: solo 12 dribbling provati e 8 riusciti.

EPPURE…

Pjanic è quasi sempre decisivo. Ha contribuito da solo a 16 reti in 22 partite stagionali (6 gol e 9 assist), creato 36 occasioni da rete e si è reso protagonista di 31 key passes solo in campionato, una media di 2,2 a partita. E soprattutto, diversamente dagli altri due, il bosniaco si ritrova in testa al campionato, agli ottavi di Champions League e ai quarti di Coppa Italia.

Non un brutto inizio di stagione, certo, ma da lui è lecito aspettarsi qualcosa di più.

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Vedremo se questa sarà la stagione giusta per la consacrazione definitiva di Miralem Pjanic. Se riuscirà a trovare la retta via e fare (finalmente) il salto da buon giocatore a fuoriclasse, senza più perdersi nella perpetua ricerca della sua reale dimensione, tra partite da fenomeno e sostituzioni al 50esimo.

Dati e statistiche da: www.wyscout.com e www.whoscored.com