Roma, senti Monchi: “Stiamo costruendo per vincere. Dzeko? Se fosse partito…”

La Roma targata Monchi e Di Francesco è chiamata a lottare con Inter e Lazio per la qualificazione alla prossima Champions League. Dopo la deludente eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino e l’estromissione dalla lotta scudetto, i giallorossi si apprestano a disputare un delicato ottavo di finale della massima competizione europea per club contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

Proprio il dirigente spagnolo dei romani è stato protagonista di una lunga intervista rilasciata a Sky Sport durante la trasmissione “L’Originale” di Alessandro Bonan.

MONCHI: “PALLOTTA VUOLE UNA ROMA VINCENTE. AVREI VENDUTO TOTTI A 200 MILIONI? NON LO SO…”

I primi mesi a Roma dopo i tanti anni a Siviglia, le scelte di mercato e gli obiettivi a breve e lungo termine della squadra giallorossa. L’attuale direttore sportivo dei capitolini ha rilasciato un’intervista fiume all’emittente satellitare. Ecco le risposte del dirigente spagnolo.

Quanto è innamorato della Roma?
“Sono innamorato di questa società da quando sono arrivato. Ho capito presto quanto bene vogliono i tifosi a questa società”.

Ha seguito le partite di Champions? In Real-Psg c’era qualcosa di Monchi.
“Sì, c’erano Sergio Ramos, Dani Alves e Emery. Alla fine è arrivato un risultato insperato, perché il Psg sembrava più in palla, poi il Real ha vinto nel finale”.

Marcelo poteva essere del Siviglia.
“Sì, lui ha fatto scalo all’aeroporto di Madrid e lì i dirigenti del Real lo hanno preso”.

Salah ha fatto gol. Quanto rammarico c’è in quell’operazione?
“Alla fine possiamo arrivare a 50 milioni, ma in quel momento dovevamo vendere un calciatore. Però poi il casino di Neymar e Mbappé hanno fatto saltare il mercato. Io penso che il prezzo non sia stato il migliore, ma era quello che potevamo fare. Quando sono arrivato lui aveva già fretta di andare al Liverpool. Oggi nel calcio conta dove vogliono andare i calciatori”.

Cosa pensava quando vedeva raccontare il mercato?
“Volevo sapere quali fossero le fonti”.

Ha in testa una traccia?
“I numeri sono importanti per la società. Abbiamo bisogno di gestire bene l’azienda. I tifosi però vogliono i trofei e le vittorie. Quello che avete detto del Siviglia sulla plusvalenze va bene, ma bisogna dire che sono stati vinti trofei. Io capisco i tifosi. A loro non interessano i numeri, loro vogliono vincere. Prima, però, dobbiamo trovare la strada giusta per vincere e creare una società per poterlo fare continuamente. Io chiedo un po’ di fiducia. Il Monchi che è arrivato è meno Monchi di quello che ora è qui. Ora conosco la società e la città”.

Quanto ci metterà Monchi ad essere acclamato da tutto l’Olimpico?
“Il mio obiettivo, e l’ho detto da quando sono arrivato, è di fare quello che vogliono i tifosi, ossia vincere. Ma il movimento si vede solo quando ti muovi. Noi dobbiamo cercare la strada per arrivare dove loro vogliono che si arrivi”.

Che cosa rappresenta per voi la Champions?
“Tanto, penso sia la miglior competizione del mondo. Possiamo fare cose importante per noi e i tifosi. E anche per me, che non sono mai arrivato ai quarti di finale”.

Sarri dice che l’Europa League è insensata perché si spendono troppo energie. Lei con il Siviglia l’avete vinta 3 volte. Che consigli date agli italiani?
“E’ stata fondamentale per la nostra crescita. L’anno scorso ho visto i giocatore del Manchester United esultare come se avessero vinto un trofeo importantissimo. Non penso che il Napoli la snobbi, anche perché ti porta a poter disputare la Supercoppa europea. Non mi sembra una cosa da poco”.

C’è stato un duello per Ounas?
“Sì, ma alla fine è andato al Napoli perché lo hanno pagato prima. Per questo l’hanno preso, io credo che si tratti di un ottimo calciatore”.

Ci spiega quei giorni di mercato della Roma legati alla cessione di Dzeko? E’ vero che Abramovich ha bloccato tutto dopo la Sampdoria?
“Noi abbiamo iniziato a parlare con loro di Emerson, poi è emersa l’interesse per Edin. Una volta che ci è arrivata l’offerta, noi l’abbiamo ascoltata e abbiamo fatto la nostra richiesta. Loro poi non hanno trovato l’accordo con Dzeko. Ma io dico, eravamo convinti di vendere Emerson e lo abbiamo fatto. La loro offerta in quel momento non ci piaceva al 100% e alla fine non lo abbiamo venduto. Non è un bel momento quando devi vendere, ma i tifosi devono capire che c’è sempre un’alternativa e pure valida. Non è che ci si mette Monchi in attacco”.

C’è chi dice che Defrel e Schick sono costati troppo. Il ceco sarebbe stato l’erede?
“A prescindere di Schick, noi avremmo preso un sostituto di Dzeko. La fiducia che abbiamo in Patrik e Gregoire è tanta, ma se Dzeko fosse andato al Chelsea avremmo preso un attaccante. C’era Giroud, ma c’erano anche altre alternative. Si parla di cifre che per ora non sono quelle reali. Noi per ora abbiamo pagato 6 milioni per Schick e 5 per Defrel. Quest’anno noi spenderemo questo per loro due. Dimentichiamoci dei 40-42 milioni. Io sono sicuro che lui diventerà un giocatore fortissimo. Lui è un attaccante ma può ricoprire anche il ruolo di esterno. Un buon giocatore sa stare ovunque”.

Lei ha un budget?
“Certo che sì, il direttore sportivo ha in mano il 70-75% delle entrate di una società. Io dico che sia importante guardare con un occhio i video degli scout e con l’altro il foglio Excel per tenere sempre sotto controllo i numeri. Bisogna fare entrambe le cose, sennò tutti sarebbero capaci di fare questo lavoro”.

Avrebbe venduto Totti per 200 milioni?
“Eh non lo so, forse è poco. Lui è stato un calciatore che in questo momento potrebbe essere paragonato ad un top player come Messi, Neymar, Ronaldo o Kane. Lui ha tutto, va anche oltre il calcio”.

Florenzi resterà a vita? 
“Magari. Lui è romanista di cuore, sono convinto che rimarrà tanti anni”.

Quanto è importante la nutrizione nel calcio? 
“Importantissima. Noi abbiamo un professionista di livello che lavoro a stretto contatto con i dottori”.

Come si è formato l’asse Siviglia-Italia?
“Lo scorso anno abbiamo preso Vazquez e Correa, mentre quest’anno hanno preso Muriel e Montella. Stanno facendo bene, anche Montella sta andando bene. E’ arrivato in finale di Coppa del Re e sta lottando per la Champions. Mi sembra una bella connessione”.

A che ora arriva nella palestra di Trigoria?
“Presto, alle 7.30”.

Quanto dorme?
“Poco (ride, ndr). Perché la mattina ho bisogno di fare esercizio fisico, e quella è l’unica ora in cui nessuno mi chiama”.

Com’era Monchi in porta?
“Erano altri tempi. In Spagna c’erano portieri non troppo alti, ma agili e bravi nell’uno contro uno”.

Che rapporto ha con Pallotta?
“Non penso mi avrebbe preso in porta (ride, ndr). Il rapporto con lui è molto buono. Sento che dovrebbe essere più presente, ma io ci parlo tutti i giorni e lui è molto preoccupato per la Roma. Vuole una Roma vincente e penso che alla fine ce la farà”.

Ha cantato al carnevale di Cadiz?
“E’ vero. Io sono di quelle parti e il carnevale è la festa più importante. Nel 2010 ho cantato e arrivai nono. I partecipanti erano 8 (ride, ndr)”.

Mi può fare qualche ripetizione alla lat machine?
“Se vuole domani le posso fare trenta addominali (ride, ndr)”.