Mourinho: “Voglio regalare trofei alla Roma. A San Siro ho fatto la storia, la capitale è diversa…”

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In attesa che la Serie A riparta dopo la sosta delle nazionali, José Mourinho ha rilasciato un’intervista ad Esquire. Il tecnico giallorosso mai banale in ciò che dice e pensa, si è soffermato sulle differenze tra la sua esperienza a Milano e quella, da poco iniziata, a Roma.

Oltre a questo, il portoghese ci ha tenuto ad alimentare i sogni dei tifosi giallorossi tornando a parlare nuovamente della “missione” di riportare a Roma un trofeo. Secondo Mourinho infatti, un titolo aiuterebbe ad alimentare la passione dei tifosi. Soprattutto in una città come Roma, dove si ha già un amore viscerale nei confronti della squadra che si tifa.

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Mourinho a 360 gradi

Ecco ciò che l’allenatore giallorosso ha detto ai microfoni di Esquire, durante una collaborazione con Hublot:

Milano o Roma:
“Prima di vivere a Roma ero venuto a giocarci o l’avevo visitata come turista con la mia famiglia. Oggi passo ogni giorno attraverso i suoi luoghi storici ed è veramente speciale. Per me San Pietro sarà sempre San Pietro e il Colosseo sarà sempre il Colosseo e potrei dirne tanti altri. Milano è stata un’esperienza diversa perché il centro allenamenti è fuori dalla città e anche casa mia lo era”.

“I miei figli in quel momento avevano 10 e 14 anni e andavano a scuola a Lugano, dove andavo ogni volta che potevo. La mia vita è stata molto più fuori che dentro Milano. Se devo scegliere qualche luogo speciale senza dubbio direi San Siro, perché è stato lì che si è fatta la storia ed è lì che ho avuto il vero contatto con gli interisti e con la città. A Roma è diverso, io vivo al centro, anche questo mi aiuta a capire quanto sia speciale”.

Su cosa vorrebbe regalare ai tifosi della Roma:
“Alla Roma vorrei regalare dei titoli. Perché di titoli vive una società, perché i titoli alimentano la passione dei tifosi. Ho capito subito che l’amore che si prova per la Roma va oltre i trofei, è una passione eterna, sanguigna e anche familiare. Però la vittoria è quello che manca e stiamo costruendo un progetto per arrivarci. Se arriverà con me sarà perfetto, altrimenti sarebbe bellissimo aver contribuito alla costruzione di questo futuro, che è il sogno di tutti”.

L’esperienze fatte fino a qua:
“L’esperienza ti può solo migliorare. Io penso solo alla prossima partita. Tutti i match che hai giocato e i trofei che hai vinto, quelli sono in tasca e avrai tempo di guardarli quando hai smesso. Adesso voglio solo pensare alla prossima partita. Io mi sento molto più allenatore oggi che 10 o 20 anni fa”.