A Doha, in un clima tutt’altro che natalizio, il Milan conquista il primo trofeo stagionale, il primo nella carriera da allenatore per Montella, e (a meno di clamorose sorprese) l’ultimo di Silvio Berlusconi da presidente. Si chiude un ciclo, e se ne apre un altro? Forse. Quel che è certo che il Milan torna dal Qatar con la Supercoppa e nuove speranze per il prossimo futuro.
SETTIMA SUPERCOPPA ITALIANA PER IL MILAN, EGUAGLIATA LA JUVENTUS
Le polemiche prepartita sono ormai una costante degli incontri tra la Juventus e i rossoneri, ed anche in quest’occasione entrambe le parti non si sono lasciate sfuggire l’occasione. Voli cancellati e “arbitri da cambiare” a parte, la partita andata in scena al Bin Hamad Stadium è stata ricca di emozioni, con le due squadra che si sono affrontate a viso aperto e hanno dato spettacolo.
LA PARTITA.Prima parte di gara tutta a tinte bianconere. La rete del vantaggio di Chiellini (18’) arriva al culmine della pressione bianconera, che sin da inizio partita aggredisce alta e costringe il Milan all’errore. Il pareggio dei rossoneri è firmato da Bonaventura, che sfrutta al meglio l’assist di Suso, il quale deve dividere la palma di migliore in campo con Donnarumma. Nella ripresa l’inserimento di Dybala per uno spento Pjanic non porta i frutti sperati alla squadra di Allegri, che rischia di capitolare sulla traversa colpita da Romagnoli al 57’. Nei supplementari arrivano le occasioni più limpide, da una parte e dall’altra. Prima Bacca fallisce a porta vuota il tap-in della vittoria, e poco dopo Dybala spedisce alto da pochi metri un assist di Evra (subentrato ad Alex Sandro). Passata mezz’ora di supplementari a cercare di non sbagliare, le due squadre si trascinano stancamente ai rigori.
La lotteria la vince il Milan, a causa della traversa di Mandžukić e grazie alla splendida parata di Donnarumma sul rigore finale di Dybala. 
DONNARUMMA FONDAMENTALE, DYBALA SOTTOTONO. COS’ALTRO CI HA RACCONTATO QUESTO MILAN-JUVENTUS?
JUVENTUS. Nei primi 20′ il copione della Juventus sembra essere lo stesso della partita con la Roma: aggredire alti gli avversari, cercando di mettere pressione sin dai primi minuti e sfruttare gli (inevitabili) errori difensivi. Il punto di svolta del match arriva al minuto 32, quando Alex Sandro è costretto ad abbandonare il campo anzitempo per Evra. Fino a quel momento Suso non era ancora entrato nel vivo del gioco a causa delle ripetute sovrapposizioni del brasiliano che lo costringevano a ripiegare in difesa. Con l’entrata del 35enne francese, il numero 8 del Milan gode di molta più libertà di movimento, come dimostra sul gol del pareggio al 38esimo.
Paulo Dybala è l’emblema della serataccia della Juventus. Esaurito l’effetto sorpresa dei primi dieci minuti dal il suo ingresso in campo, l’argentino si è appiattito sulla linea dei centrocampisti, risultando impacciato e inconcludente. Il rigore decisivo sbagliato mette il sigillo sulla partita no della “Joya”, osannato comunque dai tifosi qatarioti.
MILAN. Mentre per Allegri e i suoi, questa finale rappresenta un notevole passo indietro, ai rossoneri porta solo conferme. Donnarumma ormai neanche stupisce più: miracolo su Khedira e su Sturaro, rigore decisivo parato a Dybala. Non male vincere così il primo titolo da professionista, a 17 anni. Se il 21 bianconero è l’emblema della sconfitta juventina, “Gigio” è sicuramente il fiore all’occhiello del nuovo Milan. Il futuro dei rossoneri passa da questa partita, e passa per i piedi di Romagnoli, Locatelli, Suso e Pasalic. Tutti sotto i 24 anni, tutti inseriti gradualmente, tutte scommesse, tutte vinte da Montella.
L’uomo in più per i “diavoli” è stato indubbiamente Suso. A tratti imprendibile per la retroguardia avversaria, lo spagnolo ha fatto il bello e il cattivo tempo dell’attacco rossonero. Quasi tutte le azioni offensive passano per i suoi piedi, e lui puntualmente le trasforma in potenziali occasioni: suoi i cross che hanno portato al pareggio di Bonaventura e alla traversa di Romagnoli.
Montella centra il primo obiettivo stagionale e raccoglie i primi frutti del suo progetto, con un Milan (finalmente) giovane, italiano e soprattutto competitivo. La Juventus invece torna a Torino senza riuscire a ripetere la vittoria dell’anno scorso a Shangai, ma soprattutto con tante certezze minate. I 4 punti di vantaggio sulla Roma e i 7 dal Napoli (con una partita in meno) permettono ai bianconeri di passare il Natale da campioni d’inverno. Magra consolazione, che difficilmente cancellerà la delusione per la mancata vittoria dell’ ottava Supercoppa.

