Si è appena conclusa una delle sessioni di calciomercato invernale più scoppiettante degli ultimi tempi. Qualcuno ha puntellato, qualcuno ha iniziato una rivoluzione, altri ancora hanno deciso di rimanere fedeli a chi fino a qui ha fatto bene. Non è mancato chi ha deciso di vendere i pezzi pregiati e di non provare minimamente a rimpiazzarli: chiedere a Galliani ed al Monza o al Napoli di De Laurentiis. Queste le pagelle per tutte le squadre di Serie A in relazione al mercato di gennaio 2025.
Serie A, le pagelle del calciomercato: show Milan. Bene la Dea, delusione Napoli
ATALANTA 7: Come sempre quando si parla di giovani talentuosi ed italiani, la Dea sta un passo avanti rispetto agli altri. Via Zaniolo, fuori contesto e forse con troppe poche chance concesse da Gasperini, dentro Daniel Maldini. Il figlio d’arte ha dimostrato di avere colpi e giocate da vero talento cristallino. Percassi ha deciso di investire sull’ennesimo profilo che la nostra scuola italiana offre. Ai posteri l’ardua sentenza. Unica pecca forse quella di non aver chiuso per un difensore visti i continui acciacchi di Scalvini. Gasperini dovrebbe essere contento. E se non lo è, sbaglia.
BOLOGNA 6.5: Mercato in pieno stile Sartori. La possibilità di prelevare Calabria a titolo gratuito dal Milan era troppo ghiotta per immettere esperienza in squadra, sacrificando Posch. Italiano aveva chiesto di non cedere nessuno a gennaio ed è stato accontentato: Ndoye, nonostante la forzatura del Napoli, rimane e sarà importante. Occhio a Pedrola. Il ragazzo ha talento ed il tecnico degli emiliani potrebbe buttarlo molto presto nella mischia.
CAGLIARI 6.5: Il problema prima di gennaio era il portiere. Scuffet si era dimostrato non all’altezza e il profilo giusto non era facile da pescare. Caprile nel primo mese ha fatto molto di più rispetto all’ex Udinese. Davanti per molti è mancato il colpo, visto che Sanabria alla fine il Torino non lo ha ceduto. Occhio però a due fattori: l’esplosione di Felici e la scommessa Coman. Vero il curriculum dell’attaccante appena arrivato in Sardegna non sarà eccellente, ma sulle qualità la discussione nemmeno si deve porre.
COMO 7.5: Società solida e che non sperpera i soldi. In estate si erano alternati colpi di esperienza a colpi di prospettiva, vedi Fadera e Paz. A gennaio idem: Ikone e Vojvoda conoscono il campionato e possono diventare risorsa, mentre Fabregas non vedrà l’ora di giocare con il talento di Diao e Caqueret, pronti ad esplodere. Curiosità per Alli: se ritornasse quello di un tempo che bello sarebbe. A Como c’è prospettiva e c’è progetto.
EMPOLI 7: Il mercato lo fa chi acquista, ma anche chi decide di trattenere e di non svendere. Gli ennesimi talenti Corsi ha deciso come spesso accade di non svenderli. C’è una salvezza da raggiungere in tranquillità e quindi i vari Fazzini, Anjorin, Goglichidze, Ismajli ed Esposito non si muovono almeno fino a giugno. In più Kouame in Serie A significa affidabilità per far rifiatare Colombo e Silvestri fra i pali potrà essere da guida, e non solo, per Vasquez. Poi con la salvezza acquisita e sotto gli ombrelloni, si potrà brindare alla prossima, sicura, plusvalenza degli azzurri. Ora no.
FIORENTINA 7.5: Altra sessione, altre spese. Tutto si può dire a Rocco Commisso, ma non che non spenda soldi per la sua squadra. Palladino ora ha l’imbarazzo della scelta dal centrocampo in poi ed in difesa ha riaccolto uno dei suoi fedelissimi di Monza. Pablo Mari arriva a Firenze per fare il titolare, mentre Zaniolo con Kean rischia di diventare una tarantola impazzita capace di far innamorare o di perdersi quasi definitivamente. Suona come una delle ultime chances per un giocatore con troppi colpi per non esplodere. A centrocampo Fagioli e Ndour sono due acquisti di incredibile visione, utili per presente e futuro.
GENOA 6-: Il colpo davanti tanto atteso non è arrivato. Sicuro l’investimento fatto su Cornet vale la pena di puntarci, anche in ottica fantacalcio. Forse però qualcosa in più oltre a Pinamonti serviva lì davanti. In difesa Vogliacco ha salutato, ma non è stato sostituito. Sarebbe stata insufficienza netta, ma vale lo stesso discorso fatto per l’Empoli: De Winter e Frendrup sono rimasti, nonostante il pressing delle big.
INTER 6.5: Oculato, spending review e senza spese folli. Esce Buchanan, entra Zalewski giocatore che può dare una grande mano, per rotazioni, a Simone Inzaghi. Il derby lo ha dimostrato. Bello il colpo in prospettiva di Sucic, che dimostra quanto Marotta sia avanti per colpi a zero. Con il talento croato, la cessione di Frattesi potrà essere meno pesante. Mercato da prima della classe.
JUVENTUS 5: Non bene. La sessione estiva, vuoi per infortuni vuoi per colpi che fin qui non hanno reso, non aveva rispettato le attese. Gennaio doveva essere la sessione per rimpinguare gli errori, attraverso colpi di esperienza e di qualità. Kolo Muani in prestito viaggia in questa direzione, ma non può bastare. Servivano rinforzi in difesa di assoluto bagaglio europeo, specie se perdi uno come Danilo (problemi di spogliatoio a parte) e se Kalulu incappa in qualche infortunio. Sono arrivati Kelly e Veiga in prestito. Troppo poco. Poi capitolo cessioni: mettere alla porta uno come Fagioli nell’ultimo giorno di mercato senza peraltro avere o trovare un sostituto e darlo ad una squadra che rischia di diventare una diretta concorrente per la Champions non sembra una grandissima strategia.
LAZIO 6: Solito mercato invernale “lotitiano“. Poche spese, pochi sacrifici e tutto in mano al tecnico che sta facendo benissimo nella sponda celeste di Roma. Il minimo indispensabile era trovare due alternative a Romagnoli e Rovella: sono arrivati Provstgaard, difensore olandese dalle belle speranze e Belahyane che a Verona ha dimostrato di meritare un palcoscenico come l’Olimpico. Sì, e Casadei? Nei mercati “lotitiani” non sono previsti regali e sforzi. Sarà per la prossima volta.
LECCE 7: Il passo fra il 5 ed il 7 era legato a come si sarebbe comportato Corvino nella vicenda delle ultime ore di mercato che riguardava Kristovic ed il Milan. Il ds ha risposto picche ad Ibrahimovic in quanto lo “sforzo” di vendere un top della squadra era stato già fatto. Ecco lo “sforzo“: 40 milioni di euro per Dorgu arrivati freschi freschi dal Man United sanno di altra clamorosa plusvalenza di un direttore sportivo sempre troppo sottovalutato. Ah, con quei soldi Sticchi Damiani finanzierà, circa, le prossime 4 campagne acquisti estive. Occhio a Veiga e Tiago Gabriel.
MILAN 8: In estate, rendimento alla mano, il mercato era stato da 4. Se ci si aspettava un sussulto da Cardinale, ora è arrivato. Walker, lo ha dimostrato nel derby, è un colpo di non grandissima prospettiva ma di profonda esperienza, valore che serviva sulla fascia destra. A centrocampo Bennacer aveva finito la benzina, Bondo è un colpo troppo sottovalutato e che con Fofana rischia di diventare la diga in mezzo al campo per sprigionare tutta la grandissima fantasia dalla trequarti in poi. Quanta classe davanti: Joao Felix era una possibilità conveniente troppo ghiotta da non prenderla in considerazione, Sottil meglio di Okafor come rimpiazzo. Davanti Giménez ha dimostrato di avere i gol che servivano alla squadra e che Morata non offriva. Unica nota meno lieta: un centrale di difesa. Serviva. Lavori per l’estate rivoluzionaria che sono già partiti.
MONZA 3: Il tempo passa ed anche Galliani, forse, ha mollato. Il clima in Brianza è torrido, rassegnato ad una salvezza che non arriverà con la Serie B sempre più vicina. Se qualcuno sognava di poter mantenere la categoria, le cessioni di Pablo Mari, Maldini e di Bondo hanno dimostrato come si stia pensando già al futuro prossimo. Appare difficile chi possa risollevare la squadra da questa crisi infinita di risultati. Il vecchio Condor aveva provato con Camarda, ma Ibra ha risposto picche. I giovani Zeroli e Urbanski e il sempre meno affidabile Castrovillari non basteranno. Un mercato da Serie B non all’altezza delle qualità di Galliani.
NAPOLI 3: Conte non sarà contento. Se il tecnico non aveva fatto drammi al passaggio di Kvaratskhelia al PSG, sicuramente attendeva un valido sostituto che non è arrivato. Okafor rappresenta un ripiego delle ultime ore che, immaginiamo, non entusiasmi in maniera particolare l’ex Juventus ed Inter. Troppo poco per una squadra che, certo ha solo una competizione, punta alla vittoria dello scudetto. Coperta corta sugli esterni e che rischia di diventare troppo dipendente da Neres e Lukaku.
PARMA 5: Man è involuto e non aver preso dei rinforzi adeguati su quella parte di campo, in grado di farlo rifiatarlo e rimpiazzarlo rischiano di essere una luna grande in ottica salvezza. Djuric conosce la categoria e sa come ci si salva, ma va servito. In più l’arrivo dell’esperto attaccante rischia di penalizzare nelle gerarchie un attaccante come Bonny. Era necessaria una punta? O andava infoltito il centrocampo e la difesa che si è dimostrato fragile anche con l’innesto di Vogliacco. Per rimanere in A servirà un’impresa.
ROMA 6: Poco margine di spesa. Se pensiamo a come fosse partito il gennaio giallorosso con l’incertezza della permanenza dei vari Dybala, Paredes, Pellegrini e Soulè, possiamo dire che si è salvato il salvabile. Rivoluzione rimandata all’estate. L’arrivo di Gollini come vice Svilar al posto di Ryan e gli innesti freschi di Rensch e Nelsson daranno a Ranieri la possibilità di avere più scelte in difesa. Il problema di non avere un vero e proprio vice Dovbyk rischia di costringere l’ucraino agli straordinari. Resistere per poi rifondare: questo sarà il mantra di Claudio Ranieri.
TORINO 6.5: Vagnati ha siglato dei colpi veramente interessanti in mezzo al campo. Elmas dovrà rientrare in condizioni, ma in granata può essere un valore aggiunto. La battaglia vinta nei confronti della Lazio per accaparrarsi Casadei deve suonare come un orgoglio di aver riportato in Italia un patrimonio del nostro calcio. In più l’arrivo di Biraghi significa usato sicuro sulle corsie laterali. Aver resistito all’affondo del Milan per Ricci non era banale.
UDINESE 6: Minimo indispensabile in entrata, importantissimo trattenere Lucca. L’arrivo di Solet ad inizio sessione rappresenterà un valore importante in relazione all’esperienza di cui questa squadra ha bisogno assoluto. L’Atalanta ci ha provato fino alla fine per l’attaccante, ma la dirigenza ha sempre chiuso la porta anche quando la famiglia Percassi aveva chiarito di essere pronta ad investire tanti soldi su di lui. Si naviga verso l’ennesima permanenza in A di una squadra.
VENEZIA 4: Di Francesco sembra avere un magnete nei confronti delle società che puntano alla salvezza, ma che a gennaio decidono di sfaldare gran parte della squadra. Un club che punta alla permanenza in Serie A non può privarsi del suo bomber a campionato in corso. Per sostituirlo con chi? Fila dallo Slavia Praga e Maric che non ha visto campo a Monza rappresentano troppo poco rispetto al vichingo finlandese volato a Palermo. Servirà un’impresa.
VERONA 4.5: La proprietà è cambiata, ma degli investimenti neanche l’ombra. La squadra di Zanetti aveva bisogno di innesti in difesa ed in attacco ed invece ha sciolto il centrocampo. Nelle ultime ore, infatti, Belahyane (nettamente il migliore delle prima parte di stagione) ha firmato con la Lazio lasciando un vuoto non colmato a centrocampo. Oyegoke dagli Hearts e Niasse dallo Young Boys affari low cost che sembrano veramente poco per una squadra in profonda difficoltà. A meno che non si rilevino i nuovi Suslov e Noslin delle stagioni passate.

