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Palermo, cronaca di una resurrezione: i rosanero ritrovano la Serie B dopo 3 anni dall’ultima volta

Esattamente 1130 giorni dopo l’ultima volta, il Palermo e la sua città ritrovano un universo che sembravano non riuscire a raggiungere più. Con la doppia vittoria nella finalissima dei playoff di Serie C contro il Padova, sempre per 1-0, i rosanero tornano ufficialmente a veder le stelle. Tutto questo dopo un cammino tra i gironi infernali delle categorie inferiori del calcio italiano lungo quasi quattro anni. Una vera e propria resurrezione che noi, redazione di Ok Calciomercato, ripercorreremo passo dopo passo, canto dopo canto.

Il fallimento e la Serie D: un incubo divenuto realtà

Per risorgere da un fallimento, si sa, si deve sempre passare dalle fiamme dell’inferno, soprattutto quando un sogno chiamato Serie A ti viene strappato da sotto il naso con una penalizzazione di 20 punti. Al termine del campionato di Serie B 2018-2019, infatti, i siciliani vengono esclusi dai playoff per via di illeciti amministrativi commessi dal 2014 al 2017. Il 12 luglio 2019 vengono estromessi dalla FIGC dalla categoria di appartenenza per inadempienze finanziarie. La società è poi definitivamente dichiarata fallita tre mesi dopo, il 18 ottobre. Il 24 luglio, il sindaco Leoluca Orlando assegna il titolo sportivo della squadra rosanero alla Hera Hora S.r.l. degli imprenditori palermitani Dario Mirri e Antonino Di Piazza e viene iscritta nel campionato di Serie D.

L’arrivo della pandemia e la promozione in Serie C

La Serie D è nettamente alla portata della squadra, che una volta iscritta al Girone I, se lo porta a casa nonostante l’interruzione dei campionati dilettantistici per via dello scoppio della pandemia da coronavirus. 20 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, bilancio che non solo vale 63 punti in classifica, ma anche la matematica promozione in Serie C. “Forza Palermo, portaci via da questa m***a di categoria” era il coro che risuonava ogni domenica tramite la voce dei numerosissimi tifosi sempre al fianco dei propri beniamini, sia in casa che in trasferta. Diciamo che sono stati presi proprio alla lettera.

Fuochi, fiamme e lotta al veleno: la Serie B si ottiene così

La forza di una squadra non si valuta soltanto dalla completezza di un organico, ma anche dal carattere dello stesso, completo o meno che sia, specialmente in C. Il primo anno di Lega Pro è un’alternanza di gioie e dolori, anche se saranno molti di più i secondi. 53 punti che valgono un settimo posto che, però, significa playoff. Le aquile affrontano prima Teramo e Juve Stabia, superate entrambe con un perentorio 2-0, poi l’Avellino nel doppio confronto degli ottavi di finale della fase nazionale. L’1-0 del Barbera, però, illude la città perché al ritorno, al Partenio, è la squadra biancoverde a primeggiare e a passare il turno. Delusione e consapevolezza del fatto che, forse, la Serie B è ancora un obiettivo troppo lontano per essere raggiunto. La dirigenza, allora, si rimbocca le maniche e nella sessione estiva di calciomercato porta a casa un bomber vero, un ragazzo del ’94 scuola Juve che prende il nome di Matteo Brunori. Il resto è storia (29 gol in campionato; miglior marcatore italiano anche prima di Immobile che, tra Serie A e Coppa Italia, ha messo a referto 28 reti).

Altro giro, altra giostra: stavolta la Serie B è realtà

Con l’avvento della stagione 2021-2022, l’aspettativa è una sola: la promozione. Il campionato è ben giocato dalla squadra prima guidata da Giacomo Filippi, esonerato dopo il ko a Latina del 22 dicembre, e poi da Silvio Baldini. Purtroppo per i rosanero, il Bari è inarrestabile e il primo posto è il suo. Niente paura, ci sono sempre gli spareggi, ma quanta fatica e sofferenza possono costare a una squadra che gioca a ritmi forsennati da quasi 9 mesi. Conclusa la regular season al terzo posto dopo i pugliesi sopra citati e il Catanzaro, i siciliani sono pronti alla guerra dei playoff. Prima liquidano la Triestina grazie a un 1-2 maturato al Nereo Rocco e a un 1-1 last minute tra le mura amiche. Poi l’Entella, sempre grazie a un 2-1 fuori casa e a un pareggio rocambolesco nel capoluogo siculo. In semifinale c’è la Feralpisalò, una realtà che da anni lotta per una promozione in B che mai è riuscita ad arrivare. Questa volta, il Palermo non si fa impietosire e vince sia all’andata che al ritorno, accumulando un risultato pari a 4-0. L’ultimo scoglio si chiama Padova, il Padova di Massimo Oddo. L’ultima promozione ottenuta dal tecnico è datata 2016, quando allenava il Pescara in Serie B, ottenendola proprio in Sicilia, a più di 106 km e mezzo dal capoluogo, a Trapani. Nessun problema, però, per i ragazzi di Baldini. 1-0 all’Euganeo e 1-0 al Barbera: la Serie B è realtà. 1130 giorni dopo quel Palermo-Cittadella ultima di campionato, che nessuno si sarebbe mai immaginato potesse essere “ultima” per così tanto tempo.

The thrill is gone

Era il 1951 quando Roy Hawkins e Rick Darnell composero e diedero vita a un singolo che avrebbe fatto la storia del blues. “The thrill is gone” non è solo un capolavoro della sfera musicale americana, ma può anche essere l’inno di rappresentanza del momento che tutta Palermo sta vivendo. Quel titolo significa letteralmente “Il brivido se n’è andato”, e quante chiavi di interpretazione gli si possono dare. Da brivido inteso come sofferenza per il doppio confronto finale contro un Padova che nella regular season ha totalizzato 85 punti, a brivido inteso come due anni e mezzo tra le realtà più dure e più basse del calcio italiano. “But now that is all over, all I can do is wish you well”. “Ma ora che è tutto finito, tutto ciò che posso fare è augurarti il meglio”. Bentornato tra i grandi, Palermo.

Leonardo Talusi

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