Roma, si sa, è un ambiente difficile dove lavorare e cercare di vincere nel calcio. E alla Roma forse ancor di più, con un ambiente che scalpita da tanto tempo per vedere i giallorossi alzare al cielo un trofeo dopo anni di ottimi campionati che però si sono conclusi con un nulla di fatto. Garcia e Spalletti sono usciti logorati dalle pressioni di un ambiente forse troppo ingerente e invadente: ora sulla graticola c’è Eusebio Di Francesco.
ROMA, DI FRANCESCO SUGLI SCUDI: PAZIENZA E LAVORO
Dopo lo 0-0 casalingo contro l’Atletico Madrid in Champions League, tifosi e giornalisti hanno criticato Di Francesco sull’onda lunga della sconfitta patita contro l’Inter in campionato. Anche dallo spogliatoio sono emersi mugugni, uno su tutti quello di Dzeko, che ha detto di rimpiangere Spalletti. Di Francesco però non ci sta a subire attacchi che, anche al sottoscritto, sembrano del tutto ingiustificati dopo sole tre partite ufficiali giocate. É vero, il successo con l’Atalanta è stato fin troppo sofferto (anche se vincere a Bergamo è cosa da pochi, vero Everton?), gli ultimi venti minuti contro l’Inter sono stati disastrosi e la ripresa contro l’Atletico è stata apnea pura. Ma la Roma ha cambiato tanti giocatori, vendendo Salah, Paredes e Rudiger e prendendo Schick, Karsdorp e Defrel. Nonostante ciò, la manovra offensiva della Roma pare essere già fluida ed intrigante: per i meccanismi difensivi c’è tempo e soprattutto ci sono gli uomini per fare una difesa affidabile. Proprio per questo lo sfogo di Di Francesco contro Dzeko nella conferenza stampa di oggi ci pare più che giustificato e, soprattutto, opportuno: “A volte a caldo si dicono cose che non si dovrebbero dire, non mi sono piaciute ma sono state chiarite. Credo che Edin si debba mettere a disposizione della squadra, del collettivo. Quando un attaccante non segna o ha poche occasioni fa fatica, è normale. In una gara ha fatto gol, in un’altra abbiamo sofferto (Bergamo). Contro l’Atletico per 45 minuti abbiamo giocato alla pari, lui doveva mettersi un pochino più a disposizione della squadra. Avrà le sue occasioni in futuro. Quello di martedì è stato uno sfogo, si è poi reso conto perché è una persona intelligente. Gli chiedo solo di mettersi a disposizione. Io vedo, leggo, cerco di capire, ho la capacità di cambiare quando devo e quando è opportuno. Ho le palle per farlo, quando serve, quando lo ritengo io”. Queste, le parole dell’allenatore giallorosso nella conferenza stampa del week end in attesa di Roma-Hellas Verona in programma domani sera alle 20.45 allo stadio Olimpico.

