Roma, Dzeko: “Vogliamo giocare, il posto più sicuro per noi calciatori è in campo”

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Sul profilo ufficiale Instagram della Roma, è stato ospite Edin Dzeko. Attraverso una live infatti, l’attaccante bosniaco ha risposto alle tante domande arrivate dai fan e non solo, ripercorrendo alcune tappe della sua carriera e svelando anche tante curiosità. Ecco le sue parole.

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“Il posto più sicuro per noi calciatori è in campo”

Sei in forma?
“Si, mi alleno tutti i giorni, ovviamente a casa”.

Si parla molto della ripresa del calcio. Che ne pensi?
“Io qualche settimana fa ho detto che noi vogliamo giocare, con la sicurezza giusta, la salute viene prima di tutto. In questo momento però penso che sia assurdo che per noi giocatori ci sia permesso di allenarci ai parchi e non a Trigoria. La Roma ha fatto tutto in questa situazione e ha assicurato la sicurezza di Trigoria, lì saremmo più al sicuro che da ogni altra parte. Spero che potremo tornare presto ad allenarci a Trigoria. Poi ultimamente si sono dette molte cose che non mi piacciono, si dice sempre che noi calciatori guadagniamo tanto, ma il calcio non sono solo i soldi e non sono solo i calciatori. C’è tanta gente intorno al calcio, che lavora con questo sport e rischia di perdere il lavoro. Poi ci sono anche molte aziende che lavorano con la Roma, che lavorano all’Olimpico. Non si deve parlare solo degli stipendi dei calciatori, non è quello il punto. Altri giocatori di altre squadre, come Acerbi e Immobile, hanno detto questa cosa e io sono d’accordo con loro, il posto più sicuro per noi calciatori è in campo”.

La fascia da capitano?
“È un orgoglio. Dopo capitani importanti, romani come Totti, De Rossi e Florenzi, essere il primo capitano della Roma non romano è ancora più un orgoglio, significa che ho fatto bene negli ultimi anni e spero di continuare così e far felici i tifosi. Spero che i tifosi siano orgogliosi che io sia il loro capitano”.

Il difensore più forte mai affrontato?
“Ce ne sono molti in campionato, Chiellini, Koulibaly, Skriniar, anche Acerbi. Uno che rompe sempre però è Chiellini”.

Su di lui hai svettato nel primo gol in giallorosso.
“Forse ancora non mi conosceva bene. Lì ho fatto molto bene, ho protetto la palla, ho segnato anche se non mi aspettavo di farlo, la palla di Iago era un po’ bruttina. Era difficile dare così tanta forza alla palla. Indimenticabile quel gol”.

Ti manca il clima di Manchester?
“Direi di no, rispetto a Roma c’erano pochi giorni di sole. Ma rispetto a Roma anche altre città perdono, qui quando ti svegli la mattina e vedi il sole già stai bene”.

Insomma sei mancino o destro?
“Sono destro, però tanti mi chiedono, anche in squadra, se sono sicuro di essere destro. Ho fatto i gol più belli di sinistro, il preferito è quello a Londra col Chelsea sicuramente, il più difficile e il più bello. L’ho rivisto tante volte questo gol. Con i tifosi lì vicino quel gol poi ha un peso ancora più forte”.

Cosa avresti fatto se non fossi diventato un calciatore?
“Non ci ho mai pensato. Mi piacevano anche altri sport, a scuola giocavo sempre a basket”.

Consigli per diventare calciatore?
“Non è facile. Innanzitutto ci vuole talento, ma ci vogliono anche duro lavoro e una buona dose di fortuna. Io ad esempio ora tiro bene anche col mancino perché da giovane mi allenavo sempre a tirare di sinistro”.

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Dove hai preso la sciarpa della Roma che avevi nella foto da bambino?
“Eravamo in un torneo in Italia, a Ferrara, quasi vent’anni fa. Andavamo in giro, siamo andati a comprare maglie e sciarpe, ora non ricordo bene tutti i particolari, ma ovviamente ho comprato anche una sciarpa della Roma, non la ricordavo questa cosa. Questa cosa mi rende ancora più orgoglioso di essere a Roma”.

Il miglior ricordo con Kolarov?
“Il secondo gol al Chelsea. Lui ha tirato la punizione, io lo guardavo e lui mi chiedeva dove metterla, gli ho detto di metterla sul primo e ho segnato”.

Come ti senti a essere un simbolo della tua Nazione?
“Sicuramente non è stato facile il nostro percorso, siamo usciti dalla guerra. Sono felice che mi vedono come uno che ha dato qualcosa alla Bosnia, sono orgoglioso di rappresentarla in maniera importante”.

Come vi sentivate dopo Barcellona-Roma?
“Dopo malissimo. Durante la partita bene, secondo me abbiamo giocato bene, contro una delle migliori squadre al mondo. Siamo stati sfortunati, con l’autogol di Daniele, poi c’era almeno un rigore per me. Dopo il 3-0 pensavo fosse difficile, poi il mio gol ci ha dato speranza, ma il quarto gol mi ha devastato. 3-1 lascia tutto aperto, ma 4-1 era difficile, poi col Barcellona. Non avevo tante speranze per il ritorno, invece poi è andata benissimo. Quando vedo questa partita ancora mi stupisco per come abbiamo giocato, grande merito va al mister Di Francesco per come ha preparato quella partita. Poi tutti abbiamo giocato benissimo”.

Le tre partite più belle alla Roma?
“Roma-Barcellona sicuramente. Poi direi Chelsea-Roma 3-3 e infine a livello individuale forse col Villarreal, quando ho fatto tripletta, ma sicuramente ce ne sono altre”.

Mkhitaryan?
“Lui mi è sempre piaciuto, l’ho visto sia in Germania e in Inghilterra. Ora l’ho conosciuto anche come persona, è un bravissimo ragazzo, spero che possa rimanere anche nei prossimi anni, giocatori come lui ci servono per fare risultati importanti”.