Roma, Pellegrini: “Vorrei tornare in campo. Dzeko? Parlavo più con lui che con mia moglie…”

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Il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport toccando tantissimi argomenti. Coronavirus, la voglia di tornare in campo, i compagni di squadra ma non solo. Ecco le sue parole.

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“Parlavo più con Dzeko che con mia moglie…”

Sulla ripresa del calcio
“La prima cosa che mi viene in mente è che riprendendo il campionato o gli allenamenti sarebbe un modo per noi di essere vicini ai nostri tifosi, visto il momento difficile loro che devono stare a casa. È normale ed evidente che il calcio è la nostra passione, il nostro lavoro e ci piacerebbe iniziare in sicurezza il prima possibile”. 

Cosa pensi della presa di posizione dall’AIC?
“Penso che stia rappresentando alla perfezione la volontà di noi calciatori: cercare di iniziare pian piano, mettendo un mattoncino alla volta, in totale sicurezza, sperando che le cose migliorino più avanti per tutta l’Italia”

Ce la farà la Serie A a ripartire?
“Per ripartire tutti quanti insieme deve farlo anche il calcio, passando per piccoli step e uno di questi fondamentali è di riniziare piano piano le cose. Il primo è quello di chiedere che ci permettano di entrare nei nostri centri sportivi per svolgere gli allenamenti”. 

Che ruolo hai avuto nell’accordo che avete raggiunto con la società, anche per rinunciare a delle mensilità?
“Abbiamo raggiunto l’accordo per andare incontro alla società, nonostante in una squadra ci siano tante emozioni contrastanti tra chi è contento e sa di rimanere e chi pensa che magari possa andare via, però nessuno ha fatto alcun tipo di problema ed è stato talmente tanto semplice che nessuno di noi ha avuto un ruolo più importante o meno importante perché abbiamo deciso tutti quanti e tutti insieme. Questo è quello che fa una squadra vera secondo me e noi siamo una squadra vera”.

Fonseca ha annunciato un’investitura su Lorenzo Pellegrini capitano nel post Dzeko
“Alle parole bisogna dare un peso, quindi è importante vedere chi le dice determinate parole. Con il mister ho un bellissimo rapporto e ho una grande stima di Fonseca, sicuramente sentirsi dire queste cose da lui mi rende molto orgoglioso”.

È vero che sei stato un bel martello la scorsa estate quando Dzeko era vicino all’Inter per convincerlo a restare?
“Forse martello è poco. C’è stato un momento in cui parlavo più con Edin che con mia moglie a casa, che tra l’altro era incinta e stava quasi per partorire. Quindi è stato un po’ un momento così, ci siamo visti anche fuori dal campo e continuavo fino a che non mi ha detto in anteprima che avrebbe rinnovato e si era messo d’accordo con la società. Io sono stato felice come se avessi rinnovato io”.

Il senso di appartenenza ti lega tanto a Roma?
“Penso che questo sia normale, qui sono cresciuto, sono nato, ho tutta la famiglia della Roma. È evidente che sento una cosa diversa dagli altri. Non che sia più forte, ma diversa. Sono orgoglioso di far parte di questa società che anche in questo momento difficile ha dimostrato di avere un cuore grande, mai come quest’anno mi rispecchio in questa società”.

Quanto è stato importante tuo padre nella tua crescita?
“Papà si aspettava da me sempre di più, e anche io ho capito che dovevo aspettarmi sempre di più senza accontentarmi. Papà è stato un grande maestro per me, mi ci sento ogni giorno e dopo ogni partita. Mi dice ciò che pensa e mi fa piacere. Ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita”.

E Montella?
“Montella è stato l’allenatore che mi ha insegnato a fare il centrocampista. Abbiamo vinto ogni partita, mi sembra 28 su 28, poi quell’anno è andato in prima squadra. Ho sempre avuto un bel rapporto con lui, mi fa piacere sentirlo”.

Hai chiesto la 7 a Bruno Conti?
“Sono stato maleducato, non gliel’ho chiesta subito. Lui ha avuto un valore fondamentale per la mia crescita. Io glielo dico sempre che l’ho presa in prestito e lui è felice che la indossi io: per me è un orgoglio”.

Ti ricordi l’esordio?
“Mi ricordo tutto. Mi ricordo quando eravamo in hotel e mister Garcia, che sento spesso, mi diceva di tenermi pronto perché sarebbe stata una grande giornata. Lui passava in ogni stanza a parlare con i giocatori e non mi aveva mai detto quelle parole, quindi me l’aspettavo. Poi non vincevamo da parecchio e siamo tornati ai tre punti. È stata una giornata perfetta”.

Hai giocato al fianco di De Rossi
“De Rossi è sempre stato un punto di riferimento, sono stati due anni importanti. Quando lo vedi ti innamori dell’uomo oltre che de calciatore, è una persona eccezionale, mi fa piacere sentirlo. A volte giochiamo alla play, ma è scarso (ride, ndr). Mi fa piacere sentirlo sempre, è un uomo incredibile”.

In telecronaca spesso parlano dei tuoi assist come “l’imbucata alla Totti”. Cosa ne pensi?
“Mi rende orgoglioso e fa piacere. Francesco è una leggenda e non sarò mai come lui, nessuno lo sarà. Io mi metto a disposizione della Roma e spero di fare il massimo per questa società”.

Cosa hai pensato quando sei andato a Sassuolo?
“Sono andato a Sassuolo con la serenità di un ragazzo di 20 anni con la voglia di crescere e tornare  a casa più forte”.

Cosa pensi che devi migliorare?
“In campo devo migliorare nella fase difensiva e vorrei fare qualche gol in più”.

Tua figlia Camilla ad agosto compie un anno
“È incredibile come ti cambia la vita, non pensavo di poter provare questo amore per lei, è inspiegabile. Il tempo è volato, ogni giorno fa una cosa una nuova, gattona e dice qualche parolina: riesce quasi a dire papà, è un’emozione incredibile”.

Cosa avresti fatto se non fossi diventato calciatore?
“Non ti so rispondere, nella mia testa c’è sempre stato solo questo, ho dato tutto per poi vedere dove sarei arrivato. Magari avrei fatto il maestro d’asilo o qualcosa del genere”.

Cosa vuol dire per te giocare in Nazionale?
“È un’emozione grande, ho già l’opportunità di rappresentare la mia città e la mia famiglia, ma avere l’opportunità di rappresentare anche la nazione è incredibile, non l’avrei mai pensato. Come dice papà non bisogna mai accontentarsi”.

Hai detto di apprezzare Gerrard e Lampard, ma chi preferisci?
“Tra i due ho sempre preferito Gerrard, mi ha sempre fatto impazzire. Mi piaceva la sua eleganza, il suo modo di toccare il pallone, era elegante ma concreto, ma anche Lampard mi piaceva”.

Mancini ha detto che vuole vincere l’Europeo. Potete farcela?
“Assolutamente sì, stiamo facendo un percorso di crescita, Abbiamo, purtroppo dico io, un anno di crescita in più e possiamo fare bene. Il mister ha detto subito che voleva ringiovanire la rosa e si vede, questo ci aiuta ad essere più uniti, senza nulla togliere ai più grandi. Siamo un bellissimo gruppo dentro e fuori dal campo. Nelle qualificazioni abbiamo dimostrato di essere molto forti. L’anno prossimo ci arriveremo con qualche consapevolezza in più”.

Con chi ti trovi beni in Nazionale di calciatori extra-Roma?
“In Nazionale mi trovo bene con tutti. Quelli con cui sto di più extra-Roma sono Florenzi, che però stava alla Roma, poi Belotti e Immobile. Stiamo molto insieme e usciamo insieme. Sto bene con tutti, non mi viene in mente nessuno con cui penso di non stare bene, sia con la Roma che con la Nazionale: per me è un orgoglio”.