Roma, quanto ti è servita la sosta per le nazionali?

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Ci risiamo, un’altra sosta per le nazionali è terminata e con essa le giornate “vuote” e soprattutto gli infortuni che affliggono più o meno tutti i club. Tra poco si torna a fare sul serio e la Roma dovrà riprendere un cammino bruscamente interrotto.

Cara Roma, dove eravamo rimasti?

La Roma è arrivata alla sosta con due pesanti sconfitte: quella in casa del Borussia Monchengladbach e quella in casa del Parma. Sconfitte per certi versi inaspettate, forse immeritate (soprattutto la trasferta in terra teutonica).

Gli ultimi due esiti hanno interrotto un cammino intrapreso più che positivo: 6 risultati utili consecutivi, tra cui le importanti (e convincenti) vittorie con Milan e Napoli.

Sosta per le nazionali: alleata per una volta?

Spesso si sente dire la frase: “Benedetta sosta!”. Sì, spesso ma non a Roma. Perché la sosta nell’ambiente giallorosso non ha (quasi) mai portato buone cose. Basti pensare alla carrellata di infortuni che affligge ogni volta la squadra: infortuni muscolari, contusioni, tour de force di molti giocatori chiave (chiedere a Kolarov).

Eppure stavolta qualcosa potrebbe essere cambiato. Infatti, eccezion fatta per il piccolo fastidio riportato da Mancini, ancora nessun calciatore, ormai di ritorno a Trigoria, sembra essersi infortunato.

Una notizia che non può che rendere felice Fonseca, che nel frattempo può pian piano riabbracciare i lungodegenti Pellegrini e Mkhitaryan. Anche Spinazzola ha avuto qualche giorno per recuperare dal piccolo infortunio di Parma. Perotti, Under e Diawara invece stanno tornando al top della condizione.

Insomma, per una volta sembra che la pausa e la sorte siano state clementi con i giallorossi, che hanno più che mai bisogno di recuperare uomini chiave nello scacchiere tattico di mister Fonseca.

Roma, una pausa per ricaricare anima e corpo

Ciò che la Roma ha fatto vedere in queste prime 12 giornate è che c’è una comunità d’intenti. Tutti seguono l’allenatore, tutti vanno nella stessa direzione.

Le idee ci sono, così come l’impegno di tutti. Infatti si sono viste diverse cose interessanti: dal gioco offensivo in costante crescita fino ad una migliore solidità difensiva, passando per le intuizioni e gli accorgimenti tattici del mister.

Certo, c’è stato qualche passo falso, come la brutta sconfitta casalinga con l’Atalanta o il crollo a Parma, ma la Roma c’è.

Proprio il crollo di Parma ha sancito (almeno simbolicamente) la fine di un periodo estremamente dispendioso per i giallorossi, che alla fine hanno capitolato. Tante partite di seguito con un numero ridotto all’osso di giocatori.

Può sembrare un alibi ma se con Diawara, Pellegrini e Cristante infortunati, se Fonseca è stato costretto a spostare Mancini in mediana (con risultati brillanti), qualcosa vorrà pur dire.

La sconfitta in casa del Parma però non è stata frutto di un calo fisico, ma anche mentale. La squadra veniva da una beffa nel finale in casa del ‘Gladbach e, come detto, da un periodo snervante. Non poteva che risentirne anche la testa.

I giocatori sono sembrati scarichi, nervosi e a tratti anche sconclusionati nel fare la giocata. Ora però è tempo di rimettersi in pista, a partire da domenica contro il Brescia.

La pausa c’è stata ed è arrivata nel momento del bisogno, che venga sfruttata nel migliore dei modi.