Roma, senti Abraham: “Mourinho decisivo, ho preferito il sole alla pioggia”

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Roma e la Roma per diventare grande sotto l’egida di uno dei migliori allenatori degli ultimi decenni. La missione di Tammy Abraham, sbarcato nella Capitale ormai da qualche mese, è già iniziata: la tifoseria giallorossa lo ha già adottato e, dal canto suo, l’inglese sembra aver già dimenticato la vita trascorsa al Chelsea.

Abraham: “Mou decisivo, ho imparato di più in questi mesi che in tutta la mia carriera al Chelsea”

In un’intervista al Guardian, Abraham è tornato a parlare delle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta di Mou:

“Avevo diverse offerte. Poi quando mi ha chiamato Josè Mourinho la prima cosa che mi ha detto è stata: Vuoi goderti un po’ di sole o stare sotto la pioggia?’ Ho riso. All’inizio non gli ho dato molto peso. Volevo restare in Premier League, a casa mia. Ma alla fine ho deciso di spiegare le mie ali e prendere il volo. Ho scelto l’Italia. Mou aveva un obiettivo, stava a me capire se volevo far parte di questo processo o no. Lui mi ha aiutato molto a integrarmi. Mi ha detto che ci sarebbe stata molta pressione dall’esterno e che gli occhi dei tifosi sarebbero stati tutti su di me. Dovevo fare una buona impressione ed è quello che ho fatto”. E a chi gli ricorda la Premier, risponde di aver “imparato più cose in poche settimane con Mourinho che in tutta la vita in Premier League”.

Abraham alla Roma, una scelta vincente: Southgate lo richiama in Nazionale

Spiega il centravanti: “Ora capisco perché il ct Southgate ha detto che è stata una scelta coraggiosa. Allontanarsi da casa, cambiare paese è sempre una cosa coraggiosa da fare e consiglio ai giovani giocatori inglesi che mi vedono come esempio e quelli come Jadon Sancho che sono usciti e l’hanno fatto di non avere paura. Fin da piccolo ho sempre desiderato viaggiare, imparare lingue diverse e questo mi ha dato coraggio. Mi piace imparare l’italiano e spero, in un paio di mesi, di parlarlo in modo fluente. Ho visto il Colosseo, ma non ci sono stato dentro. Devo ancora conoscere la città”.