Roma, Tiago Pinto: “Il mio addio? Sono stanco, la missione è quasi compiuta. Sogno la Premier League”

tiago-pinto

Tiago Pinto, general manager della Roma, ha rilasciato un’intervista al tabloid The Athletic e si è soffermato sul suo operato nella società giallorossa e sulla decisione di lasciare il club (il 3 febbraio sarà ufficializzato l’addio).

Le sue parole

L’addio alla Roma?
“Non sono il tipo di persona che cerca di lavorare 15 anni nello stesso posto, mi piacciono le sfide. Penso che il ciclo sia vicino alla fine. Non sto parlando del ciclo Roma o del ciclo Friedkin, ma la missione che avevo era quasi compiuta. Personalmente mi sento stanco”.

Il tuo operato nella Roma?
Avevamo più di 70 giocatori sotto contratto, quasi nessuno era un calciatore chiave e molti di loro avevano ingaggi pesanti. Abbiamo ottenuto più di 160 milioni di euro dalle cessioni e forse solo Ibanez e Zaniolo erano elementi importanti della squadra”.

L’arrivo di Mourinho?
“Mandai un messaggio all’agente di Mourinho dopo l’esonero dal Tottenham. Tra il messaggio e l’annuncio sono passati 14 giorni. Se penso ai Friedkin e al modo in cui hanno messo sotto contratto Mourinho, questo li rappresenta molto bene. La loro strategia è fare le cose velocemente, senza spifferi e sorprendendo tutti”.

L’acquisto di Dybala?
“Siamo stati molto bravi nella gestione dei tempi, se avessimo combattuto con gli altri club interessati non saremmo riusciti a prendere Dybala. Non voglio menzionare gli altri due club interessati, ma la ‘società A’ non era in grado di concludere l’accordo in quel momento e la ‘società B’ stava cambiando allenatore. Quindi ci siamo detti: ‘Ora o mai più’”.

Lukaku?
“Conosco molto bene l’agente perché eravamo interessati ad un altro suo giocatore, ma gli facevo sempre delle battute: ‘Cosa succederà con Lukaku?’. Un giorno ero con Ryan Friedkin, stavamo osservando l’allenamento della squadra e l’agente di Lukaku mi ha chiamato. Appena ho risposto gli ho subito detto: ‘No, non voglio Lukaku, non ho i soldi per lui’. Se tre anni fa avessi chiesto ai tifosi della Roma se credevano fosse possibile avere nella stessa squadra Dybala, Abraham, Lukaku e Mourinho, forse mi avrebbero considerato un pazzo”.

Il futuro?
“Tre anni alla Roma! Non sono molti i direttori sportivi che hanno avuto l’opportunità di stare tre anni qui. La Premier League è il campionato in cui tutti vogliono stare, è il migliore al mondo. Mi piacerebbe fare quell’esperienza. Dopo la Roma sono pronto a tutto”.