Rummenigge: “CR7 fa la differenza. Molti club pensano ad Alaba. Dybala al Bayern? Vi spiego”

Un Karl-Heinz Rummenigge a tutto tondo quello che intervistato da Tuttosport. Il DS del Bayern Monaco, si è soffermato soprattutto sulla Juventus (sua ex rivale in campo ma molto amica ora da dirigente) e Inter (sua ex squadra). Nelle sue parole il tedesco detto la sua su Pirlo, su Ronaldo, ma anche su alcuni intrecci di mercato tra Juve e Bayern, come per esempio Douglas Costa, Alaba e…Dybala.

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“Pirlo avrà successo anche da allenatore”

ALABA – “Ogni squadra pensa giustamente a rinforzarsi. È normale, in questa situazione, che i top club europei pensino ad Alaba. Adesso tocca a lui prendere una decisione sul futuro: magari cambierà squadra. O magari ci ripensa e decide di restare al Bayern. Vedremo”.

TONALI – “È un ragazzo molto valido, altrimenti non sarebbe il Golden Boy italiano e non giocherebbe nel Milan. Lo conosciamo bene, ma io ho una teoria sui giovani: come per quelli tedeschi è meglio crescere per alcuni anni in Bundesliga, quelli italiani non vanno portati via dalla Serie A troppo presto”.

DYBALA AL BAYERN? – “Le ho sente anche io, queste voci. Ma posso garantirvi che non c’è nulla di vero. Non abbiamo mai nemmeno avuto un contatto serio con il suo agente”.

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DOUGLAS COSTA – “Se lo riscatteremo dalla Juventus? Non abbiamo ancora deciso, è troppo presto. Sicuramente finora siamo molto contenti di lui. Lo abbiamo ritrovato bene. Douglas, grazie alla sua abilità nel dribbling, è il giocatore che ci serviva”.

PIRLO E RONALDO -“Sono convintissimo che (Pirlo, ndr) avrà successo anche da allenatore perché è stato un autentico maestro in campo e lo sarà pure in panchina. L’altra sera, al Camp Nou, hanno disputato una partita fantastica ribaltando il risultato di Torino e conquistando il primato del girone. Si è vista anche la mano di Pirlo. La Juventus è sempre un’avversaria da non sottovalutare. E’ un club che merita grandissimo rispetto. E poi non dimentichiamoci che c’è Cristiano Ronaldo. CR7 continua a sorprendermi ogni anno di più. Recentemente Andrea Agnelli mi ha invitato a Torino per visitare il nuovo centro sportivo. Durante il blitz alla Continassa ho visto Cristiano negli spogliatoi dove si sottoponeva alle sue solite cure. Era sorridente, come sempre. Ronaldo è un positivo e mentalmente fa la differenza: è in grado di segnare e trascinare la squadra in qualsiasi momento. Sono pochi i giocatori con la sua qualità”.

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INTER -“Non vince lo scudetto da tempo e magari sarà la volta buona”.

LEWANDOWSKI – “Robert è stato il migliore di tutti: ha segnato un sacco di gol vincendo cinque trofei. Era davvero impossibile fare meglio di lui. Ho chiamato Gianni Infantino, il presidente della Fifa, facendogli notare che non è bello che nel 2020, senza Pallone d’Oro, ci sia un buco nell’albo d’oro del miglior giocatore. I campionati più importanti, nonostante il Coronavirus, sono arrivati alla fine e i giocatori più forti hanno fatto la differenza anche al tempo del Covid”.

HAALAND E IL GOLDEN BOY – “È in Germania da quasi un anno ed è stato protagonista di un ottimo 2020: Haaland merita il Golden Boy. Davvero un trasferimento azzeccato quello del norvegese al Borussia Dortmund. È una bestia, sta segnando tantissimo. Davies non c’è rimasto male: è reduce da un’annata super, ha vinto tutto. Haaland sta bene a Dortmund e sinceramente, finché abbiamo questo Lewandowski, a noi non serve. Cosa capiterà in futuro non lo posso prevedere, anche perché io resterò in carica soltanto fino al dicembre 2021. Una cosa la posso dire con certezza: con Watzke, il plenipotenziario del Borussia Dortmund, ho un bel feeling. E fino a quando ci sarò io al Bayern, un altro acquisto a parametro come quello di Lewandowski non ci sarà più. Negli anni abbiamo instaurato rapporti amichevoli con il Borussia, anche sul mercato”.

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MORATA – “Ho sempre considerato Morata un attaccante forte, pericoloso. Esattamente come aveva dimostrato durante la sua prima avventura in bianconero. È un numero 9 con qualità importanti”.

IBRA E IL MILAN – “È fenomenale e lo dimostra ogni domenica. Ibra ha trascinato tutta la società, è il leader del Milan. Io non sono mai stato integralista, anzi: spingo sempre per un mix tra talenti e campioni esperti. Questi ultimi aiutano tantissimo, soprattutto nei momenti più complicati. È bello rivedere le due milanesi di nuovo in lotta per lo scudetto dopo anni di dominio assoluto da parte della Juventus. Mi sembra un campionato molto combattuto. Ho un debole anche per il Sassuolo”.

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UN DEBOLE PER IL SASSUOLO? – “Mi sono sempre piaciuti i club piccoli che stupiscono e poi nel Sassuolo mi sembra che di casuale non ci sia proprio nulla: fanno tutto con il cervello. Hanno tanti giocatori interessanti e De Zerbi è un allenatore molto bravo”.

ANALOGIE TRA BAYERN E LA JUVE DI AGNELLI – “Quando vinci la Champions, come è successo a noi in estate, il primo pensiero è rivincerla. Vorremmo avvicinarci al Bayern degli Anni 70, campione d’Europa per tre anni consecutivi. Detto questo, noi puntiamo alla nona Bundesliga di fila e auguro ad Agnelli di conquistare il decimo scudetto. Per noi top club, la vittoria nel massimo torneo nazionale è la base, poi c’è la ciliegina della Champions. Tutti noi vogliamo dominare in Europa perché la Champions è la Champions.

AGNELLI PREMIATO COME MIGLIOR PRESIDENTE EUROPEO – “Condivido al cento per cento. Innanzitutto nove scudetti non si vincono per caso. E non dimentichiamoci il grandissimo lavoro che sta svolgendo all’Eca nel momento più difficile per il calcio a causa del Covid”.

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