Il sogno di avere ben cinque squadre nella prossima edizione della Champions League si è ufficialmente spento. Alle eliminazioni di Bologna, Juventus, Milan e Atalanta nella massima competizione europea e della Roma in Europa League si è aggiunto il fatale ko della Lazio contro il Bodo/Glimt ai quarti di EL. Restano in corsa soltanto due club italiani e si tratta di Inter (che affronterà il Barcellona in semifinale di Champions) e Fiorentina (contro il Betis in Conference League) ma non basta. Il divario con le nazioni rivali è troppo ampio e nemmeno un eventuale doppio titolo regalerebbe alla Serie A il posto extra: ad aggiudicarselo sono Premier League (prima posizione nel ranking UEFA) e Liga, motivo per cui il campionato italiano avrà solo quattro partecipanti nella Champions League 2025/26.

Il fallimento delle italiane in Europa: la ‘fase campionato’ e la prima eliminazione
La prima società ad abbandonare una competizione europea è il Bologna, che si piazza in ventottesima posizione nella classifica della ‘fase campionato’ di Champions League con appena 6 punti in 8 giornate. A penalizzare gli uomini di Vincenzo Italiano è un inizio shock, caratterizzato da un pareggio (0-0 contro lo Shakhtar Donetsk) e 4 sconfitte nelle prime cinque gare. I felsinei sono ormai spacciati, ma tirano fuori l’orgoglio e conquistano risultati prestigiosi come lo 0-0 in casa del Benfica, la vittoria per 2-1 contro il Borussia Dortmund e l’1-1 all’Estadio José Alvalade di Lisbona contro lo Sporting. L’eliminazione era un esito quasi scontato, ma resta comunque il rammarico di aver buttato la prima parte del torneo.
Le altre quattro partecipanti italiane (Inter, Atalanta, Milan e Juventus) ottengono l’acceso al turno successivo con modalità differenti: la Beneamata arriva quarta a 19 punti e strappa il pass direttamente per gli ottavi di finale; la Dea sfiora l’impresa con il Barcellona e il pareggio per 2-2 la condanna al nono posto (-1 dall’Aston Villa ottavo, ultima posizione valida per saltare i playoff); alla formazione di Sergio Conceicao bastava una vittoria contro la Dinamo Zagabria per entrare nelle prime otto, ma riesce a perdere 2-1 e termina tredicesima; la Vecchia Signora butta tutto con il pareggio contro il Bruges e la sconfitta casalinga contro il Benfica e si qualifica per il rotto della cuffia arrivando ventesima.
In Europa League la Lazio è inarrestabile e finisce in testa alla classifica con ben 19 punti su 24, mentre la Roma si rialza con Claudio Ranieri in seguito ai numerosi risultati deludenti ottenuti con Ivan Juric in panchina (sconfitta per 1-0 contro l’Elfsborg e pareggio per 1-1 contro l’Union Saint Gilloise) e riesce a strappare l’accesso ai playoff grazie al quindicesimo posto.
In Conference League la Fiorentina, unica italiana della competizione, rispetta i pronostici iniziali e accede direttamente agli ottavi di finale piazzandosi in terza posizione alla spalle di Chelsea e Vitoria Guimaraes.

I playoff: disastro in Champions e riscatto Roma
Sono tre, quindi, le squadre italiane qualificate direttamente agli ottavi: Inter, Lazio e Fiorentina. In Champions League le avversarie di Atalanta, Milan e Juventus ai playoff sono rispettivamente Bruges, Feyenoord e PSV. Sulla carta il pronostico sembra pendere in tutti e tre gli incontri dal lato dei club di Serie A, ma non sarà assolutamente così. La Dea e il Diavolo perdono 2-1 e 1-0 il match di andata in trasferta, mentre la Vecchia Signora vince 2-1 all’Allianz Stadium grazie alle reti di Weston McKennie e Samuel Mbangula. Una settimana dopo però va in scena un vero e proprio disastro: i bergamaschi cadono clamorosamente 1-3 (squadra belga sopra di tre reti già all’intervallo) al Gewiss Stadium e dicono clamorosamente addio alla coppa; i rossoneri passano in vantaggio dopo pochi secondi con il gol di Santiago Gimenez, ma l’espulsione ingenua di Theo Hernandez per simulazione complica i piani e il colpo di testa di Julian Carranza al minuto 79 sancisce l’eliminazione; i bianconeri disputano un buon primo tempo e nonostante le difficoltà incontrate nella ripresa riescono a mandare la partita ai supplementari dopo il 2-1 nei 90 minuti, ma al 98′ Ryan Flamingo sigla il 3-1 e spedisce a casa gli uomini di Thiago Motta. Fiasco totale e tre eliminazioni su tre al turno intermedio di Champions League, con l’Inter che resta l’unico club di Serie A in corsa.
In Europa League la Roma affronta il Porto e all’andata pareggia 1-1 all’Estadio Do Dragao in 10 uomini a causa del cartellino rosso ricevuto da Bryan Cristante al 72′. I giallorossi resistono e lasciano aperta la qualificazione in vista del match di ritorno, in cui si impongono per 3-2 grazie a uno stratosferico Paulo Dybala (autore di una doppietta). La cura Ranieri funziona e i capitolini si qualificano al turno successivo regalando punti importanti in ottica ranking dopo la brutta figura delle italiane in Champions.

Gli ottavi di finale: l’espulsione di Hummels rovina il poker di italiane
Si arriva quindi agli ottavi di finale e l’Inter torna in campo: l’avversario è il Feyenoord, squadra che ha eliminato il Milan ai playoff. I nerazzurri blindano la qualificazione ai quarti di Champions League già nella gara di andata con uno splendido 0-2 in Olanda firmato Marcus Thuram e Lautaro Martinez e al ritorno bissano il successo con un 2-1.
In Europa League la Lazio pesca il Viktoria Plzen e la Roma affronta l’Athletic Club di Ernesto Valverde, caricato dalla possibilità di giocare l’eventuale finale in casa sua. I biancocelesti compiono un’impresa eroica e vincono 1-2 in Repubblica Ceca al minuto 98 con Gustav Isaksen nonostante l’incredibile doppia inferiorità numerica, mentre al ritorno pareggiano a fatica 1-1 grazie alla rete del capitano Alessio Romagnoli al 77′. Marco Baroni soffre più del previsto, ma alla fine viene premiato e vola ai quarti. Anche i giallorossi partono con il piede giusto e, proprio come la Lazio, si impongono con lo stesso risultato nei minuti di recupero grazie alla girata di Eldor Shomurodov. Al ritorno cambia tutto e una follia di Mats Hummels al 10′ costringe la squadra a giocare il resto della partita con un uomo in meno: il muro non regge e si sgretola nella ripresa, con l’Athletic che ribalta il punteggio e vince 3-1 eliminando la Roma all’Estadio San Mames.
Regala gioia, invece, la Fiorentina di Raffaele Palladino. La Viola inizia malissimo e cade a sorpresa 3-2 in Grecia contro il Panathinaikos, ma al Franchi è un’altra musica e Rolando Mandragora, Albert Gudmundsson e Moise Kean spediscono i toscani ai quarti grazie a una grande rimonta.
In questo turno, quindi, l’Italia perde un’altra squadra e si aggrappa ai percorsi di Inter, Lazio e Fiorentina.

I quarti di finale: la clamorosa eliminazione della Lazio e l’addio al posto extra nel ranking UEFA
I quarti di finale vedono l’Inter impegnata contro il Bayern Monaco, la Lazio contro il Bodo/Glimt e la Fiorentina contro il Celje. La banda di Simone Inzaghi incanta un’altra volta l’Europa e va a vincere 1-2 all’Allianz Arena con Martinez e il solito inserimento in area di rigore di Davide Frattesi all’88’. I tedeschi sono in forte emergenza a causa degli infortuni, ma al ritorno non mollano di un centimetro e tengono la qualificazione aperta fino all’ultimo istante. A passare però sono i nerazzurri, i quali riescono a ribaltare il vantaggio firmato da Harry Kane e a portare a casa un 2-2 (inutile il gol del pareggio di Eric Dier al 76′) che consente loro di conquistare la seconda semifinale di Champions League negli ultimi tre anni.
La Lazio sbaglia clamorosamente la partita di andata contro il Bodo/Glimt e perde 2-0 tra la forte nevicata avvenuta in Norvegia nelle ore precedenti alla gara e le difficoltà legate al campo sintetico. Il passaggio del turno è ancora aperto e allo Stadio Olimpico il match sembra andare verso la direzione giusta: Taty Castellanos apre i conti, Tijjani Noslin spedisce la sfida ai supplementari con un gol realizzato al 93′ e Boulaye Dia firma il tris al 99′. Al minuto 109 Andreas Helmersen ristabilisce a sorpresa la parità nel computo totale e la partita si decide ai rigori: Jens Petter Hauge sbaglia il primo tiro dal dischetto, successivamente Loum Tchaouna e Noslin falliscono i rispettivi penalty e regalano a Patrick Berg la possibilità di chiudere la partita, ma il norvegese calcia altissimo; Castellanos (vittima di crampi) è obbligato a segnare, ma si fa ipnotizzare dal portiere e sancisce l’inaspettato passaggio del turno del Bodo/Glimt.
A riscattare parzialmente la delusione dei biancocelesti ci pensa la Fiorentina in un doppio confronto ricco di inside con il Celje. La Viola vince 1-2 in Slovenia con Luca Ranieri e Mandragora, mentre al ritorno fatica tantissimo e rischia addirittura l’eliminazione. Gli avversari ribaltano lo svantaggio iniziale ed eguagliano il risultato dell’andata, ma Kean è un cecchino e firma il definitivo 2-2 che vale la qualificazione.

Il ranking UEFA e l’attuale situazione di classifica in Serie A
La prestazione della compagine toscana però non basta per evitare il crollo dell’Italia nel ranking UEFA (che garantisce alle prime due nazioni classificate un posto in più nella prossima edizione della Champions League) e il ko della Lazio si rivela fatale: con due squadre rimaste (Inter e Fiorentina) la Serie A è costretta a inchinarsi a Premier League e soprattutto Liga, con cui si giocava il secondo posto, e dice matematicamente addio alla rimonta. Inghilterra e Spagna avranno quindi la possibilità di portare ben cinque società nella Champions League 2025/26, mentre l’Italia non riesce a ripetere il risultato ottenuto nella passata stagione e tornerà ad averne soltanto quattro.
- INGHILTERRA 26.821 PUNTI (posto extra in Champions League): 4 squadre ancora in corsa su 7
- SPAGNA 23.250 PUNTI (posto extra in Champions League): 3 squadre ancora in corsa su 7
- ITALIA 21.187 PUNTI: 2 squadre ancora in corsa su 8
Concentrandoci sulla Serie A, i piazzamenti per le competizioni europee in vista della prossima annata sono i seguenti: le prime quattro classificate giocheranno la Champions League, la quinta e la vincitrice della Coppa Italia andranno in Europa League e la sesta disputerà i playoff di Conference League. Nel caso in cui la Coppa Italia venisse vinta da una squadra già qualificata in Europa, il quinto e il sesto posto significherebbero Europa League e la settima entrerebbe in Conference. Da considerare anche la possibilità di vittoria della terza competizione europea (che garantisce l’accesso in Europa League) da parte della Fiorentina e in quel caso dipenderà dalla posizione di classifica della Viola in Serie A.

