Il nostro massimo campionato è finito con la trentottesima giornata ed è subito tempo di verdetti in Serie A. Infatti oltre alla Juventus campione d’Italia (con una giornata d’anticipo), i match giocati ieri hanno stabilito che la Roma andrà direttamente ai gironi di Champions League, dopo un match vinto all’ultimo secondo contro il Genoa (in rete Perotti); saranno solo preliminari per il Napoli di Sarri. Secondo verdetto di giornata è la classifica dei cannonieri vinta da Edin Dzeko, che con il gol contro i rossoblu arriva a quota 29, uno in più di Mertens, anche lui a segno nell’ultimo match contro la Sampdoria. Infine il Crotone si guadagna la permanenza in serie A ai danni di un Empoli sconfitto al Barbera dal Palermo, già retrocesso da 3 giornate. Ecco i migliori ed i peggiori di tutta la Serie A 2016/17:
TOP
Mertens – Come detto, arriva appena sotto a Dzeko e per una segnatura non si guadagna il titolo di re dei bomber. Ciononostante la stagione del belga resta molto al di sopra delle aspettative: da riserva di Insigne a falso nove titolare della squadra più prolifica del nostro campionato e un record di marcature in Serie A (11) spazzato via dai 28 gol di quest’anno. Ha trascinato il Napoli verso il record di punti della propria storia, che però vale solo il terzo posto. Spaziale.
Gomez – Una stagione che rimarrà nella storia quella dell’Atalanta di Gasperini, che dopo più di 20 anni riesce a tornare in Europa, grazie al quarto posto guadagnato e consolidato giornata dopo giornata. Con una menzione speciale per Conti, Caldara, Spinazzola e Petagna, anche loro colonne portanti della squadra, non si può non considerare il ruolo fondamentale che ha avuto il Papu Gomez. Leader, capitano e trascinatore della squadra con i suoi 16 gol e 10 assist, l’argentino è stato il maggior fautore di questa impresa. Todo el mundo baila como el Papu.
Nainggolan – Colui che più di tutti si è distinto nelle fila giallorosse, autore della miglior stagione da quando è arrivato nella nostra penisola, e non solo dal punto di vista realizzativo. Spalletti ha saputo valorizzarlo con il cambio di modulo e in particolare della sua posizione e il belga ha risposto alla grande diventando il giocatore più importante della Roma, con diverse partite in cui è stato a dir poco devastante, come quella a San Siro contro l’Inter.
FLOP
Pavoletti – L’anno scorso era stato uno degli attaccanti più prolifici del nostro campionato, con 14 gol in appena 25 presenze. Quest’anno la musica è cambiata e dopo una prima parte di stagione non entusiasmante col Genoa, complice anche un infortunio, a gennaio decide di passare al Napoli per sostituire il partente Gabbiadini. Eppure Sarri sembra considerarlo ancora meno di quest’ultimo: nelle gerarchie Mertens è inamovibile, e Pavoletti scivola addirittura dietro a Milik dopo il rientro del polacco dall’infortunio.
Berardi – Aveva avuto la miglior partenza da quando gioca nel nostro massimo campionato, con ben due reti segnate nei primi due match di campionato, mentre trascinava il Sassuolo anche in Europa League. La sua stagione però è continuata malissimo, con un infortunio misterioso che lo ha tenuto lontano dal campo fino all’inizio del girone di ritorno. Pur tornato da subito titolare per Di Francesco, però, l’esterno classe ’94 non è più riuscito ad essere quello di inizio stagione e quello che avevamo ammirato nelle sue prime due stagioni in A. Deludente.
Iturbe – Comincia nuovamente la stagione in maglia della Roma tra lo scetticismo dei tifosi giallorossi; scetticismo che diventa realtà con l’esterno ex Verona che non riesce mai ad essere decisivo quando viene chiamato in causa da Spalletti, ed inoltre nelle gerarchie viene dopo Salah, Perotti ed El Shaarawy. A questo punto raggiunge gli ex compagni Iago Falque e Ljajic al Torino ma anche qui finisce solo per trovarsi dietro di loro nelle gerarchie di Mihajlovic. Ad un certo punto viene superato persino da Boyè, quando il tecnico serbo decide di passare al 4-2-3-1. Un solo gol in 16 presenze (più 5 in maglia giallorossa) è un bottino veramente misero.

