Serie A: top e flop della ventitreesima giornata

Aspettando Roma-Fiorentina, che si giocherà martedì sera a causa della partita di rugby Italia-Galles andata in scena all’Olimpico, la ventitreesima giornata di Serie A si è (quasi) conclusa con un’altra sconfitta del Milan nell’anticipo delle 12.30 in casa contro la Sampdoria, mentre i cugini del Genoa sono stati sconfitti a Marassi per 1-0 dal Sassuolo (gol di Pellegrini). Goleada del Napoli, che schianta il Bologna con un netto 7-1, allungando sull’Inter sconfitta allo Juventus Stadium con il punteggio di 1-0. Vince anche la Lazio a Pescara per 6-2, mentre Nestorovski decide la sfida salvezza Palermo-Crotone a favore dei rosanero. Ecco i migliori ed i peggiori di questo turno.

TOP

Hamsik (e Mertens) – Contro il Bologna la squadra di Sarri fa sembrare tutto facile, quasi come fosse un allenamento. La partita la mette subito in discesa lo slovacco, a segno dopo soli 4 minuti di gioco, per poi andare di nuovo a bersaglio (2 volte) nella ripresa. Tripletta anche per l’esterno belga, che ormai si può considerare a tutti gli effetti un falso nueve, anche se con questi 3 gol supera i numeri nove del nostro campionato, salendo a quota 16 reti.

Parolo – C’è poco da dire sulla domenica pomeriggio del centrocampista della Lazio. Semplicemente bisognerebbe affermare che non se la scorderà facilmente. Due reti nel primo tempo e due nel secondo, e Parolo diventa così il secondo giocatore di questo campionato a siglare un poker (dopo il sopracitato Mertens). Grazie a lui e al proprio grande tridente (gol per Keita e Immobile, assist per Anderson) la Lazio affonda il Pescara e controsorpassa l’Inter.

Cuadrado – Da qualche giornata Allegri ha deciso di cambiare modulo, passando al 4-2-3-1, uno dei moduli che può esaltare le caratteristiche del colombiano, che, ovviamente, con questo assetto tattico occupa un posto da titolare. Dopo diverse buone prestazioni da parte del reparto offensivo bianconero e dello stesso esterno destro, Cuadrado corona questa sua nuova vita da titolare con un bellissimo gol che decide il Derby d’Italia e fa volare la Juve sempre più verso il sesto scudetto consecutivo.

FLOP

Destro – Sembra proprio che questa per lui non sia una stagione fortunata. Dopo mesi e mesi lontano dal gol, aveva finalmente ritrovato la marcatura nella scorsa giornata, nell’1-1 esterno contro il Cagliari. Sabato sera, invece, ha avuto la possibilità dal dischetto di accorciare le distanze e riaprire la partita contro il Napoli. La sua esecuzione, però, risulta non proprio perfetta e consente a Reina di parare, permettendo poi agli azzurri di chiudere definitivamente il match.

Il campo di Empoli-Torino – Alle 15 di domenica va in scena al Castellani la sfida tra Empoli e Torino, che viene influenzata (e non poco) dalle condizioni del campo da gioco. I granata vanno avanti dopo 11 minuti grazie al gol del solito Andrea Belotti, che sale a quota 15; ma il terreno di gioco infulisce non su questo gol, bensì sul pareggio, siglato ad un minuto dall’intervallo da Manuel Pucciarelli, che approfitta di un retropassaggio di Ajeti, supera Hart e deposita in rete. Il passaggio del difensore del Torino, infatti, sarebbe stato perfetto in un campo normale: domenica, invece, il terreno bagnato ha frenato il pallone ed ha permesso a Pucciarelli di andare a rete.

I rigoristi – Questa giornata sono stati assegnati 3 calci di rigore e nessuno di questi è stato trasformato in gol. A sbagliare sono stati Iago Falque in Empoli-Torino, Caprari in Pescara-Lazio e, come detto, Destro in Bologna-Napoli. Non è però un evento relativo solo a questo turno di campionato: i rigori sbagliati sono una tendenza che sta prendendo piega durante questo campionato. In particolare, il Torino ed il Pescara, sembrano non avere in squadra un giocatore che possa essere affidabile dal dischetto. Per i granata si sono interscambiati Belotti, Iago Falque e Ljajic, ma tutti e tre sono stati tutto tranne che perfetti. Ora Mihajlovic ha dichiarato che il rigorista sarà Belotti, ma la situazione migliorerà? Stessa storia in casa Pescara, dove si sono susseguiti Memushaj, Biraghi e Caprari, ma sono stati più i rigori sbagliati che quelli siglati.