Spadafora: “Stop in Francia, noi lasciamo spiraglio”. AIC: “Perplessi su decisione Governo”

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Ancora Spadafora, ancora l’AIC. Il Ministro dello Sport italiano fa il punto sul futuro prossimo del calcio dopo l’annuncio in Francia sulla definitiva sospensione di Ligue 1 e Ligue 2, mentre l’Associazione Italiana Calciatori attacca il Governo.

Spadafora: “Qualche presidente ha il solito vizietto”

Ringrazio il presidente della FIGC Gravina che ha smentito illazioni che ieri qualcuno della Lega di Serie A aveva detto circa un accordo sulla data di ripresa del campionato. Niente di più falso, evidentemente è il solito vizietto di qualche presidente di Serie A, ma penso davvero di pochi, che non perde il vizio di mettere in giro menzogne e falsità per cercare di fare pressioni sul Governo. Lo dico ancora una volta a questi presidenti che non hanno capito che l’aria è cambiata, non è quella di un tempo e questi metodi non funzionano. La prudenza che stiamo avendo sul mondo del calcio è ciò che lascia uno spiraglio alla possibilità di ripresa del campionato. Non è incapacità di decidere come qualcuno scrive in malafede, ma l’unico modo per poter riprendere. L’alternativa è fare come oggi la Francia e dire che il calcio si ferma qui. Noi vogliamo lasciare un spiraglio, ma tutto dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dalla nostra singola capacita’ dal 4 maggio di rispettare le regole“. Queste le parole di Spadafora in diretta Facebook.

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AIC: “Idea discriminatoria e illogica”

L’Assocalciatori manifesta le proprie perplessità, nonché la sorpresa, in merito alla decisione del Governo sulla modalità di ripartenza dello sport italiano. Si ritiene, infatti, discriminatoria, prima ancora che illogica, l’idea di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline sportive individuali e non consentire ai calciatori professionisti – così come ad altri atleti tesserati per discipline di squadra – lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi, come peraltro già consentito nel mese di marzo 2020. La norma, inoltre, rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio! Per il lavoratore sportivo la fase di riatletizzazione dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile anche ad evitare infortuni e per essere pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo; non v’è che non veda come sia sicuramente più pericoloso fare attività individuale nelle zone cittadine e su superficie inidonee. Rimane l’auspicio di un pronto intervento del Governo utile ad eliminare le evidenti distorsioni che deriveranno dalla applicazione delle norme contenute nel DPCM del 26 aprile u.s.“. Il comunicato ufficiale dell’AIC.