The Italian Job – Strateghi italiani alla conquista dell’Europa

Gli italiani all’estero hanno sempre ben figurato: abbiamo avuto i migliori fantasisti del panorama calcistico internazionale, poi i migliori difensori e negli ultimi anni ci stiamo specializzando nello sfornare allenatori di una certa levatura che stanno facendo le fortune di importanti club europei.

ITALIANI POPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI E…ALLENATORI

Ne citiamo due su tutti che hanno vinto, e bene, nelle recenti stagioni e che sono ancora protagonisti nella massima competizione continentale: la Champions League. Il primo si è fatto conoscere in Italia, passando per l’Europa che conta fino a diventare un allenatore di fama internazionale e vincente un po’ da tutte le parti, parliamo di Carlo Ancelotti.
L’altro in Italia non ha mai avuto tanta fortuna, ma lo scorso anno sulla panchina del Leicester ha compiuto un vero e proprio miracolo e, Claudio Ranieri, vorrebbe continuare a far sognare.

Quest’anno ci si aspetta ancora molto da loro, ovviamente in due ambienti e contesti abbastanza diversi. Entrambi sono sotto pressione, entrambi allo stesso tempo sanno benissimo come comportarsi ed entrambi sono quasi certi di passare il girone.
Per il Bayern di Ancelotti abbiamo già la conferma matematica, resta da giocarsi il primo posto nel girone contro l’Atletico magari vendicando la sconfitta subita all’andata al Vicente Calderon. Ma anche dovesse passare come seconda, la squadra bavarese non partirebbe sfavorita contro nessuna, anzi.

Le Foxes di Ranieri non staranno replicando la cavalcata gloriosa della passata stagione in campionato, proprio no. Ma sono molto concentrati su questa Champions League che li vede “outsider” di lusso. Finora non hanno perso una sola partita, la porta di Schmeichel è ancora inviolata e fino all’altra sera (prima del pareggio a reti bianche in quel di Copenaghen) erano a punteggio pieno.

Due squadre in cui si vede molto la mano, e soprattutto testa, dei rispettivi allenatori. Non sono grandi tattici come Conte o Guardiola, non ci mettono la “garra” del Cholo, non la giocano neanche sui nervi come Mourinho, anzi tutto il contrario. Sempre posati, sempre educati e sempre pronti a parlare ed elogiare i propri giocatori, affezionandosi a loro e cercando di ottenere il meglio, lasciando inoltre uno splendido ricordo.