Udinese, de Paul: “In estate e a gennaio si è parlato tanto di me, ma ho chiuso le porte a tutti”

Rodrigo de Paul, centrocampista argentino dell’Udinese si è raccontato a 360 gradi in una recente intervista rilasciata presso l’emittente televisiva ufficiale del club bianconero. Il numero 10 ha inizialmente analizzato l’ultima vittoria maturata contro l‘Hellas Verona: “Sono stato molto orgoglioso di come abbiamo giocato, non era un match facile, affrontavamo una squadra tosta in un derby contro giocatori che sono stati nostri compagni, era una partita particolare. Mi è dispiaciuto prendere il rosso, ma è stata una grande prestazione. Come ho detto a Pussetto, da fuori si soffre troppo, per fortuna in questi 5 anni sono stato assente di rado, dentro al campo mi piace prendermi la responsabilità del risultato e poter incidere. Da fuori i minuti sono più lenti, preferisco stare in campo”. Interessanti anche le parole relative all’approdo di Llorente in Friuli questo gennaio e quelli di Pereyra e Deulofeu la scorsa estate. “Io come capitano e i miei compagni vogliamo far sentire tutti parte di una famiglia, aiutando chi arriva a integrarsi. Come capitano mi piace essere presente, mi sono presentato con tutti, Llorente è contento di essere qui e noi siamo contenti che ci possa dare una mano. Fa piacere stare nel nostro spogliatoio e credo sia la cosa più bella di questa Udinese. Sappiamo le condizioni in cui sono arrivati Pereyra e Deulofeu, è normale che il Tucu sia entrato subito perché conosce bene la piazza. Gerard lo abbiamo aspettato volentieri perché sappiamo che qualità abbia, col Verona ha fatto una grande partita e può fare ancora di meglio”.

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Fedeltà e lealtà

Concludiamo con delle dichiarazioni che sicuramente hanno emozionato i tifosi dell’Udinese, pregne di affetto e sincerità: “Ringrazio tutti i tifosi, mai mi sono sentito amato come in questo periodo, non è facile che si crei l’armonia, l’Udinese ha passato annate incredibili giocando anche la Champions e quindi entrare nel cuore dei tifosi non era semplice. Ora li attendo tutti allo stadio, tornare ai traguardi europei sarebbe fantastico e credo che prima o poi succederà, perché a questa squadra manca veramente poco. Non so quando sarà il mio ultimo giorno, ma fino a quel momento darò tutto, anche questa estate e a gennaio si è parlato tanto di me, ma sono subito andato dal direttore a dire che non sarei andato da nessuna parte, non puoi pretendere che i compagni lottino con te se tu non ci credi, quindi ho chiuso a tutti le porte e speriamo di continuare così. Mia figlia è nata qua e sta per nascere un figlio che sarà friulano, il Friuli sarà quindi per sempre nella mia vita e nel mio cuore”.