Altro giro, altra panchina. In Serie A mai come nell’estate che verrà si assisterà a tanti cambiamenti in panchina. Gran parte dei club sono pronti a ribaltoni che stravolgeranno l’equilibrio di tutto il campionato. Una vera e propria girandola di panchine che provocherà un vero e proprio effetto domino. Dal dubbio Conte, al ritorno in rampa di lancio di Allegri, passando per Gasperini mai così lontano dalla sua Atalanta e mai così vicino alla Roma.

Il Milan guida la rivoluzione con Allegri in panchina: i dettagli
Massimiliano Allegri è sempre più vicino al ritorno in rossonero. Il primo colpo di Tare sarà l’allenatore toscano che dovrà essere il condottiero della rivoluzione tattica, tecnica e gestionale. Nel fallimento del Diavolo sono emersi problemi soprattutto legati all’incapacità ed al poco equilibrio di gestire un gruppo acerbo, di prime donne ed inabile di reagire alle turbolenze arrivate in quel di Milanello. L’identikit di un gestore che sapesse coadiuvare concretezza e risultati e che avesse un palmares vincente ha prevalso rispetto ad una scelta giovane e coraggiosa. Allegri è un maestro nel gestire situazioni pesanti e a farsi anche timoniere di una barca che, dal punto di vista della società, presenta dei limiti evidenti. Basti pensare che il tecnico toscano nella stagione 2022-2023 sia riuscito a guidare, sul campo, la Juventus in Champions League poi negatagli dagli uffici giudiziari per il caso plusvalenze. Curiose saranno da capire le scelte sul mercato, ma anche lì Allegri ha dimostrato negli anni di costruire con chi ha a disposizione senza mai fare richieste precise ed eccessivamente gravose dal punto di vista economico. Quello che pare scontato è che uno fra Maignan, Theo Hernandez, Reijnders e Leao possa partire. Il centrocampista è l’indiziato numero uno con a quel punto Allegri e Tare che si fionderebbero su Ricci del Torino. O chissà, magari un tentativo per riportare Milinkovic-Savic in Italia. Il direttore albanese fu quello che portò il Sergente in Serie A, l’allenatore è da sempre stato un suo estimatore. Per il tecnico livornese pronto un contratto da 5 milioni di euro per due stagioni con opzione di rinnovo al raggiungimento di determinati risultati.

Conte frena la Juventus e fa sperare il Napoli: gli sviluppi
A Napoli una frase molto in voga in questi periodi è “O core non tene padrone“, titolo fra l’altro di un capolavoro di Liberato. Quello di Antonio Conte, si sa, è di profonda fede bianconera. L’amore viscerale per la Juventus aveva spinto il tecnico nuovamente verso Torino nelle settimane che hanno preceduto lo scudetto. Ora le carte però sembrano cambiate e a prevalere potrebbe essere la ragione. De Laurentiis avrebbe garantito a Conte una rosa ancor più competitiva di quella della stagione appena passata agli annali. De Bruyne è più che vicino, per David i partenopei sono più avanti di tutti nella corsa per accaparrarselo e ci sarebbe ancora tutto un tesoretto di 150 milioni da investire sul mercato. Conte ora vacilla sopratutto perché invece alla Juventus l’aria sembra costellata dalla nebbia e dalla confusione. Nelle prossime ore si potrebbe chiudere il capitolo che porterebbe al Conte 2.0 sotto al Vesuvio con la Juventus al palo e quindi alla ricerca di un altro profilo a cui affidare la panchina. La suggestione Zidane appare lontanissima dal realizzarsi, la scelta di continuare con Tudor potrebbe essere quella più concreta. Certo, il tecnico croato in quest’ottica sarebbe una vera e propria seconda scelta scaturita dal gran rifiuto dell’allenatore Campione d’Italia e dunque potrebbe essere lui stesso a decidere di salutare. Occhio però a Pioli che avrebbe molta voglia di ritornare in Italia.

Monaco e poi l’ora del giudizio: il futuro di Simone Inzaghi dipende dalla Champions League?
Alone di estrema incertezza che aleggia anche su Milano, sponda nerazzurra. Simone Inzaghi ha giustamente sottolineato come il pensiero sia rivolto solo alla finale di Monaco e che per il futuro ci sarà tempo di parlarne. Il Mondiale per Club, il programmare la stagione che verrà però imporrano all’Inter di fare un’analisi immediatamente dopo la finale di Champions League. Il tecnico potrebbe, soprattutto qualora dovesse alzare al cielo la Coppa delle Grandi Orecchie, decidere di chiudere il ciclo con la benamata costellato di trofei, ma anche di qualche rimpianto. L’avvenire di Inzaghi? L’estero, l’Arabia che spinge e che garantisce tanti soldi. Sicuramente in un campionato che si prospetta elettrizzante per il ritorno di alcuni tecnici e la conferma di altri, sarebbe negativo di un allenatore della caratura di Inzaghi e forse nessuno se lo aspetterebbe da chi, sopratutto dopo questa stagione, in Serie A è chiamato a ritornare ad essere sull’Olimpo d’Italia. E Marotta come si muoverebbe se Inzaghi dovesse dire addio? La prima scelta dell’ex Juventus sarebbe stata Allegri, una volta sfumato Italiano sarebbe potuta diventare una strada molto percorribile. Sfumata anche quella del neo vincitore della Coppa Italia che ha rinnovato il suo contratto con il Bologna, tutto appare incerto. In questo senso, occhio alle sorprese a cui Marotta ci ha abituato. Per il momento si pensa solo al 31 maggio, poi si vedrà.

Gasperini alla Roma, la Lazio spinge per il ritorno del maestro: le romane pronte al rilancio
Ranieri, come sempre, sarà di parola e porterà alla Roma un grande allenatore che sarà Gian Piero Gasperini con ogni probabilità. Il tecnico ha chiarito alla dirigenza dell’Atalanta come il suo ciclo a Bergamo fosse terminato e che fosse desideroso di nuove avventure. I Friedkin spingono per un tecnico che valorizzi i giovani e che possa quindi valorizzare i talenti in rosa, viste anche le restrizioni che impone la Uefa sul mercato al club giallorosso. La scelta di virare su Gasperini appare quella giusta almeno per concetti e per rilanciare le ambizioni di un popolo che, dal ritorno di Sir Claudio, ha sognato fino ad un quarto d’ora dalla fine del campionato ritorno in Champions League che avrebbe avuto del clamoroso. Gasp nella Capitale vorrebbe puntare su gran parte della rosa attuale con qualche innesto: Pasalic su tutti che gradirebbe la destinazione e seguirebbe il tecnico che lo ha reso estremamente prolifico in zona gol.
Capitolo Lazio. Dopo la cocente delusione di rimanere fuori dalle coppe per la prossima stagione si chiuderà l’era breve di Baroni a Formello. Lotito sta provando in tutti i modi a riportare Maurizio Sarri in biancoceleste dopo solo una stagione dall’addio. Il tecnico toscano è amatissimo dal pubblico e, come nessuno, ha dimostrato di avere un’idea di progetto forte che non dipendesse tantissimo dagli investimenti fatti in sessione di mercato e che valorizzasse i giovani. L’idea che nelle ore scorse il Ds Fabiani avrebbe proposto al grande ex sarebbe infatti quella un gruppo rinnovato, diamanti grezzi da valorizzare, una stagione meno intensa, senza coppe europee, con solo la Coppa Italia ed un biennale da almeno 3 milioni a stagione. Sarri ha preso del tempo per decidere e per guardarsi attorno, visto che le proposte che arriveranno saranno tante e che riguarderanno sempre la Serie A.

L’Atalanta alla ricerca del “nuovo” condottiero: Sarri il sogno, Thiago Motta la possibilità
Anche Atalanta e Fiorentina cambieranno per forza di cosa guida tecnica. Gasperini lascerà la Dea dopo 9 stagioni di trionfi e di imprese e chi erediterà il posto del promesso sposo dei Friedkin non avrà un ruolo semplice ed una Champions in cui non dover sfigurare. Il profilo che stanno cercando i Percassi sarebbe quello di un allenatore quindi esperto e che sappia farci coi giovani. Sarri corrisponderebbe alla giusta combo fra i due requisiti richiesti, ma la Lazio appare avanti nella corsa. Nulla però risulta scontato. La dirigenza atalantina con D’Amico capofila tenterà un sorpasso nei prossimi giorni, ma nel frattempo i piani di emergenza non mancano.
Il nome di Thiago Motta potrebbe essere percorribile anche per ridare al tecnico la possibilità di rilancio dopo l’infelice esperienza alla Juventus. L’ex centrocampista è considerato come un allievo di Gasperini per cui ha giocato negli anni a Genova con la maglia del Grifone e quindi potrebbe continuare, seppur in maniera diversa, una strada simile a quella lasciata. Sempre ex giocatore del Gasp è stato Raffaele Palladino che ha lasciato all’improvviso la Fiorentina senza allenatore e che a Firenze non ha fatto male, anzi. Una guida giovane, coraggiosa e che nella stagione appena conclusa ha dimostrato di poter compiere anche un buonissimo cammino in Europa in Conference League. Tudor è un nome che piace e che potrebbe ritornare nel caso in cui il croato dovesse decidere di salutare la Vecchia Signora. Ed occhio al profilo di Marco Baroni che una volta lasciata la Lazio, troverà in Serie A la sua prossima panchina. Su di lui si avverte forte il Torino, ma il richiamo delle sue origini, toscane, potrebbe portarlo in viola.

La Fiorentina orfana improvvisa di Palladino. Baroni, De Rossi ed il grande sogno dei tifosi: le ultime
Proprio la Fiorentina nelle scorse ore si è svegliata con le dimissioni di Palladino che non ha mai difatti legato con il direttore sportivo Pradè. Le continue frizioni hanno spinto l’ex Monza a lasciare il passo, con il suo futuro che si pone come un vero e proprio enigma. L’Atalanta potrebbe divenire una possibilità, il Torino forse appare come una strada più concreta al momento. I viola invece ripartiranno da un’altra guida: la terza in tre anni. Commisso gradirebbe un tecnico pronto per aprire un ciclo che sia costellato di successi e che porti a Firenze entusiasmo ed anche idee nuove.
I tifosi stravedono per portare al Franchi Maurizio Sarri, che è praticamente ambito da mezza Serie A, ma la concorrenza come si deduce sarà fortissima e l’affare non sarebbe per nulla semplice. E allora potrebbe toccare ad un toscano doc ricoprire il ruolo di nuovo allenatore della Fiorentina: Marco Baroni, infatti, starebbe scalando l’indice di gradimento nei piani alti della società. Pradè, sempre per la logica di avere dei piani alternativi, nelle ore scorse avrebbe comunque allacciato i rapporti con Aquilani e Gilardino, nomi con la Fiorentina nel cuore che però riscalderebbero poco un ambiente che vive di calcio. Infine, occhio di riguardo al nome di Daniele De Rossi, già circolato nei mesi scorsi in quel di Firenze.

Il Como “protegge” Fabregas, il Torino saluta Vanoli
L’allenatore che più ha lasciato il segno in questa Serie A, dopo Conte ovviamente, è stato sicuramente Cesc Fabregas. Con il suo Como l’allenatore spagnolo ha dimostrato di avere dei margini di miglioramento clamorosi, chiudendo dalla parte sinistra della classifica. Le sirene del Bayern Leverkusen prima e poi della Roma, con qualche accenno sponda rossonera di Milano, sono state forti tanto da far vacillare il patto fra Fabregas e la ricca proprietà comasca. Il presidente Suwarso però ha chiarito al giovane tecnico che le prospettive ed i programmi del Como per il futuro siano del tutto ambiziosi: sul mercato sarebbe pronto un tesoretto da 100 milioni di euro da investire e per tentare l’assalto all’Europa. Tutto questo ha convinto Fabregas a rimanere per un’altra stagione per entusiasmare e sorprendere ancora di più. L’Inter, nel momento in cui dovesse lasciarsi con Inzaghi, un tentativo serio potrebbe compierlo e come.
La delusione invece campeggia in quel di Torino. I risultati avuti dal Como, il presidente Cairo avrebbe voluto che fossero gli stessi di quelli della sua squadra. Ed invece, ennesima stagione in incognito per gli uomini di Vanoli, nonostante gli investimenti compiuti a gennaio. Siamo al momento dei saluti con Vanoli e si cercherà dalle settimane prossime in poi un nuovo tecnico. Chi? Baroni e Palladino piacciono, ma ascolteranno altre proposte però. Potrebbe rientrare in gioco Gennaro Gattuso che gradirebbe il ritorno in Italia.

Nicola al bivio Cagliari, Zanetti incerto. Grosso, Runjaic e Italiano gli unici sicuri della permanenza
A Cagliari Nicola ha raggiunto l’ennesima salvezza, ma il suo destino non è assolutamente scontato. La società non sarebbe del tutto soddisfatta dell’operato dell’ex Torino e vorrebbe lanciare Pisacane, tecnico della Primavera dei sardi reduce dalla grandissima vittoria della Coppa Italia che gli avrebbe fatto guadagnare tantissimi punti agli occhi del presidente Giulini.
Le piste che potrebbero aprirsi per Nicola invece potrebbero essere molteplici: il Pisa sarebbe interessatissimo nel momento in cui, come probabile succeda, Inzaghi dovesse approdare a Palermo ed il Verona sarebbe già a caccia del tecnico specialista in salvezze. L’attuale allenatore degli scaligeri Zanetti avrebbe dettato alcune condizioni per sua permanenza in Veneto, ma il patron Setti avrebbe preso tempo con il tecnico che si starebbe guardando attorno: anche per lui occhio a Torino e Cagliari.
Sicuri della permanenza Fabio Grosso e Kosta Runjaić rispettivamente a Sassuolo ed Udinese, così come quella di Vincenzo Italiano a Bologna. La girandola degli allenatori in Serie A potrebbe partire da un momento all’altro: tanti i nomi sotto l’occhio del ciclone, quasi tutti i club costretti a rivedere i piani in vista della prossima stagione che si attende del tutto elettrizzante e sorprendente.

