Verso Qatar 2022: alla scoperta della nazionale granata

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Secondo la Scuola pitagorica, il tre è considerato il numero perfetto. Sarà perché rappresenta la totalità cosmica, ma forse anche perché fra esattamente tre anni tornerà in scena lo spettacolo della Coppa del Mondo.

Dopo l’ultima edizione giocatasi nella fredda terra di Russia, questa volta la carica di ospitante non la avrà uno stato qualsiasi, bensì un novello a livello di organizzazioni sportive: stiamo parlando del Qatar.

Il Paese mediorientale, inoltre, sta iniziando a comprendere proprio in questi ultimi anni cosa significhi destreggiarsi nel mondo dello sport e sopratutto del calcio. La Nazionale locale, difatti, comincia a godere dei primi segni di popolarità a partire da dopo il trionfo in Coppa d’Asia dello scorso febbraio. Un biglietto da visita niente male per il prossimo mondiale.

L’evoluzione: dall’oblio alla gloria

Il Qatar, nel corso della sua storia, ha avuto pochissime gioie e tanti “dolori”, dovuti principalmente dal fatto che il calcio non sia uno sport da “deserto”.

La parola “pallone” nel Paese arabofono compare per la prima volta nel 1948, in occasione della partita tra lavoratori europei, coloro i quali si erano insediati in seguito della scoperta di un giacimento di petrolio agli albori del 1938.

La nazionale qatariota, invece, gioca il suo primo match ufficiale nel 1970 contro il Bahrein nella prima edizione della Coppa del Golfo, perdendolo per 2-1. Il resto delle apparizioni nella medesima competizione e nella Coppa d’Asia non portano alcun successo nonostante i cammini importanti fino a quarti o semifinali. Purtroppo, manca sempre quel qualcosa che possa permettergli il trionfo e la gloria. Il Mondiale, invece, resta il sogno nel cassetto più grande, ma i gironi di qualificazione sono troppo lunghi e tortuosi per i granata, i quali vengono sempre estromessi ad un passo dal traguardo.

Gli anni 2010, invece, segnano l’evoluzione del team asiatico, sia dal punto di vista dell’organico, nel quale vanno evidenziati il grande talento Ibrahim e il velociraptor Akram Afif, perno dell’attuale attacco qatariota, sia dal punto di vista dei risultati. Nel febbraio 2019, arriva il primo storico trofeo per i ragazzi di Felix Sanchez-Bas che, con un perentorio 3-1 nella finalissima di Abu Dhabi, rispediscono al mittente un Giappone stra favorito alla vittoria, portandosi a casa la tanto cercata Coppa d’Asia.

I granata, inoltre, nell’estate dello stesso anno, partecipano come invitata asiatica, insieme alla nazionale nipponica, alla 46° edizione della Copa America, venendo però eliminata soltanto ai gironi della stessa con un solo punto conquistato in tre gare.

Anche il sogno Mondiale, quindi, nel 2022 potrà diventare realtà vista la qualifica di nazione ospitante. Una grande occasione per promuovere lo sport più bello del mondo anche tra le dune.

Verso Qatar 2022: come giocheranno i granata?

La domanda che la maggioranza degli appassionati di calcio e,sopratutto, di Mondiali si staranno ponendo è la seguente: come si disporrà in campo il Qatar nel 2022? Rispondere ora, probabilmente, non sarà facile, ma una vaga idea dovrebbe già frullare nella testa del C.T. spagnolo Sanchez-Bas.

Lo schema di gioco prediletto è il 5-3-2, un sistema all’apparenza difensivo, ma che ha permesso all’undici granata non solo di portarsi a casa la Coppa d’Asia, ma anche il titolo di miglior attacco del torneo. La porta è difesa dal roccioso Al-Sheeb, il miglior portiere del massimo torneo asiatico del 2019. La difesa comprende elementi del calibro di Rò-Rò e Hassan sulle fasce, pronti a proporsi in avanti in caso di azione offensiva, Al-Rawi, Khoukhi e Salman al centro. In mezzo al campo spazio alla qualità di Al-Haydos sul centro destra, Hatem sul cerchio di centrocampo e Madibo sulla sinistra. Il tandem d’attacco, invece, porta i nomi di Akram Afif, esterno classe ’96 conosciuto anche in Europa per aver vestito la maglia dello Sporting Gijon, e Almoez Ali, il capocannoniere della scorsa coppa d’Asia.

Gli uomini da mandare in campo, dunque, ci sono; gli stadi nuovi stanno venendo piano piano fuori e la gente è al settimo cielo. Che bei presupposti per il prossimo Mondiale, vediamo che effetto farà giocarlo in pieno inverno.