Zaniolo: “Voglio diventare una bandiera della Roma. Devo tanto a Di Francesco e Mancini”

nicolo-zaniolo

Nicolò Zaniolo lavora a casa per recuperare dal grave infortunio subito nel match di Serie A contro la Juventus. Il centrocampista della Roma, “fortunato” nel rinvio dell’Europeo che non avrebbe potuto disputare questa estate, è stato intervistato da Sky Sport.

Le parole di Zaniolo

“Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, ma ora devo pensare e rientrare. La mia volontà è restare qui il più possibile. Ho trovato una società grandissima con i tifosi grandissimi. La città è fantastica, è in grado di amarti e vive di calcio, ho trovato persone fantastiche. Vivo benissimo e ho trovato anche la fidanzata. Devo tantissimo a Roma. Totti? È per tutti il simbolo di Roma. Lui e De Rossi sono simboli che difficilmente uguaglieremo. La maglia nuemero 10? Sarebbe impossibile, la mia maglia è la 22 e sono felice di averla”.

Poi sull’infortunio: “Siamo al terzo mese di recupero. La mia idea è che è sempre meglio un giorno più che in meno. Il ginocchio dovrà essere al 100% e se ci riuscirò sarò il più felice di tutti a finire il campionato con la mia squadra. Quando mi sono fatto male, molti miei compagni mi hanno detto che mi sarebbe stato d’aiuto per crescere come persona. Non ci credevo, ma ti fa mettere sul tavolo le cose importanti. Mi ha insegnato a lavorare e stare attento ai minimi dettagli che magari prima non facevo”.

nicolo-zaniolo

Ricordando gli esordi: “Ricordo ancora la riunione tecnica prima della partita contro il Real Madrid alle 11. Il mister mi chiese se ero pronto a giocare e gli dissi di sì incredulo e inconsapevole. Io ricordo tutte le palle che ho toccato e le azioni che ho fatto. Il giorno prima non pensavo nemmeno di partire per Madrid. Di Francesco? Mi ha inserito tra i grandi, mi ha fatto capire il lavoro durante la settimana. Gli devo tanto come devo tanto a Mancini che mi ha convocato subito senza nemmeno fare una partita tra i professionisti. Non nascondo che quando mi ha convocato in Nazionale non ci credevo. Il primo giorno a Coverciano sembrava un parco giochi, vedevo campioni a destra e sinistra. Non mi sembrava vero”.

In chiusura il rapporto con Fonseca e Di Biagio: “Nella Roma il mister mi ha subito parlato e mi ha detto cosa migliorare. Ho seguito le sue indicazioni, è fantastico e preparato. Dice tutte le cose in faccia. È il tecnico adatto alla Roma e al nostro gruppo. Il ruolo? Non avevo mai fatto l’esterno destro, sempre mezzala o trequartista. Mi sto trovando molto bene perché sono sempre davanti a alla porta e posso segnare. Mezzala e trequartista sono ruoli che conosco bene, ma per adesso mi piace l’esterno destro. Di Biagio in under 21? Erano 2 o 3 giorni di fila che facevamo ritardo alla riunione tecnica. Era un periodo negativo, ero stremato mentalmente e fisicamente e mi sono lasciato andare. Quella cosa mi ha insegnato molto come comportarmi e le conseguenze. Di Biagio giustamente ha scelto di dare un segnale al gruppo e lasciarci fuori, ho capito quale fosse l’errore”.