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Mister Chivu, “dittatore democratico” del Parma: l’inizio da osservatore, l’Inter e la vittoria da record

A Parma è iniziata una nuova era e porta il nome di Cristian Chivu. L’ex difensore di Ajax, Inter e Roma è alla prima esperienza sulla panchina di un club di Serie A e l’esordio nel calcio dei grandi è da sogno: vittoria per 2-0 nel derby emiliano contro il temibile Bologna di Vincenzo Italiano

Redazione
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A Parma è iniziata una nuova era e porta il nome di Cristian Chivu. L’ex difensore di Ajax, Inter e Roma è alla prima esperienza sulla panchina di un club di Serie A e l’esordio nel calcio dei grandi è da sogno: vittoria per 2-0 nel derby emiliano contro il temibile Bologna di Vincenzo Italiano grazie alle reti di Ange-Yoan Bonny e Simon Sohm e tre punti fondamentali in chiave salvezza. Questo successo ha già fatto entrare il tecnico romeno nella storia dei crociati, dato che solo Carlo Ancelotti (nel 1996) e Pietro Carmignani (nel 2001) avevano trionfato al loro debutto assoluto in campionato. Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la carriera di Chivu dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2014.

La carriera di Chivu dopo il ritiro dal calcio giocato

Chivu inizia a lavorare come osservatore tecnico della UEFA nella stagione 2016/17 e collabora con Sir Alex Ferguson, Mixu Paatelainen (ex commissario tecnico di Finlandia e Lettonia) e Thomas Schaaf (storico allenatore del Werder Brema dal 1999 al 2013). Il suo compito è riconoscere gli schemi tattici delle squadre, individuandone i giocatori chiave e le strategie tecniche degli allenatori: “Grazie a questa esperienza ho la possibilità di pensare in maniera differente. Da calciatore era l’allenatore a fornirmi tutte le informazioni sugli avversari, mentre ora sta a me analizzare le squadre in campo – dice in un’intervista ai canali ufficiali della UEFA –. Un osservatore ha l’opportunità di valutare ciò che ha in mente un allenatore o come il suo team sta reagendo a un momento di difficoltà. Lo trovo davvero interessante e mi piace provare a capire se le mie riflessioni coincidano con quelle di un tecnico. Voglio vedere se la pensiamo allo stesso modo!”.

Tale esperienza arricchisce le conoscenze di Chivu, il quale intanto studia per prendere il patentino da allenatore. Nell’estate del 2018 arriva la chiamata dell’Inter Under 14 e da qui inizia una rapida scalata: nel 2019 guida l’Under 17, l’anno seguente l’U18 e nel luglio del 2021 sostituisce Armando Madonna in Primavera. La prima stagione è memorabile e termina con la vittoria del campionato grazie al successo per 2-1 in finale playoff contro la Roma ai tempi supplementari. La rosa dei nerazzurri è ricca di talento e spiccano su tutti Cesare Casadei (17 gol e 5 assist in totale e a segno nel match decisivo contro i giallorossi), Giovanni Fabbian e i fratelli Franco e Valentin Carboni. L’annata seguente è deludente e i ragazzi di Chivu si piazzano soltanto al settimo posto in classifica, mancando così l’accesso agli spareggi e perdendo anche la finale di Supercoppa Italiana contro la Fiorentina di Alberto Aquilani. Una delle poche note positive è Francesco Pio Esposito, centravanti classe 2005 e autore di 15 reti in 30 match. La stagione 2023/24 è di altissimo livello e l’Inter termina la regular season da capolista con appena 3 sconfitte in 34 partite di campionato (miglior attacco con 71 reti e difesa meno battuta con soli 31 gol subiti), ma cade a sorpresa in semifinale contro il Sassuolo (1-3) e dice addio al sogno scudetto.

Particolarmente negativo, invece, il percorso in UEFA Youth League: nella Champions League giovanile i nerazzurri si fermano per tre anni consecutivi ai playoff perdendo inaspettatamente contro Zilina, Rukh Lviv e Olympiacos.

Tornando alla sconfitta contro il Sassuolo citata in precedenza, è proprio quella l’ultima partita di Chivu sulla panchina dell’Inter Primavera e lo scioccante annuncio arriva al fischio finale: “Il mio straordinario percorso con l’Inter finisce qui – le sue parole ai microfoni di Sportitalia –. Voglio ringraziare la società che mi ha dato l’opportunità di crescere sia come giocatore sia come allenatore e di realizzare i miei sogni“.

L’allenatore nato a Reşiţa si sente pronto per il salto nel calcio dei grandi e decide di lasciare il settore giovanile dell’Inter dopo sei stagioni: “Ho fatto la gavetta e ora attendo un’opportunità – rivela in un’intervista al sito gianlucadimarzio.com -. Ho passione e voglia di lavorare, aspetto il coraggio di una società che voglia lanciare un giovane allenatore”. Il 18 febbraio 2025 arriva la chiamata del Parma, che si trova in piena lotta per la salvezza ed è alla ricerca di un nuovo tecnico al posto dell’esonerato Fabio Pecchia: “Sono stato sorpreso dalla chiamata di una società che ha avuto il coraggio di contattarmi – le sue parole nel corso della conferenza stampa di presentazione –. Conosco bene la realtà di questo club, c’è un progetto importante e a lungo termine. Mi fa piacere esser stato scelto. I primi giorni sono impegnativi, si è in un frullatore continuo ed è necessario conoscere tutti i giocatori anche dal punto di vista caratteriale. Il nostro obiettivo è ottenere risultati e dare la possibilità ai giovani di crescere”.

Il calcio di Chivu: gioco offensivo, il ruolo degli esterni e il 4-3-3

Nella sua breve carriera da allenatore Chivu ha sempre lavorato con i ragazzi e il Parma rappresenta l’ambiente ideale sotto questo aspetto, poiché si tratta della squadra più giovane della Serie A (età media 24 anni e 7 mesi). All’Inter Primavera il tecnico usa principalmente tre moduli: il 4-3-1-2, il 3-5-2 (solo per poche partite nell’annata 2022/23) e il 4-3-3. Quest’ultimo diventa il suo marchio di fabbrica e lo utilizza ininterrottamente dall’inizio del 2023 dopo l’esperimento non convincente della difesa a 3. Lo stile di gioco si caratterizza soprattutto per il coraggio, l’ampiezza degli esterni offensivi e l’attitudine ad attaccare continuamente con l’obiettivo di esaltare il rendimento dei calciatori offensivi. Da valutare, invece, la solidità difensiva: nonostante in Primavera abbia mostrato una retroguardia compatta (sempre tra le migliori del campionato), la formazione crociata è attualmente la seconda peggior difesa della Serie A con ben 45 reti subite. Il trend però sembra cambiato e il portiere Zion Suzuki ha subito mantenuto la porta inviolata. Per evitare un impatto traumatico dopo il cambio di allenatore, Chivu non vuole stravolgere il lavoro di Pecchia e punta a dare continuità alla difesa a 4, passando semplicemente dal 4-2-3-1 al 4-3-3.

Definitosi un “dittatore democratico“, la sua filosofia si basa sul rispetto delle regole e sulla totale trasparenza nel rapporto con i calciatori: “Sono uno molto passionale e mi preoccupo della crescita dei ragazzi. Mi piace essere rigido sulle regole, ma sono anche in grado di capire le situazioni in cui bisogna tirare o meno la corda soprattutto perché lavoro con i giovani”. Il dialogo e la fiducia sono aspetti fondamentali all’interno dello spogliatoio, mentre in campo chiede ordine nonostante sia favorevole al cambiamento e alla novità: “Mi piace osare ma pur sempre rimanendo coerente con le mie idee. A volte vorrei essere più concreto nel trasmettere i miei ideali, ma allo stesso tempo mi accorgo che non è un processo semplice. I ragazzi mi migliorano e mi danno tante soddisfazioni, ma so che posso e devo crescere ancora”.

La squadra ha immediatamente seguito le sue richieste e la vittoria al debutto contro il Bologna ne è la conferma. Attualmente il Parma è diciassettesimo in classifica a quota 23 punti (+2 sulla zona retrocessione) e l’obiettivo è raggiungere la salvezza. La società emiliana crede fortemente in lui e il contratto fino al 30 giugno 2026 è un segnale di grande fiducia. L’era Chivu è iniziata con un successo importantissimo e il proverbio “Chi ben comincia è a metà dell’opera” calza a pennello: starà all’allenatore romeno continuare su questa strada, ma le premesse sono davvero positive.