Oggi iniziamo una nuova rubrica qui su OkCalciomercato. “Il terzo incomodo” vi farà compagnia nelle prossime settimane andando ad analizzare le carriere, spesso trascurate, di coloro i quali sono (quasi) sempre una figura inutilizzata all’interno della società calcistiche: i terzi portieri. Questi calciatori, che sono dei professionisti a tutti gli effetti, ogni settimana, ogni allenamento lavorano, sudano e faticano come tutti gli altri. Raramente però vedono i loro sacrifici ricambiati. È fare comune lasciare sempre in panchina questi ragazzi, al massimo viene concessa loro una passerella nell’ultima giornata di campionato. Per questo noi di OkCalciomercato ci sentiamo in dovere di dare il giusto spazio a questi “campioni” e di cantare le loro gesta eroiche tra i pali.
Oggi analizziamo la carriera di un ragazzo ormai diventato più che adulto che, da anni, “difende” la porta dell’Inter: Tommaso Berni.

Un fiorentino col destino nerazzurro
Tommaso Berni nasce a Firenze il 6 marzo 1983. Il ragazzo mostra subito grandi potenzialità, infatti già all’età di 13 anni entra a far parte del settore giovanile della squadra della sua città: la Fiorentina.
Dopo 2 anni passa al settore giovanile dell’Inter dove sforna, anche lì, delle buonissime prestazioni nei campionati giovanili che gli valgono diverse convocazioni nelle varie nazionali minori. Tra Under 15 e Under 19 Berni ottiene infatti ben 15 presenze. Nel 2000 diventa terzo portiere nerazzuro, senza però avere mai la possibilità di esordire in prima squadra. Appena diciottenne, con il futuro davanti ma poche possibilità di giocare con la grande Inter, prova l’avventura in Inghliterra, al Wimbledon, nella Serie B inglese. Purtroppo per lui anche in Gran Bretagna viene considerato troppo acerbo per giocare, in 2 stagioni infatti rimane sempre terzo portiere, giocando solo 3 match tra FA Cup e Coppa di Lega.
Il buon Tommasone allora decide di svoltare la sua carriera, tornando nel Belpaese. Ad accoglierlo c’è la Ternana, in Serie B. Con la società rossoverde è titolare in 2 delle 3 stagioni, gioca 87 gare e raccoglie il pallone dalla sua porta per ben 106 volte. Queste sue buone prestazioni valgono al giovane Berni la possibilità di diventare anche il portiere titolare dell’Under 20 giocando 9 gare, mentre per 3 volte difende la porta dell’Under 21.
L’avventura nella capitale
Un futuro luminoso per il giovane portiere che, nell’estate 2006 viene acquistato in prestito con diritto di riscatto dalla Lazio. Alle spalle di due mostri sacri come Pallotta e Peruzzi, il buon Berni “impara il mestiere” ed aspetta pazientemente la sua occasione. Occasione che arriva sul finire della stagione. Con i biancocelesti esordisce il 20 maggio 2007 nel match pareggiato 0-0 all’Olimpico tra Lazio e Parma, avendo anche la possibilità di timbrare nuovamente il cartellino la domenica successiva, il 27 maggio a Siena, nel match perso per 2-1.

Il ragazzo viene riscattato dalla Lazio per 1,5 milioni di euro, ma nelle due stagioni successive Berni rimane il terzo portiere fisso, non giocando neanche un minuto. Per questo, nel gennaio 2009, Tommaso si trasferisce in prestito alla Salernitana, in Serie B, dove giocherà da titolare 16 gare subendo però 21 segnature. Finita la stagione Berni torna nella capitale dove però, nel frattempo, la società biancoceleste ha sostituito la batteria dei portieri, con Muslera titolare e Bizzarri sua riserva. Il nostro Berni rimane quindi per due stagioni ancora il terzo portiere laziale, riuscendo a difendere la porta degli aquilotti in 7 occasioni tra campionato e Coppa Italia. Durante questa esperienza però, l’8 agosto 2009, la Lazio si aggiudica la Supercoppa Italiana ai danni dell’Inter. Berni, anche se non convocato per la gara, è comunque facente parte dell’organico laziale. Nel suo palmarès entra quindi di diritto la Supercoppa Italiana 2009.
Un nuovo viaggio della speranza e il ritorno in patria
Stanco del poco spazio trovato con la Lazio, nel giugno 2011, a scadenza del suo contratto e a 28 anni compiuti, prova una nuova avventura estera. Questa volta in Portogallo, al Braga. Con i portoghesi l’ennesima stagione da portiere di riserva, solo 5 presenze per il nostro eroe. Estate 2012, con la coda tra le gambe e con davvero poche possibilità di farsi notare, il buon Berni torna ancora in Italia, accasandosi alla Sampdoria.

Con i blucerchiati se possibile va anche peggio. La prima presenza è datata 16 settembre 2012 nel match vinto dalla Samp contro il Pescara per 3-2 e poi passa un altro mese da terzo portiere. Il 21 ottobre, durante un Parma-Sampdoria, il portiere titolare dei blucerchiati Romero viene espulso e, complice anche la contemporanea squalifica del secondo portiere da Costa causa calcioscommesse, arriva il turno di Berni. Il portiere fiorentino gioca 56 minuti e la gara finirà con una sconfitta per 2-1.
La settimana dopo tocca ancora a lui difendere la porta, questa volta da titolare, ma anche questo match equivale a sconfitta per la Sampdoria. Blucherchiati 0 Cagliari 1. È il 28 ottobre 2012 e, ad oggi, questa è l’ultima presenza per il nostro Tommasone nazionale. Per molti può sembrare questo un punto d’arrivo. A 29 anni e senza possibilità di giocare in Serie A la sua carriera sembra già arrivata alla fine. E invece no, è proprio da qui che inizia la metamorfosi di Tommaso Berni. L’inizio della leggenda. Da semplice terzo portiere di una squadra italiana di metà classifica diventa un eroe nazionale.
La leggenda ha inizio
È proprio da quel momento che Tommaso Berni sveste i guantoni da portiere e diventa leggenda. 31 ottobre 2012, la notte di Halloween, a San Siro si gioca Inter-Sampdoria. Il magic moment di Berni è già finito poiché Romero ha scontato la giornata di squalifica e ovviamente il buon Tommaso è in panca. La Samp passa prima in vantaggio, poi nel secondo tempo, fallo in area di rigore blucerchiata, rigore e rosso. Milito trasforma, 1-1. Un quarto d’ora dopo Palacio porta in vantaggio l’Inter e all’81’ Guarin fa anche il terzo. Ad inizio azione c’era stato un contatto non sanzionato dal direttore di gara Doveri e, ad azione conclusa con la rete nerazzurra si scatenano le proteste dei calciatori doriani. Tutti molto agitati, ma ce n’è uno che sembra più nervoso degli altri….e non è neanche in campo. Le urla infatti arrivano dalla panchina. È Tommaso Berni che protesta e Doveri, senza pensarci 2 volte, estrae il rosso. Espulso.

Quella stagione Berni non vede più il campo. Terzo portiere fisso. Finisce la stagione e finisce il suo contratto. Vuole andare via da Genova, ma neanche troppo lontano. Un po’ più su c’è il Torino ad attenderlo. Brutta scelta la sua. In Piemonte davanti a lui ci sono Padelli e Gomis e Berni non metterà mai i guantoni quell’anno. Finisce la sua carriera a Torino con 0 presenze.
Ritorno a casa
Ma qui colpo di scena, la fortuna sorride a Berni. Con un nuovo regolamento interno, la FIGC obbliga le società ad avere nell’organico di squadra almeno 4 calciatori cresciuti nel settore giovanile della stessa. E Berni ha passato 3 stagioni da Primavera nell’Inter, anche se ormai più di 10 anni fa. Ciò detto, il 2 luglio 2014 l’Inter acquista (nuovamente) Tommaso Berni. Da quel momento, vuoto. Assoluto. 5 stagioni di niente. Davanti ha l’inscalfibile Handanovic e il sempre presente alle chiamate Carrizo (dal 2017 sostituito da Padelli come secondo portiere) e in breve il suo turno non arriva mai.
Fino a che non succede qualcosa. Siamo già arrivati allo scorso 26 gennaio. A San Siro ci sono 70.465 spettatori per vedere il match casalingo dell’Inter contro il Cagliari. I nerazzurri di Conte passano in vantaggio nel primo tempo ma non riescono a chiudere la gara. Mancano 10 minuti al termine quando l’Inter viene beffata. Non solo ha subito il gol del pareggio (un bel gol tra l’altro), ma quella rete l’ha segnata un ex, mandato via sbattendogli la porta in faccia: Radja Nainggolan. Oltre il danno c’è la beffa insomma. Sul finire della gara col nervosismo nerazzurro alle stelle viene espulso Lautaro Martinez per proteste.
Finisce il match, tutti a protestare col direttore di gara, come al solito. Uno in particolare va dall’arbitro Manganiello e gli stringe la mano, facendogli i “complimenti”. Poi si allontana e proferisce delle parole non ripetibili. L’arbitro cerca nel taschino e trova un cartellino rosso che prende e sbatte in faccia a quest’uomo. Ebbene sì, quest’uomo è ancora Tommaso Berni. La squalifica sarà di ben 2 giornata e per l’ennesima volta, Berni è stato espulso senza giocare. Sono passati quasi 8 anni dal suo ultimo match disputato ma lo stesso tempo è anche intercorso dall’ultima volta che era stato espulso. Ancora a San Siro, ancora per proteste. Ma la storia non finisce qui.

Non c’è 2 senza 3
E già, Berni ormai si è appassionato al colore rosso del cartellino arbitrale. D’altronde, se tanto non deve entrare mai in campo, cosa va a fare allo stadio quando può tranquillamente rimanere a casa con la famiglia? Nel mezzo c’è la pandemia, il campionato si ferma e poi riprende. Siamo arrivati finalmente allo scorso 28 giugno. Parma-Inter si gioca al Tardini. In vantaggio c’è la squadra di casa che conduce grazie ad un gol di Gervinho. Gli animi in casa nerazzurra sono un po’ tesi. Perdere questa partita vorrebbe dire abbandonare definitivamente il sogno scudetto. Minuto 68′, contrasto di gioco, l’arbitro Maresca non fischia fallo. Leggere proteste dei calciatori interisti ma c’è qualcuno che la voce la alza più degli altri. Ancora una volta questo qualcuno non è in campo, ma sù, in panchina. Questo qualcuno ha sempre la solita maglia “da riscaldamento” color giallo/arancione e questo qualcuno è sempre lui. Non può che non essere lui d’altronde, il nostro nuovo eroe: Tommaso Berni.

È praticamente un record per lui, 3 espulsioni nell’arco di 8 anni, il tutto senza scendere in campo neanche una volta. 8 anni anche sono passati dal suo ultimo match giocato e adesso, a 37 anni suonati, Tommaso Berni si appresta a lasciare l’Inter. Il suo futuro è incerto ma Berni è ormai una leggenda del calcio italiano e prima del ritiro, certamente, almeno un’altra volta ci farà emozionare tutti facendosi sventolare in faccia un altro cartellino rosso. Il tutto OBBLIGATORIAMENTE senza mai scendere in campo.
Tommaso Berni probabilmente non sarà l’eroe che meritavamo, ma sicuramente è l’eroe di cui avevamo bisogno.

