The New Saints: i “Davide” gallesi che insidiano i “Golia” della Conference League
The New Saints, letteralmente I Nuovi Santi: no, non stiamo parlando di figure ecclesiastiche “salite” da poco sull’Olimpo delle divinità, ma di una squadra che mai nessuno, probabilmente, aveva sentito nominare, al di fuori del Galles. Un club che, nella serata di giovedì, ha bagnato il proprio debutto assoluto nella
The New Saints, letteralmente I Nuovi Santi: no, non stiamo parlando di figure ecclesiastiche “salite” da poco sull’Olimpo delle divinità, ma di una squadra che mai nessuno, probabilmente, aveva sentito nominare, al di fuori del Galles. Un club che, nella serata di giovedì, ha bagnato il proprio debutto assoluto nella fase finale di una competizione europea, la Conference League, affrontando un’avversaria che da due anni sta inseguendo il sogno di sollevare il trofeo, la Fiorentina. Nonostante la sconfitta, i leoni hanno dimostrato un carattere encomiabile e una determinazione tale da cogliere quasi impreparati i ragazzi di Palladino. Ma quali sono state le origini di questa nuova Cenerentola europea? Ripercorriamo insieme gli esordi e gli ultimi anni dei “Davide” gallesi, soffermandoci anche su un’analisi tattica degli stessi.
Radici e crescita nel calcio gallese
Fondati nel 1959, i New Saints hanno attraversato un percorso di evoluzione e crescita impressionante. Originariamente conosciuta come Oswestry Town, la squadra ha adottato il nome attuale nel 2003, in seguito all’unione con la formazione gallese di Llansantffraid. La storia del club è segnata da successi locali, ma è nelle competizioni europee che ha cercato di affermarsi ulteriormente negli ultimi anni. Il debutto nelle coppe continentali risale al 2000, quando il club partecipò alla Coppa UEFA. Da quel momento, i leoni hanno affrontato una serie di avversari prestigiosi, accumulando esperienza e notorietà, ovviamente nei limiti che dei semplici preliminari possono garantire. Le qualificazioni per le fasi finali delle varie kermesse sono state un banco di prova cruciale: diverse volte, il club ha raggiunto i turni pre-gironi della Champions League e dell’Europa League, ma il sogno di accedere a quelli che contano si è sempre rivelato complicato. Negli ultimi anni, tuttavia, la squadra ha fatto progressi significativi, culminando con la storica qualificazione alla fase campionato della Conference League nella stagione corrente, dopo aver eliminato i lituani del Panevezys. Questa partecipazione non solo segna un traguardo importante, ma è anche il risultato di un lavoro costante e di una visione strategica volta a migliorare la competitività a livello internazionale della società.
Il debutto europeo con la Fiorentina
Dopo una serie di anni in cui i New Saints hanno soltanto seminato senza mai raccogliere, finalmente giunge il debutto assoluto contro la Fiorentina, finalista delle ultime due edizione della terza competizione europea per club. La gara, nel primo tempo, è bloccata sullo 0-0, sia per imprecisione dei viola, sia per un assetto tattico tutto sommato efficiente, per una debuttante. Nella ripresa, però, la squadra di Palladino sblocca la situazione con un mancino preciso di Adli, che pesca l’angolino e batte Roberts al 65′. Bastano 3 minuti e Kean raddoppia, chiudendo il discorso. I gallesi sapevano che non sarebbe stato semplice fare risultato in trasferta e alla prima partita assoluta nella fase finale della competizione, ma le occasioni create – anche se meno, numericamente, rispetto ai toscani – sono state frutto di una manovra fluida e semplice: ciò che serve, la maggior parte delle volte, per non uscire dal campo con delusione e sfiducia per l’imminente futuro.
La squadra di oggi e la visione dell’allenatore
Attualmente, i New Saints sono una squadra ben strutturata, con un mix di talento giovanile ed esperienza. Sotto la sapiente guida dell’allenatore Craig Harrison, il club ha sviluppato un gioco offensivo e dinamico, caratterizzato da un’ottima organizzazione difensiva e una solida fase di transizione. Harrison, ex calciatore con un passato in club di livello come il Crystal Palace e il Middlesbrough, ha una carriera da allenatore altrettanto interessante, avendo guidato i leoni gallesi verso numerosi trofei nazionali e un miglioramento costante nelle competizioni europee. Il modulo prediletto è il 4-2-3-1, con un centrocampo solido capitanato da Jon Routledge e un attacco agile che include Adam Wilson e il promettente attaccante Ryan Brobbel. Questa impostazione tattica consente alla squadra di mantenere il possesso palla e di sviluppare un gioco veloce, sfruttando al massimo le qualità dei singoli. Con la determinazione di Harrison e le abilità dei suoi giocatori, i New Saints si preparano a scrivere un nuovo capitolo della loro storia, mirando a consolidarsi come una potenza nel panorama calcistico gallese e oltre. Chissà se, in futuro, i calciatori potranno divenire sul serio dei nuovi Santi – in senso figurato, si intende – attraverso il proprio popolo, in caso di exploit in Europa.