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De Rossi: “La Roma non si rifiuta. Mi giocherò la permanenza fino alla morte: l’obiettivo è la Champions”

Daniele De Rossi sta per vivere il momento che attendeva da una vita: l’esordio ufficiale sulla panchina della Roma. Subentrato a un esiliato José Mourinho, l’ex centrocampista giallorosso si è confrontato, per la prima volta, con la stampa nazionale in occasione della consueta conferenza stampa pre-gara. Ventiquattro

Redazione
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Daniele De Rossi sta per vivere il momento che attendeva da una vita: l’esordio ufficiale sulla panchina della Roma. Subentrato a un esiliato José Mourinho, l’ex centrocampista giallorosso si è confrontato, per la prima volta, con la stampa nazionale in occasione della consueta conferenza stampa pre-gara. Ventiquattro ore prima del delicato match contro il Verona, il neo-tecnico ha affrontato una serie di argomenti: dalle sensazioni al suo arrivo al futuro imminente e prossimo, con uno sguardo anche a qualche ragazzo in particolare che ha avuto modo di conoscere una volta giunto a Trigoria: Niccolò Pisilli.

Le prime parole

Quando cambia l’allenatore vedi sempre i giocatori che nei primi allenamenti vanno a mille all’ora. I primi allenamenti ti danno risposte fino a un certo punto, bisognerà vedere se terremo questi ritmi, ma le prime risposte sono incredibili. I giocatori hanno assorbito anche i primi due-tre concetti che abbiamo dato. Sono delle spugne”.

Osservazioni sul Verona

È una squadra solida guidata da un allenatore che stimo molto (Marco Baroni, peraltro ex difensore della Roma, n.d.r.). Hanno un gioco definito e giocatori fisici, l’emozione dell’esordio non deve farci brutti scherzi. Spero non ci sia malumori e dobbiamo essere tutti molto caldi: io in panchina, i giocatori in campo e i tifosi allo stadio“.

Le difficoltà della Roma e Pisilli

Qualche problema lo riscontravamo anche guardando le partite. Non penso che la Roma giocasse male come veniva detto, ma giocava alcune partite molto bene e altre molto male. Questo saliscendi era il problema. Ha avuto delle alternanze dal punto di vista del rendimento in campo. Le idee e i motivi ce li stiamo dando, ma sarebbe irrispettoso dirlo qui in conferenza stampa. Dal vivo rimani impressionato a vedere quando toccano la palla Dybala, Lukaku, Pellegrini… Chi mi ha impressionato è Pisilli, non pensavo fosse così forte. Ammetto che non lo conoscevo“.

Mourinho

Gli ho mandato un messaggio, lui mi aveva scritto quando accettai la Spal, era un gesto dovuto e giusto. Se si è stufato? Dovete chiederlo a lui e non mi interessa più di tanto con tutto il rispetto. Non mi posso concentrare su altre cose ora, devo concentrarmi sulla Roma perché in questi giorni ho dovuto fare anche tante altre cose: le divise, il contratto, altre cose non di calcio. Non vedo l’ora di poter pensare solo al calcio“.

La rabbia dei tifosi

Non sono stupido, l’effetto calmante è un modo un po’ brutto di definire la scelta di prendermi. Penso che magari con altri allenatori qui la reazione poteva essere ancora peggiore. Non ho bisogno di stimoli in più, non mi destabilizza. Quando si sceglie come rimpiazzare un allenatore così amato come Mourinho si devono prendere in considerazione molti fattori. Se avessero preso altri allenatori sicuramente la reazione sarebbe stata peggiore, a breve termine. I tifosi sono una parte importante, i pienoni allo stadio che hanno portato dei punti. Nessuno toglie l’amore che hanno provato verso Mourinho, ma nulla impedisce loro di amare anche me, continuando la scia d’amore allo stadio. Chiaramente non mi hanno scelto per i miei risultati alla Spal, ma per tante altre cose. Potrebbe essere una grandissima occasione per me. Uno non pensa che mandino via l’allenatore più titolato e prendano te. Me l’aspettavo di diventare allenatore della Roma, ma in un processo più graduale. È piena la storia di allenatori che sono entrati ad interim e poi sono rimasti, l’ultimo è Palladino che non credo fosse stato scelto per esserlo, ma poi si è guadagnato la conferma visto che ora è uno dei due-tre più bravi che c’è. Non devo fare finta che non sono mai stato qui dentro, non devo far finta che non voglio bene a Pellegrini, Cristante…Mi hanno consigliato di non venire con la mia macchina, ma non devo far finte di essere povero. Non devo far finta di nulla.. si può avere rispetto dei ruoli pur essendo amici. Quando entriamo in campo, lì mi sono sentito allenatore. Loro mi guardano, mi ascoltano, mi seguono, mi sembra che gradiscano ciò che sentono. ora vediamo se ciò porterà a fare punti”.

Come si difenderà la Roma?

Mi innamoro di questo lavoro con Spalletti, poi Luis Enrique. Questi tipi di allenatori, che portano tanti giocatori in fase offensiva e che difendono a quattro, mi hanno fatto innamorare. Questa squadra gioca però da anni a tre, ora vediamo, si può anche difendere in un modo e attaccare in un altro tramite alcune rotazioni, vediamo. Magari cambieremo durante la partita o a seconda dell’avversario“.

Il contratto

I presidenti Dan e Ryan sono stati chiarissimi sulla durata del contratto e sul tenore della mia permanenza qui. Ho detto ‘va benissimo’, mettete la cifra e voglio solo un bonus per la Champions. Il contratto non era in bianco perché l’avevano già preparato, ma avrei firmato in bianco, non farò naturalmente tutta la carriera così, ma l’unica cosa che gli ho chiesto è di trattarmi da allenatore, non da leggenda, non da ex giocatore, non voglio fare il giro di campo con Romolo. Me la giocherò fino alla morte per rimanere qui e credo siano soddisfatti di questo, voglio guadagnarmi sul campo la mia conferma in modo pulito“.

Lo stile di De Rossi

Per cosa mi piacerebbe essere ricordato? Se Guardiola dicesse il mio calcio ci sarebbe quel soffio di genialità e accetterei un’espressione del genere, ma io non sono minimamente al loro livello e non so se avrò quel marchio di fabbrica. Penso che se la nostra squadra a fine percorso, sarà riconoscibile e i giocatori tra di loro sapranno cosa fare, io sarò contento di questo“.

Obiettivo Champions League

Se fossimo tra le prime quattro della classifica sarei soddisfatto. Quando cambi allenatore non è facile, succede questo. Non è una cosa così rara, ci sono dei problemi che non devo analizzare troppo, devo partire da 0-0 e in tre-quattro giorni non hai tempo per analizzare tutto. La fortuna è che di questa squadra sono tifoso e quindi non devo rivedere i filmati perché le partite le ho viste tutte, è la squadra che conosco di più al mondo e quindi abbiamo accorciato quella fase di studio. La Roma non si rifiuta, è un po’ quello che successe a Pirlo anni fa. Ci sono uomini che rifiutano e uomini che si buttano dentro. Non è solo il voler tornare o un discorso di nostalgia, l’unica ragione per dire no sarebbe stata se fosse stata una squadra mediocre, io penso che invece questa sia una squadra forte e il lavoro ci potrà portare a fare bella figura“.

Lui e Totti

Se ho sentito Totti? Mi ha mandato l’in bocca al lupo in cui mi mostrava la sua felicità e il suo stupore, che all’inizio era anche il mio. Abbiamo parlato un paio di volte, ci siamo promessi di vederci e passeremo un po’ di tempo insieme che è una cosa che ci fa sempre piacere. Adesso lui sta andando in Cina per fare alcune cose”.