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Gasperini: “Atalanta a vita? Dipende dalle ambizioni”

Gian Piero Gasperini si gode la stagione da incorniciare con la sua Atalanta, ma il futuro è ancora incerto. Non tanto la prossima stagione, in cui l’ex tecnico del Genoa ha già confermato la sua presenza in nerazzurro, quanto i prossimi due o tre anni. Tutto dipenderà dalle ambizioni del club o, almeno, questo è

Redazione
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Gian Piero Gasperini si gode la stagione da incorniciare con la sua Atalanta, ma il futuro è ancora incerto. Non tanto la prossima stagione, in cui l’ex tecnico del Genoa ha già confermato la sua presenza in nerazzurro, quanto i prossimi due o tre anni. Tutto dipenderà dalle ambizioni del club o, almeno, questo è ciò che ha riferito lo stesso allenatore ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Tra le altre cose, sono stati nominati anche alcuni dei protagonisti di questa annata storica dei bergamaschi: Scamacca, Lookman e De Ketelaere. Tutte pedine fondamentali per lo scacchiere del ‘Gasp’, specialmente per il modo in cui egli è riuscito a plasmarli e a renderli dei veri e propri top di gamma.

Una stagione gloriosa

“È stata una stagione inimmaginabile, la coppa ha fatto la differenza. Avevo studiato il Bayer Leverkusen, non sono abituati ad essere aggrediti come facciamo noi. E abbiamo difeso bene, merito anche dell’arrivo di Kolasinac e Hien. L’Europa celebra la nostra bellezza? Il risultato attraverso il gioco è sempre stato il mio obiettivo. E sono stato più innovativo in passato: nel 2006 al Genoa eravamo l’unica squadra che giocava a tre, oggi l’80% in Europa giocano così”.

Il futuro

“Non mi sono mai trovato in scadenza. Avevo percepito un po’ di stanchezza, il presidente sembrava disposto a lasciarmi andare ma la stagione ha preso una piega gloriosa… Estero? Non ci andrò, l’Italia mi piace troppo. E a Bergamo resterò legato a vita, non so da allenatore”.

Ambizioni fondamentali

 “Mancano 25 punti per raggiungere l’Inter campione, un abisso. Per vincere devi perdere a livello economico, se vendi non ti rinforzi ma riparti. Sto pensando a come migliorare la squadra: siamo stati i più bravi, ma non i più forti. Non ho ancora rinnovato il contratto con l’Atalanta perché per me è più importante capire se siamo ad un punto di partenza o di arrivo. Se c’è un progetto per i prossimi due-tre anni, mi interessa. Risolveremo la questione 2026 o 2027, l’urgenza ora è fare la squadra più forte”.

Le sue pedine

“De Ketelaere deve fare l’attaccante, ha ancora una bella evoluzione davanti. Lookman? Oggi è un top, ma non lo era. Ci ho lavorato con la pazienza dell’artigiano. E Scamacca si è sbloccato quando non è andato in Nazionale. Playstation? Io non lo controllo. Koop ha potenza aerobica da box to box, limitarlo a mediano sarebbe un peccato. Ederson è un dobermann con un’efficacia mostruosa nei recuperi”.