Il terzo incomodo: Antonio Donnarumma

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Bentornati in questa relativamente nuova rubrica di Ok Calciomercato. “Il terzo incomodo” vi farà compagnia nelle prossime settimane andando ad analizzare le carriere, spesso trascurate, di coloro i quali sono (quasi) sempre una figura inutilizzata all’interno delle società calcistiche: i terzi portieri. Questi calciatori, che sono dei professionisti a tutti gli effetti, ogni settimana, ogni allenamento lavorano, sudano e faticano come tutti gli altri. Raramente però vedono i loro sacrifici ricambiati. È fare comune lasciare sempre in panchina questi ragazzi, al massimo viene concessa loro una passerella nell’ultima giornata di campionato. Per questo noi di OkCalciomercato ci sentiamo in dovere di dare il giusto spazio a questi “campioni” e di cantare le loro gesta eroiche tra i pali.

Oggi è il turno di un portiere che nei primi anni della sua carriera non ha quasi mai avuto la possibilità di giocare spesso e che, da quando suo fratello minore è diventato famoso, è stato definitivamente recluso a terzo portiere: Antonio Donnarumma.

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Uno “scugnizzo imbruttito”

Antonio Donnarumma nasce a Castellammare di Stabia il 7 luglio 1990. Il ragazzo è molto talentuoso oltre che molto alto, un plus se si considera sia il ruolo, ovvero il portiere, che la giovane età. Tutto ciò gli permette già a 9 anni di entrare nel settore giovanile della Juve Stabia dove rimarrà per 6 anni fino a quando, nel 2005, viene acquistato dal Milan, trasferendosi così a Milano all’età di 15 anni. Con i rossoneri vince nel 2007 il campionato Allievi e nel 2010 la Coppa Italia Primavera. Già a partire dal 2008 Donnarumma viene spesso convocato con la Prima Squadra del Milan come terzo portiere, senza però mai esordire.

Nel 2010 va in prestito al Piacenza senza però giocare quasi mai. Le sue uniche presenze sono 4 (1 di Coppa Italia, 3 di Serie B e tutte per sostituire il portiere titolare, Mario Cassano). Ah il Piacenza quella stagione retrocede in Lega Pro. Torna a Milano ma riparte subito, destinazione Gubbio. Dopo 63 anni, gli umbri tornano finalmente nella serie cadetta e scelgono Donnarumma come portiere titolare. Il buon Antonio scende in campo per ben 39 partite quella stagione, risultato…retrocessione…di nuovo.

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Una nuova avventura

Terminata la stagione al Gubbio torna di nuovo a Milano, ma ci resta davvero poco. Viene infatti ceduto al Genoa in uno scambio che porta Donnarumma al Grifone e Ferretti al Diavolo. Per tutta la stagione rimane il terzo portiere avendo davanti l’inscalfibile Sebastian Frey e anche Alexandros Tzorvas. Il mister Ballardini gli concede una passerella finale, nell’ultima giornata di campionato nel match pareggiato 0-0 contro il Bologna. Nella stagione successiva il Genoa decide di cambiare entrambi i portieri “titolari” della rosa. Sfortunatamente non c’è verso di dare una chance a Donnarumma. La nuova coppia di numeri 1 del Grifone è formata da Mattia Perin e Albano Bizzarri, una coppia anche migliore di quella precedente. Risultato? 0 presenze stagionali per Donnarumma. Solo un infortunio alla spalla occorso in allenamento, che lo tieni fuori 2 mesi.

Nell’estate 2014 viene girato in prestito alla Bari (sì, Bari è femminile). Con i pugliesi, in Serie B Donnarumma gioca titolare mezza stagione (27 partite). Gli è fatale la brutta prestazione con il Livorno, dove prende 5 gol. Da quel momento viene superato nelle gerarchie da Enrico Guarna e non indossa più i guantoni per tutto il resto della stagione. La stessa cosa accade per la stagione 2015/2016 quando, tornato al Genoa, è ancora terzo portiere e non riesce a metter su nemmeno una presenza.

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Luglio 2016. Donnarumma dice basta. Basta con l’Italia. Nel Belpaese la sua carriera non è mai riuscita a decollare e probabilmente adesso è il momento giusto per ricominciare da un’altra parte. Rescinde il suo contratto col Genoa e vola giù, in Grecia, più precisamente all’Asteras Tripoli. Con i greci Donnarumma parte come riserva ma, al contrario di ciò che era successo 2 anni prima, questa volta si prende con forza il posto da titolare. 23 gare divise tra campionato e coppa nazionale. Un buon bottino per lui, ma poi arriva la chiamata che non si può rifiutare. La chiamata di casa. Del Milan ma non solo. Perché è davvero da casa che lo chiamano.

Ritorno in famiglia

A chiamarlo infatti, non è solo la sua squadra in cui è cresciuto, ovvero il Milan. A portarlo ancora in rossonero è il fratello, Gianluigi, o semplicemente Gigio. Il piccolo Donnarumma infatti, anche lui portiere nel Milan, ma titolare già a 17 anni, nel momento del suo rinnovo di contratto del 2017 chiede “ufficiosamente” che venga acquistato dalla società rossonera il fratello Antonio. E così avviene. Antonio Donnarumma viene acquistato dal Milan per 1 milioni di euro e ne diventa terzo portiere. Ah, inoltre anche il suo nuovo contratto è da 1 milione di euro a stagione.

In questa sua seconda esperienza “alla corte del Diavolo” ha pochissime occasioni. La prima il 27 dicembre 2017, quarto di finale di Coppa Italia, Milan-Inter. In Coppa è spesso il secondo portiere a giocare ma questa volta Marco Storari si infortuna nel prepartita. È quindi il turno di Antonio. Esordio assoluto con la maglia del Milan nel derby, che bella storia. Il derby poi viene vinto 1-0 ai supplementari proprio dai rossoneri. Nella stessa stagione ha un’altra opportunità. Questa volta è l’esordio in competizione europee. Sedicesimi di ritorno di Europa League contro il Ludogorets. L’andata a Razgrad, in Bulgaria, dove aveva giocato il fratello Gigio, era finita 3-0. Il ritorno, con Antonio a difendere i pali termina 1-0 con gol di Borini.

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In questa prima stagione colleziona quindi 2 presenze. In quella successiva invece si accomoda sempre in panchina senza mai scendere in campo…e intanto si porta a casa un altro milione di euro. Quest’ultima stagione invece è riuscito a giocare il primo turno di Coppa Italia, nella gara vinta dal Milan per 3-0 ai danni della Spal. Non entrerà certamente nella storia come il suo collega Berni, capace di farsi espellere 3 volte consecutive senza mai giocare (qui trovate la sua storia), ma comunque sulla lista dei cattivi senza aver giocato ci entra anche lui. Più precisamente il 27 ottobre, venendo ammonito nella sconfitta rossonera contro la Roma. Ah, e intanto si è portato a casa un altro milione di euro. E comunque non ha ancora mai subito gol da quando “gioca” per il Milan.

A 30 anni suonati e apparentemente senza nessuna voglia o possibilità di giocare, Antonio Donnarumma ha ufficialmente giocato solo 98 partite. Il suo contratto adesso andrà in scadenza giugno 2021 e vedremo se il ragazzo, ora uomo, continuerà a difendere la panchina del Milan o se proverà a spiccare il volo da solo. Ciò che è certo è che Antonio Donnarumma non sarà mai un grande portiere, “il grande e famoso Antonio Donnarumma”, sarà semplicemente, per tutti, il fratello fortunato di Gigio.

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